Riina e quella morte dignitosa non prevista dal Codice (di G.Giannichedda)

 

di Giuliano GIANNICHEDDA
Avvocato Foro Cassino

 

 

Ho letto le notizie sull’istanza dei difensori di Totò Riina.

Il nostro sistema penitenziario non prevede la morte dignitosa. Prevede il trattamento dignitoso!

Il differimento della pena e la detenzione domiciliare sono previsti, per i reati gravi, soltanto quando il carcere mette in grave pericolo la propria vita. E non quando è irrilevante, per la propria esistenza, rimanere in carcere o uscire.

Se il carcere non peggiora la sua salute o la detenzione domiciliare non evita il suo peggioramento, il detenuto Riina Salvatore deve morire in carcere!

Tra l’altro non mi pare che si sia mai pentito.

Tutti i finti garantisti e buonisti farebbero bene a preoccuparsi dei tanti anonimi detenuti che soffrono tutti i giorni in un regime carcerario indegno dei nostri principi costituzionali. E lascino stare Riina ed il crimine organizzato!

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