Iannarilli: «Quel deputato da 70 cliccate che non sa di cosa parla…»

di ANTONELLO IANNARILLI
già deputato
e già presidente
della Provincia di Frosinone

 

 

Ho letto le dichiarazioni del movimento 5 stelle, supportato dal deputato Frusone, il quale, vista la sua inesistente attività a favore del territorio, cerca un po’ di visibilità a suon di chiacchiere. Egli accusa tutti, infatti, me compreso, di non essere stato capace di rispettare le direttive dell’Onu.

Dopo questa affermazione, sinceramente mi viene da mettere in dubbio la sua carica parlamentare, visto che dimostra di non conoscere affatto la materia di cui parla e di non sapere, tra l’altro, che per applicare una direttiva Onu occorre una legge nazionale. Il parlamentare Frusone non sa o non ricorda perche poco attento o forse impegnato a visitare i musei di Roma, che il 24.12.2015 è stato approvato, con il n. 221, il collegato ambientale alla legge di Stabilità 2016. L’art. 61 di tale collegato “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di greeny economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, così recita

“Disposizioni in materia di morosità nel servizio idrico integrato.

1. Nell’esercizio dei poteri previsti dalla legge 14 novembre 1995,n. 481, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, sulla base dei principi e dei criteri individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico,previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, adotta direttive per il contenimento della morosita’ degli utenti del servizio idrico integrato, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, assicurando che sia salvaguardata,tenuto conto dell’equilibrio economico e finanziario dei gestori, la copertura dei costi efficienti di esercizio e investimento e garantendo il quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di fornitura per gli utenti morosi.

2. Ai fini del comma 1, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gs e il sistema idrico definisce le procedure per la gestione della morosita’ e per la sospensione della fornitura, assicurando la copertura tariffaria dei relativi costi”.

A questo punto è d’obbligo qualche riflessione. Innanzitutto, quanto sopra conferma ciò che ho sempre sostenuto, cioè che non si può staccare l’acqua ai cittadini – utenti, e che i sindaci potevano essere più duri e risoluti nei confronti dell’Acea, ma, di fatto, in nessuna assemblea hanno mai votato per frenarne lo strapotere. Anzi hanno fatto scadere i termini che l AEGGSI aveva fissato con la delibera n- 51 del 18.02.2016 per fare osservazioni alla proposta di riconoscere ad ACEA, per le perdite conseguenti alla morosità, il 6,5% del fatturato e, cioè, milioni e milioni di euro.

Nessun sindaco, nè il Presidente della provincia hanno ritenuto di dover convocare l’Assemblea nei 30 giorni, come recita la delibera, e contestare tale dato. La cosa più interessante, però, è che il deputato “delle 70 cliccate” (tante ne ha avute per ottenere la candidatura nella lista), nel dicembre 2015, in Parlamento, si è addirittura astenuto dalla votazione, evidentemente non interessato a questo grave problema che continua ad affliggere i cittadini.

Ciò dimostra non soltanto la poca serietà politica del suo operato, ma, cosa ancora più grave, che sta prendendo in giro gli abitanti di Alatri. Questi ultimi però, al contrario di quello che pensa Frusone, sanno benissimo che gli unici a prendere una posizione forte, e con fatti concreti, contro Acea, siamo stati io ed Alessia Savo, e che ora gli altri, in vista delle elezioni, cercano di fare tutto il rumore possibile per racimolare voti, e non certo per colpire la Società.

Dal canto mio garantisco che, se eletto, non permetterò mai ad Acea di staccare un solo contatore nel territorio comunale, e continuerò a chiedere il rispetto del contratto e delle tariffe previste, contestando sia i conguagli 2006 – 2011 che quelli 2011 – 2015, non dovuti alla società, predisponendo un apposito ufficio dove i cittadini di Alatri potranno recarsi per le relative informazioni e pratiche. Invito quindi gli Alatrensi a non farsi incantare dalle bugie dei “pinocchi di turno”, come il deputato Frusone ed il sindaco Morini, che ha sempre approvato i documenti relativi alla questione del servizio idrico (dai quali è scaturito il disastro delle tariffe) senza nemmeno leggerli.

Basta controllare le bollette emesse fino al 2014, e quelle successive alla delibera di marzo 2014, e si può notare la grande differenza tra chi ha messo i paletti ad Acea e chi ha fatto finta di non sapere, o addirittura se ne è infischiato. Gli altri, dunque, continuino pure a fare chiacchiere, io predispongo la mia proposta di delibera di consiglio comunale che mi permetterà, se eletto, di tutelare i miei concittadini contro lo strapotere di Acea. E, a difesa dell’intero territorio, invito anche i sindaci degli altri Comuni a leggere la suddetta norma e a richiamarla nelle varie ordinanze che emettono a tutela dei cittadini, se stanno dalla loro parte, e invito il parlamentare a non dire più stupidaggini.

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