La casta campa e il popolo vota

Sembra di essere tornati indietro di settant'anni. La campagna elettorale sta andando avanti puntando sulla contrapposizione. Ma i progetti? Cosa vogliono fare per la Ciociaria? Nessuno lo dice. perché nessuno forse lo sa

Silvio Berlusconi che rifirma il contratto con gli italiani seduto sulla scrivania di ciliegio che Bruno Vespa ha tirato fuori dagli scantinati della Rai.

Matteo Renzi che a Sant’Anna di Stazzema (teatro di una delle peggiori stragi naziste) dice che senza il valore dell’antifascismo nessuno può dirsi democratico in questo Paese,

Luigi Di Maio che ribalta la prospettiva della vicenda dei mancati rimborsi di pochi parlamentari a Cinque Stelle per sottolineare come il Movimento ha restituito in questi anni 23 milioni di euro, depositati in un fondo per le piccole e medie imprese, dimenticando di parlare dei rimborsi mensili che sono a parte.

Tutto giusto, ma su cosa si sta svolgendo questa campagna elettorale?

Sembra essere tornati indietro di 70 anni per la contrapposizione tra fascismo e antifascismo, sull’immigrazione ognuno dice la sua, guardandosi bene dall’avanzare l’unica proposta seria: coinvolgere davvero l’Europa, battendo i pugni sui tavoli di Bruxelles e Strasburgo.

Nessun confronto in televisione tra i leader. Alla faccia dei duelli tra Silvio Berlusconi e Achille Occhetto e tra lo stesso Berlusconi e Romano Prodi.

I candidati sul territorio fanno la stessa cosa in piccolo, neppure spostandosi tanto considerando che ormai si fa tutto sui social network.

Maurizio Stirpe, vicepresidente nazionale di Confindustria, ha provato a scuotere i protagonisti: “Dove sono i progetti per la Ciociaria?”. (leggi qui Stirpe frusta la politica: «Si lanciano allarmi e poi si fa nulla. Troppe chiacchiere») Non ci sono, come non ci sono per l’Italia.

Il ritorno al proporzionale ha riportato il Paese indietro di decenni. Nessuno avrà la maggioranza, ogni cosa si deciderà in Parlamento sotto l’egida del Capo dello Stato, qualunque Governo dovrebbe durare poco.

Il condizionale va usato perché c’è sempre il limite da raggiungere affinché scatto il diritto alla pensione. Non sarà più il vitalizio di un tempo, ma resta comunque un privilegio di casta.

E il popolo sovrano che fa? Voterà, voterà…

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