Quando nella Politica c’era il rispetto (di L. Grassucci)

Il rispetto umano nella politica: la passione e le differenze sono una cosa, il rispetto non può mai venire meno.

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Capii il rispetto della politica e nella politica assistendo ad un consiglio comunale a Sezze. Durante il dibattito, erano lustri e lustri fa, il relatore comunista, Titta Giorgi, inveii, ricambiato, contro il rappresentante del Msi, Sesé Caldarini. Durissimi, veementi, con toni di voce alti… appasionati.

Titta Giorgi era il portato dei contadini setini, Sesé Caldarini della borghesia cattolica. Due mondi politicamente, culturalmente, dialetticamente distanti. Fabbro il primo, avvocato il secondo.

Tra me e me pensai, “Dio mio si ammazzeranno”. Il confronto si inoltrò nella notte. Il “fascista” e il “comunista”, due mondi. Il consiglio comunale finì con parole grosse.

All’uscita Titta mi fa segno di aspettare per la cena. E…

Mi ritrovai a cena con lui e con Sesé, insieme a parlare del mondo, a condividere pane e vino, lingua e destino. Mai l’uno disse dell’altro che “non aveva capito”, l’uno e l’altro erano differenti, ma erano umani.

Ecco, oggi a Latina in consiglio comunale manca questo, l’umano. Nessuno dei due protagonisti di questa storia è mai venuto meno alla sua coerenza.

E consentitemi, la cosa è di una disarmante tristezza

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