La notte della politica: oltre la fuffa il nulla

Fuffa e poco altro. Un governo così debole può affrontare gli impegni che ha di fronte? L'Italia è tra le 4 realtà peggiori al mondo nel rapporto contagi / decessi. Non sta andando tutto bene. Non arrivano segnali concreti

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Lasciamo stare l’aspetto formale. Sì, l’Italia è una Repubblica parlamentare e le procedure in atto rientrano comunque nei confini costituzionali (ci mancherebbe pure questo). Analizziamo invece l’aspetto sostanziale di quello che sta succedendo: due ministre si dimettono e il premier Giuseppe Conte non reputa opportuno rimettere il mandato nelle mani del Capo dello Stato. E men che meno di aprire una crisi di governo.

Si va in Parlamento come se nulla fosse. Nessun problema alla Camera, niente maggioranza al Senato. Con un numero di consensi (156) raggiunti grazie a quello che è stato definito l’apporto dei responsabili, dei volenterosi, dei costruttori. Vale a dire di persone che hanno saltato il fosso. Senza considerare che due senatori, Lello Ciampolillo (ex Cinque Stelle) e Riccardo Nencini (esponente socialista che fa parte del gruppo di Italia Viva), hanno votato la fiducia sul filo di lana. Al punto che è stato necessario rivedere il tutto con la… moviola.

Giuseppe Conte

Sul piano politico il Movimento Cinque Stelle (lo stesso del Vaffa-day) ha operato una svolta epocale: nessun problema ad accettare il soccorso arrivato grazie ad operazioni politiche di Clemente Mastella o di ex esponenti di Forza Italia. Il che va benissimo, se non fosse che tutti ricordiamo i giudizi di Beppe Grillo e dei pentastellati su Mastella e Berlusconi. Inoltre, per l’intero periodo di dibattito alla Camera e al Senato abbiamo assistito a trattative politiche per ottenere qualche voto in più. (Leggi anche Un vaccino per la sindrome di Stoccolma)

E il premier Giuseppe Conte ha lanciato dei messaggi in maniera solare, evidente, senza giri di parole. Per onestà intellettuale: cosa sarebbe successo se analogo comportamento avessero tenuto Silvio Berlusconi o Matteo Renzi? Le proteste di piazza avrebbero travolto le norme anti Covid.

L’Italia resta il Paese dei due pesi e delle due misure. Perfino nel giudizio sul trasformismo.

Caos vaccini e tasso di letalità: basta favolette
Foto: Saverio De Giglio / Imagoeconomica

Davvero c’è qualcuno che pensa che con un Governo così debole e raccogliticcio si possano affrontare le sfide del Recovery Plan, del Mes e dell’economia? Per non parlare della gestione della pandemia. Non giochiamo, non prendiamoci in giro.

E basta raccontare favole, come quella che l’Italia sta affrontando meglio di tutti l’emergenza determinata dal Covid-19. I dati, aggiornati al 22 gennaio, dicono che il tasso di letalità (rapporto tra contagiati e decessi) in Italia è del 3,47%. Un dato peggiore nel mondo ce l’hanno soltanto Messico (8,55%), Iran (4,22%) e Perù (3,64%).

Negli Usa il tasso è dell’1,67%, in Brasile del 2,46%, in Russia dell’1,85%. Nel Regno Unito del 2,67%, in Francia del 2,37%, in Spagna del 2,24%, in Germania del 2,41%.

Basta con le “narrazioni”che le nostre cifre sono condizionate da errori commessi sulla segnalazione dei positivi o dei guariti. In tutto il mondo il virus ha colto di sorpresa i Governi. Certamente il tasso di letalità non può essere usato come una clava nei confronti del Governo.

Ma vale pure il contrario

Ma è vero pure il contrario: i filogovernativi (politici e giullari di corte) non possono neppure pensare di far credere che l’Italia sta affrontando meglio di chiunque altro la pandemia. Non è così, non è mai stato così. Un conto è la risposta straordinaria che nell’emergenza hanno dato medici, infermieri, dirigenti sanitari e amministratori regionali. Un altro discorso è la totale impreparazione del Paese a gestire un’emergenza del genere, che ha travolto un sistema sanitario fiaccato da anni e anni di tagli e di mancati investimenti.

La nuova Terapia Intensiva di Alatri

Fra l’altro in questi giorni ci sono altri segnali che vanno nella direzione del caos: i ritardi nella consegna delle dosi che stanno rallentando il piano vaccinale, le incertezze sulla riapertura o chiusura delle scuole, le polemiche furibonde sulla colorazione delle regioni.

Poche ore fa il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza ha detto: «La valutazione complessiva ci dice che dobbiamo porre attenzione alla situazione. Quindi il messaggio è che c’è una lieve diminuzione dell’incidenza nel Paese ma che è lontana dal consentire di riprendere a tracciare i casi, quindi l’epidemia è fuori controllo perchè non si riesce appunto ancora a fare il tracciamento».

Fuori controllo perché non si riesce a fare il tracciamento: non serve aggiungere altro. Perlomeno smettiamola di dire che sta andando tutto bene. Non è vero.

Esponenti locali ripiegati sul profilo basso

In provincia di Frosinone dalla politica non arrivano segnali. Soltanto schermaglie sulle candidature a sindaco in questo o in quel Comune. Oppure interventi sui grandi sistemi storici e mondiali, che altro non sono che un diversivo per evitare di affrontare le tematiche vere.

Le novità arrivano dall’economia. A cominciare da Stellantis e dalle prospettive di rilancio dello stabilimento Fca di Cassino. Oppure da enti come la Camera di Commercio e il Consorzio industriale regionale unico. Giovanni Acampora ha fatto capire che Frosinone avrà un ruolo paritario rispetto a Latina nell’amministrazione dell’ottava Camera di Commercio italiana. Francesco De Angelis ha annunciato il Consorzio unico, che sarà il primo in Italia per dimensioni e prospettive.

Ma dalla politica locale non sono arrivati input né nel primo né nel secondo caso. Allo stesso modo nessuno ha pensato di intervenire nel dibattito stimolato da Enrico Coppotelli, segretario della Cisl Lazio. Il quale ha spiegato che nella regione ci sono più di un milione di lavoratori che stanno andando avanti grazie agli ammortizzatori sociali. Vuol dire che il sistema sta per collassare.

Ma la politica (non) guarda e passa. Oltre la fuffa il nulla. L’unico vero obiettivo? Io, speriamo che me la cavo.

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