I rifiuti organici? In casa! A Latina attenti alle bucce di banana (di L. Grassucci)

E’ emergenza rifiuti. Tra qualche giorno non sapremo cosa fare dell’umido: certo in casa è impossibile tenerlo. Il Comune del capoluogo pontino ha chiesto ai residenti di non conferire nei cassonetti e ora è arrivata anche la comunicazione della curatela di Latina Ambiente.

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Quanta paura abbiamo: nascondiamo le cose che non ci piacciono. Non uccidiamo i maiali, ma nasce già il prosciutto dentro il panino, non amiamo il lamento del maiale che muore ma ci vantiamo di capire la qualità del lardo di colonnata. Amiamo i cani, ma dimentichiamo le loro feci per strada. Ci piace la compagnia dell’amico dell’uomo, lo vantiamo, ma la cacca è delle strade, dei prati. Ci piace la città pulita, ma non vogliamo sapere dove va a finire l’immondizia. Ci piace la banana, le arance, basta che non ci fate sapere che fine fanno le bucce.

Rifiutiamo le paure: qui non si muore, qui non si fanno rifiuti. A Latina non ritireranno più l’umido (leggi qui il precedente), ma quando si parla di rifiuto in Comune fanno dotte lezioni di politica finanziaria, di assetti societari, chiamo fini giuristi e fior di economisti: ma di dove buttiamo la buccia di banana, di quella delle arance, pare finanche brutto “montuarle”. Il brutto sparisce: l’Italia in generale, e Latina in particolare per evitare lo sporco si sporca tutto.

Un tempo, quando le fogne non c’erano, si gettava il residuo del “rinale” dalla finestra al far della sera o di primo mattino e la fortuna era il viaggio indenne per le strette, il tempo è passato ma quella testa resta.

Da domani attenti alle bucce di banana, ma non per i piedi, per la vostra testa.

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