La paura, l’arte di tacere e il virus delle promesse (di L. D’Arpino)

La prudenza nelle parole. E due storie a confronto. Quella sul Coronavirus che ha proiettato Frosinone in una dimensione globale portando tutti a parlare del nulla. E quella della più grande serie di lavori pubblici degli ultimi 40 anni, in arrivo sul territorio. Della quale invece nessuno parla.

Luciano D'Arpino
Luciano D'Arpino

Giornalista, Regista e Autore teatrale, dirige la redazione di Frosinone de 'Il Messaggero'

Sembra la Terra osservata dall’alto di una stazione orbitante: una pallina scura bombardata da decine di missili rossi. È la foto ingrandita del coronavirus che in questi giorni campeggia dappertutto e che crea allarme e preoccupazione. Vissuta come una nuova peste, non risparmia nessuno, e in questi giorni ha coinvolto a più riprese anche la Ciociaria. Prima con due allarmi rivelatasi infondati e, poi, con la triste storia della fake news della sassaiola contro gli studenti cinesi.

Di colpo, quindi, la nostra provincia, sempre più marginale, si è ritrovata proiettata nella dimensione globale assorbendone solo le negatività. La paura del contagio da coronavirus ha ribadito, qualora ce ne fosse bisogno, l’assoluta precarietà di ogni cosa e questo fatto dovrebbe rendere tutti più cauti e umili soprattutto nelle pubbliche dichiarazioni.

L’Accademia di Frosinone in una delle sue iniziative

Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere, diceva il filosofo Wittgenstein e lo avrebbe dovuto avere bene in mente il prof dell’Accademia delle Belle Arti che ha messo in giro la notizia falsa della sassaiola, provocando un effetto a catena di dichiarazioni su dichiarazioni. Tutti a parlare sul nulla, rimediando così una figuraccia nazionale e una denuncia per procurato allarme.

E qualche giorno fa non ha taciuto nemmeno il presidente del consorzio Asi, Francesco De Angelis, che si è preso la scena al termine del consesso organizzato dai giovani imprenditori di Unindustria. Gli industriali hanno ribadito con forza che loro vogliono ancora investire in Ciociaria a patto che gli amministratori, a tutti i livelli, diano certezze su infrastrutture e tempi celeri per le autorizzazioni. Il presidente dell’Asi, allora, non si è saputo trattenere e ha annunciato una sorta di New Deal in arrivo per la Ciociaria: In Regione è pronto – ha dichiarato De Angelis ai giovani imprenditori – un pacchetto di investimenti dedicato esclusivamente alle infrastrutture della provincia di Frosinone, prevede opere ed investimenti di un importo così rilevante come non si vedeva da 40 anni su questo territorio. Li realizzerà il Consorzio Industriale per la Regione. Tra un mese saprete tutto . (leggi qui La più grossa campagna di lavori negli ultimi 40 anni è in arrivo in Ciociaria)

Nessuna reazione, nessun commento è arrivato dagli imprenditori. Per l’irritualità e la non ufficialità dell’annuncio? O forse perché scottati da altre promesse non mantenute e dalla vicenda della bonifica della valle del Sacco che non decolla?

Vedremo. Aveva proprio ragione Wittgenstein: a volte sarebbe meglio tacere.

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