Il tempo di osare

di STEFANO DI SCANNO (direttore de L’Inchiesta)

Il moltiplicatore tariffario è in agguato e Acea è pronta a prelevare altri 38 milioni dalle tasche degli utenti del servizio idrico; si aggiungono ai 7,5 milioni già in corso di “drenaggio” a titolo di conguagli. Siamo alle famiglie ridotte al ruolo di ostaggio della quadratura dei conti della multinazionale romana, che ha già iscritto l ’introito in Bilancio.

Il problema provvisorie e, quindi, l’assestamento definitivo – una volta superato l’esame del dossier Acea Ato 5 da parte dell’Autorità per l’energia – dovrebbe portare a inserire nelle bollette il recupero di 11,5 milioni per il 2012, 10,6 milioni per il 2013, e 14,9 milioni per il 2014.

Mario Antonellis del Coordinamento Acqua Pubblica Frosinone, a fronte di sindaci che non sono riusciti ad arginare le pretese della società, non vede altra scelta che la disubbidienza civile. A Cassino, intanto, Antonio Capaldi si prepara con le sue “Nuove Contrade” a protestare contro il passaggio imminente dell’acquedotto comunale sotto la gestione Acea. Anche qui la resistenza degli amministratori è apparsa molto di facciata, lasciando alla sostanza degli atti ben altra narrazione. Sullo sfondo la nuova legge regionale sull’acqua pubblica (nome ironicamente scelto apposta, intuiamo) potrebbe ricondurre l’intero territorio del Lazio sotto la gestione unica della solita Acea. Un bel “pacchetto regalo” pagato dai contribuenti che stanno ancora vivendo un’estate fatta di turnazioni selvagge e rubinetti a secco.

Sarà un settembre caldo per l’esacerbazione dei padri di famiglia che non ce la fanno più mentre alla Provincia, nei Comuni e soprattutto ai vertici del Gruppo – che sta allargando il suo business anche alla gestione dei rifiuti – si tarda a prendere atto che così è impossibile andare avanti.

Antonellis, Capaldi e pochi altri restano al fianco dei cittadini. Ma gli eletti – che tra poco torneranno a chiedere i voti – non ci sono. C’è da giurarci, non si faranno manco vedere. Tra acqua e rifiuti, del resto, scorre il business più facile. Quello che deriva dalle necessità primarie di un’intera comunità. Proprio per gli stessi motivi, il controllo pubblico deve essere rigoroso e intransigente. Ed i prelievi in bolletta dovrebbero avere caratteristiche di equità e proporzione rispetto ai particolari servizi erogati. Ma vallo a spiegare a quelli di Acea con l’acquolina in bocca per 38 milioni di euro ancora nelle tasche dei legittimi detentori. Oppure vallo a scoprire nelle bollette della spazzatura, quanto sono appesantite dal sistema distorto degli appalti e delle interconnessioni tra politica e interessi vari.

Le stesse domande riguardano proprio la Regione Lazio dove sono in corso inchieste giudiziarie clamorose che fanno porre seriamente la domanda se esista o meno la legittimità politica per poter pretendere un’addizionale Irpef del 3,33%. E’ probabilmente il momento giusto per un partito ideologicamente trasversale ma genuino e determinato delle “schiene dritte”, come invocato sulle nostre colonne dal sindaco di Ceprano, Marco Galli. Insomma servono uomini di cui potersi fidare e che abbiano capacità all’altezza del compito di immaginare prospettive diverse nella gestione degli enti pubblici e, di conseguenza, nel rilancio della governance dei territori. La vicenda del sindaco di Roma Ignazio Marino ci ha insegnato – come sottolineato ieri da molti commentatori – che l’onestà non basta. Ma la lezione era evidente anche nei nostri Comuni dove le facce pulite si sono rivelate, nel migliore dei casi, fini a se stesse e incapaci di rompere l’immobilismo e di innalzare la qualità della vita dei centri urbani e delle periferie. In epoca di trasformazioni veloci e profonde, anche in previsione della tornata amministrativa del prossimo anno, ci sarebbe bisogno di scelte inedite, capaci di portare nuove idee, competenze, intelligenza viva, entusiasmo per una fase riformatrice.

E’ il tempo giusto per osare perché di gente che si ripropone, di personaggi abituati a nascondersi dietro l’alibi dell’emergenza e della crisi, di giovani rampanti dalla testa vuota ne abbiamo già piene le pagine.

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