Il superiore interesse? Ma mi faccia il piacere (di C. Trento)

Le dichiarazioni di questi giorni fanno capire che nessuno si fida di nessuno. Soprattutto tra chi dovrebbe essere alleato. Come possono esserci ipotesi di collaborazione se questi sono i presupposti? Impossibile.

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Bando alle chiacchiere, alle ipocrisie, ai buonismi di facciata, alle bugie. Non si sopportano, anzi in molti casi si odiano. Poi aggiungono l’avverbio politicamente per circoscrivere il giudizio. Ma non cambia nulla nella sostanza delle cose. E la sostanza delle cose è che nessuno si fida di nessuno.

Prendiamo il livello nazionale: il premier Giuseppe Conte non si fida di Matteo Renzi, il quale non si fida neppure della sua ombra. Nicola Zingaretti vorrebbe fidarsi del Movimento Cinque Stelle, ma alla Regione Lazio non sa con chi rapportarsi vista la frammentazione pentastellata: con Roberta Lombardi piuttosto che con Valentina Corrado?

Matteo Renzi con Nicola Zingaretti foto © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Giorgia Meloni non si fida di Silvio Berlusconi, che a sua volta non si fida di Matteo Salvini. Quanto al Capitano della Lega, ha messo nel mirino Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Prima ancora di Matteo Renzi.

A livello locale è la stessa cosa. Le dichiarazioni rilasciate a Ciociaria Oggi dall’ex senatrice Maria Spilabotte non hanno bisogno di commenti. Ha affermato di aver preso le distanze dai Dem perché stufa di avere vicino “nemici” e “invidie”. È passata con Matteo Renzi. Come possono esserci ipotesi di collaborazione tra i due Partiti se questo è il substrato dei rapporti personali? Impossibile.

D’altronde nel Pd nessuno si fidava e si fida di Renzi. Dai tempi di #enricostaisereno, postato poche ore prima del defenestramento di Enrico Letta da Palazzo Chigi.

In realtà è cambiato tutto. Nei giorni scorsi Francesco De Angelis, leader del Pci-Pds-Ds-Pd, ha compiuto 60 anni. (leggi qui I primi sessant’anni del compagno “Frank” De Angelis). Un’occasione per fare il punto della situazione. Sul piano perfino politico. Ma qualcuno può pensare che ai tempi di Maurizio Cerroni e Danilo Campanari sindaci, nel Partito si potessero registrare tante polemiche e un rompete le righe ogni volta che qualcuno non era d’accordo con la linea tracciata e votata dalla maggioranza?

Non fanno più neppure finta di andare d’accordo

Memmo Marzi, sindaco di Frosinone per due mandati, in diverse occasioni si è trovato in disaccordo con i vertici dei Ds. Mai però ci sono state dichiarazioni dirompenti o atti plateali e clamorosi. Oggi succede che all’interno del gruppo consiliare del Pd a Frosinone ci sia una spaccatura senza precedenti: da una parte Angelo Pizzutelli e Vincenzo Savo (sostenuti dall’intero circolo cittadino), dall’altra Norberto Venturi e Alessandra Sardellitti.

Nicola Zingaretti e Luca Fantini © IchnusaPapers

Succede che addirittura nei comunicati stampa ufficiali qualcuno non venga citato. In queste condizioni si può davvero parlare di unità? Oppure, se per la segreteria provinciale viene fuori il nome di Luca Fantini (leader regionale dei Giovani Democratici), succede che i vari big, a cominciare proprio da De Angelis, debbano mettere il silenziatore e avviare mediazioni infinite.

Dove è finito, non diciamo il centralismo democratico del Pci, ma almeno il “saper vivere” di risolvere le questioni al proprio interno senza far esplodere le polemiche?

Altrove è uguale. Nel centrodestra frusinate le delegazioni della Lega, di Fratelli d’Italia e di Cambiamo avviano un confronto. Immediato fuoco di sbarramento di Forza Italia e di alcune liste civiche. Dove sta la coalizione? Dove stanno i necessari filtri? Il sindaco Nicola Ottaviani si è tenuto fuori da tutto questo. La dice lunga.

A livello provinciale, tra Forza Italia di Claudio Fazzone e Gianluca Quadrini e Cambiamo di Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese è guerra senza esclusione di colpi. Dovrebbero essere alleati. Nell’ambito di una coalizione di centrodestra all’interno della quale però la Lega di Francesco Zicchieri e i Fratelli d’Italia di Massimo Ruspandini faticano ad assumere la leadership.

La verità è che anche in Ciociaria le coalizioni o non esistono più o sono ridotte a fotocopie delle coalizioni di un tempo. Soprattutto perché mancano leader riconosciuti sul campo. Da tutti gli altri. Ormai succede che chi perde, sbatte la porta, se ne va e fonda o un altro Partito o una lista civica.

L’insostenibile leggerezza dei Sindaci

Sono davvero pochissimi i sindaci al riparo da dimissioni di massa, mozioni di sfiducia o attacchi dall’interno. Giuseppe Morini (Alatri) da mesi deve fare i conti con una situazione complicata, sul filo del rasoio. Roberto Caligiore (Ceccano) è obbligato a fronteggiare una situazione difficile a fine mandato. (leggi qui C’è il nuovo assessore: mezza quiete dopo la mezza tempesta)

Nicola Ottaviani © Giornalisti Indipendenti

Enzo Salera (Cassino) e Roberto De Donatis (Sora) sono impegnati a guardarsi non soltanto dagli avversari ma soprattutto dagli alleati. Nicola Ottaviani (Frosinone) alterna l’indifferenza al pugno di ferro, non ha mai problemi sulle delibere in consiglio comunale ma deve convivere con i mugugni (in sua assenza) all’interno della maggioranza. Sono solo alcuni esempi.

Poi però in Ciociaria si continua a parlare della necessità di fare squadra per il superiore interesse. Del territorio e della gente. “Ma mi faccia il piacere”disse Totò all’onorevole Trombetta.

C’è anche un’altra faccia della medaglia. A Frosinone, per esempio, la mobilità urbana cambierà. Nulla sarà più come prima. Intanto il trasporto pubblico urbano: il servizio verrà gestito da Cialone tour spa, che si occuperà anche dell’ascensore inclinato e del bike sharing. Ottimi presupposti. (leggi qui A Frosinone inizia la rivoluzione dei bus: la guida Cialone). Parallelamente però c’è il tema delle isole pedonali. Perché un argomento del genere deve essere affrontato in un clima di guerra santa? Perché non è mai possibile confrontarsi in consiglio comunale? Perché non è mai possibile cercare di condividere provvedimenti del genere con residenti e commercianti?

Guglielmo Cialone

Più in generale i cittadini non possono limitarsi a criticare la politica e poi restare a guardare. Perché sennò poi ha ragione Totò tutta la vita: «Italiani, dormite pure, borghesi pantofolai, tanto qui c’è l’insonne che vi salva; mentre voi dormite, La Trippa lavora. Vota Antonio, vota Antonio!

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