La legge elettorale per eleggere chi è senza Politica (di B. Cacciola)

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I paracadutati nelle liste sono la conseguenza di una legge scritta per portare una marea di yes man alla corte dei boss. Scritta per emarginare il M5S ma che finirà per sianargli la strada delle elezioni

Biagio Cacciola

Politologo e Opinionista

Che la politica abbia poco peso, ormai, nel contesto attuale te ne accorgi dalla composizione delle liste. Tutte rigorosamente nominate, fatte di personaggi in cerca d’autore, che se eletti dovranno religiosamente ringraziare il loro capo e starsene buoni per tutta la legislatura (breve) che verrà.

La ratio di questa, inaudita, legge elettorale é infatti la nomina di valvassori e valvassini che dovranno ‘obbedir tacendo‘, ricordandosi che sono parlamentari per grazia ricevuta.

Una legge elettorale che assomiglia, alla rovescia, alle famigerate ‘foibe titine‘, dove se il capofila veniva incatenato, tramite filo spinato, si portava appresso tutti i disgraziati legati a lui. Cosi ora per il candidato all’uninominale che obbliga chi lo vota a votare per tutti i candidati collegati a lui.

Una sfacciataggine insopportabile che, giustamente , il Mattarellum aveva evitato, sganciando il voto dall’uninominale dal cosidetto proporzionale.

La pretesa di avere una corte di yesmen da parte di Berlusconi/Renzi e’ andata oltre ogni immaginazione. Con la scusa che il proporzionale con preferenze era fonte di sperpero di risorse, come se alle Regionali non si voti in questo modo, cosi come al Comune.

Una legge elettorale infame, palesemente anticostituzionale perché  fa eleggere gente non votata ma solo agganciata forzatamente all’uninominale. Una legge fatta per sconfiggere i 5 stelle che, invece , grazie a questa porcata, vinceranno le elezioni a man bassa.

Con buona pace di Renzusconi .

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