I Piloni nostri, la festa-beffa e la mini guerra alle polveri sottili (di L. D’Arpino)

La beffa rivelata dal Messaggero sul risanamento dell'area dei Piloni. Ed il topolino partorito dalla montagna di fronte all'emergenza smog

Luciano D'Arpino
Luciano D'Arpino

Giornalista, Regista e Autore teatrale, dirige la redazione di Frosinone de 'Il Messaggero'

«I Piloni sono tornati nostri. Finalmente ci riprendiamo qualcosa che è nostro e che ora finalmente potremo riqualificare». Era il 27 giugno scorso quando gli amministratori comunali del centrodestra esultavano in Consiglio comunale a Frosinone. Festeggiavano perché, dopo 14 anni, la collettività stava per tornare formalmente in possesso delle storiche arcate di via De Gasperi.

I Piloni di Frosinone

Arcate che avrebbero dovuto rappresentare, una volta bonificate e ristrutturate, la cartolina turistica di presentazione della città. Prima, però, il Comune avrebbe dovuto sborsare 126mila euro al privato che, il 4 agosto 2005, aveva avuto la concessione dell’area per realizzare un project financing da due milioni di euro che prevedeva la riqualificazione e il recupero del complesso. Cosa mai avvenuta.

Quasi sette mesi dopo, invece, il Messaggero ha scoperto e raccontato, con dovizia di particolari, che c’era ben poco da festeggiare. In sintesi: l’accordo con il privato, dopo la delibera di Consiglio del giugno scorso, non è stato mai formalizzato. Il motivo? Perché è fallita la società che controllava la concessionaria del project financing dei Piloni. Ora le quote della Piloni srl sono in mano al curatore fallimentare.

Il sindaco Nicola Ottaviani ha ammesso, mestamente, che bisognerà attendere le decisioni del tribunale per cercare di sbloccare la situazione. Il consigliere d’opposizione Stefano Pizzutelli, che ha sollevato il caso, ha tuonato che la risoluzione è da rivedere.

Al momento, dunque, i Piloni restano nel degrado in cui si trovano da 14 anni e il loro destino è ancora sconosciuto. Eppure in questi mesi si è assistito a dichiarazioni surreali sul tipo di ristrutturazione da effettuare senza avere neanche la possibilità di accedere nell’ex cantiere dei Piloni. Una vera beffa.

Il presidente della Provincia

Sull’emergenza polveri sottili, invece, la montagna ha partorito il topolino. La situazione che, a detta degli amministratori, va affrontata con urgenza, con misure drastiche e in maniera congiunta, è stata esaminata in Provincia come i rappresentanti dei sette Comuni ciociari più grandi e più inquinati. Cosa si è deciso? Che tra un mese, il 16 febbraio per la precisione, ci sarà una domenica ecologica per la prima volta in simultanea nei sette centri. Ma non doveva essere presa una misura urgente? O l’emergenza può attendere?

Contro le polveri sottili, insomma, ai ciociari non resta che incrociare le dita e sperare solo nella pioggia. Abbondante e liberatoria.

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