Galli: «Perché Ceprano deve differenziare e Raggi può mandare i camion di rifiuti?»

Marco Galli

Sindaco di Ceprano

 

di MARCO GALLI
Sindaco di Ceprano

 

 

Ancora una volta devo prendere atto che il territorio in cui viviamo e sul quale vivono i nostri figli, dopo essere stato abbondantemente violentato da discariche abusive riempite di qualsiasi cosa possa avvelenare l’ambiente e bagnato dal fiume, forse più inquinato d’Italia, è destinato ad ospitare centinaia di tonnellate di rifiuti provenienti dalla Capitale d’Italia dove, per anni, una politica sciattona si è ben guardata di attivare il ciclo virtuoso della gestione dei rifiuti.

Così, ancora una volta la metropoli meno europea d’Europa, con i servizi peggiori del continente cerca di risolvere i suoi problemi scaricando sulla nostra piccola provincia i suoi scarti puzzolenti, prodotti dall’inezia di chi avrebbe dovuto decidere già anni fa.

Non mi si venga a raccontare che così si arricchisce economicamente la Ciociaria, semmai, si riempiono le tasche di pochi che, in silenzio, continuano a tifare affinché nelle loro discariche e pertugi si accumulino rifiuti da ogni dove.

Ricordo che a cinquanta metri dalla SAF vi è una discarica, interessata da un procedimento sulla regolarità dei rifiuti conferiti in quel sito.

Non solo, nonostante questa poco simpatica condizione, è stata addirittura presentata un’istanza di ampliamento del sito, per aumentare considerevolmente le tonnellate di rifiuti conferiti verosimilmente da località fuori dalla provincia di Frosinone, alla quale il Consiglio Comunale di Ceprano, con Delibera nr. 41 del 03/12/2015 si è fermamente opposto perché comporterebbe un’ulteriore esposizione della popolazione residente al rischio inquinamento e detrimento della salute pubblica.

Detto tutto questo mi chiedo anche, – visto che il M5S locale sta svolgendo sul territorio un’opera di contrasto all’inquinamento ambientale con tour in pullman e interventi vari, denunciando le responsabilità di chi politicamente non ha saputo gestire in maniera seria il ciclo dei rifiuti -, cosa diranno alla sindaca pentastellata romana che, per risolvere una situazione difficile a casa sua, adotta le stesse decisioni prese fino ad ora da chi l’ha preceduta: via i rifiuti dalla Caput Mundi, spediamoli nelle terre di “Coldragone”.

Se questo è il nuovo che avanza c’è poco da stare allegri.

A Ceprano, tra mille difficoltà per un contratto che non ci piace e che non è stato sottoscritto da questa amministrazione, abbiamo portato i livello di differenziata ad oltre il 60%, siamo un comune tra i più virtuosi, che ha contribuito per quanto possibile a svuotare il sito di Roccasecca e l’impianto di Colfelice.

I miei concittadini, nonostante siano penalizzati per un contratto che premia solo il privato, si sono impegnati e s’impegnano in modo straordinario nella “separazione di plastica, metallo, vetro, carta, cartone, umido e, in maniera minore, indifferenziato”, a solo vantaggio economico del gestore. Ora chi spiegherà loro che, dopo tanto impegno, dovranno subirsi centinaia di TIR da Roma, carichi di immondizia di ogni genere, diretti alla SAF e poi, magari, conferita nell’attigua discarica? Tutta questa fatica per salvaguardare l’ambiente finita in discarica assieme all’immondizia capitolina?

Stavolta spero che la provincia sappia dare una risposta forte se davvero si cercherà, per l’ennesima volta, di aggredire la Ciociaria in nome di Roma.

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