Grieco: «Se serve al dialogo, rinuncio a qualsiasi incarico. Ma ricominciamo a fare politica»

Sarah Grieco

 

di SARAH GRIECO
Consigliere Comunale di Cassino – Pd

 

A distanza di quasi due settimane dal voto continuo a leggere solo di accordicchi, poltrone e responsabilità altrui. E poi ci si lamenta che i cittadini sono avviliti dalla politica.

La situazione che sta montando nel centrosinistra a Cassino mi preoccupa. E non poco. Nonostante le analisi lucide di autorevoli opinionisti ed esponenti sugli errori politici del sindaco uscente e della squadra con cui si è proposto, si continua a “gestire” questa sconfitta con immaturità e rabbia. Ora scagliandosi contro i dirigenti del pd locale – che (legittimamente dico io) hanno scelto strade diverse da quelle del sindaco uscente – ora contro quelli provinciali che non li avrebbero adeguatamente tutelati (e per quello sgradevole episodio oramai noto non posso non esprimere tutta la mia solidarietà al senatore Scalia e al Presidente Pompeo).

Aspetto ancora un’analisi franca (su cui non voglio ritornare) o, forse, non ci spero più. E questo è un problema, come dicevo. Perché se non si supera la sconfitta con un bagno di umiltà, partendo dai propri errori, non si potrà ricostruire nulla di buono a sinistra, se non nuove correnti generate per appetiti futuri e veleni vecchi. (Come se non ne avessimo già abbastanza!) Non certo per affrontare vertenze e bisogni di un popolo, quello del centro sinistra, che con queste elezioni ha dimostrato stanchezza e smarrimento.

Anche questa voce della mia vicepresidenza, ad esempio; ruolo – ci tengo a sottolinearlo – di garanzia e che opportunamente va alle opposizioni, come del resto sottolineato dal consigliere Alessandro D’Ambrosio nella presunta telefonata con il vice sindaco Palombo. Premesso che per me sarebbe un riconoscimento gradito come esponente dell’opposizione, ma mai chiesto, se dovesse essermi proposto, sono pronta fin d’ora a metterlo a disposizione se può servire a ricucire un dialogo con l’altra parte dell’opposizione.

Ne abbiamo bisogno per chiedere con forza cose che servono ai cittadini. Come un immediato tavolo tecnico per la questione Acea, ad esempio.

Le poltrone, al di là del chiacchiericcio come quello su un mio presunto assessorato, non mi hanno mai appassionata. Chiedo invece di poter affrontare con forza le questioni e le emergenze. E vorrei che il mio partito, ora ingrandito con nuovi ingressi come Fardelli e Petrarcone, ricominciasse a fare politica.

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