L’elogio dell’ignoranza (di L. Marziale)

La democrazia parlamentare non è il governo dei migliori, dei più bravi, dei più capaci: i Parlamenti rappresentano il Paese reale, e ne costituiscono il riassunto. L'opinione controcorrente di Marziale

Lucio Marziale

Idee Controcorrente

La pretesa di avere rappresentanti parlamentari istruiti e colti è infondata e ingiusta.

La democrazia parlamentare non è il governo dei migliori, dei più bravi, dei più capaci: i Parlamenti rappresentano il Paese reale, e ne costituiscono il riassunto.

L’Italia è ultima in Europa per numero di laureati, diventa strano pretendere che il Parlamento eletto dai cittadini ne sia pieno.

Ed è bene che sia così, poiché le istituzioni parlamentari devono essere lo specchio del Paese reale.

L’invidia sociale, cioè la voglia di essere al posto dei potenti, si sta trasformando in superbia culturale: la voglia di gridare al potente di essere più bravo e più istruito di lui.

Si tratta di una rivendicazione sterile e improduttiva, sbagliata nelle premesse e in realtà generatrice di ulteriore frustrazione.

In passato i potenti ci hanno fatto credere di essere migliori di noi, di appartenere a una cerchia di illuminati e quasi di predestinati.

Era anche un modo per rivendicare il diritto di far parte per tutta la vita di Parlamenti e Governi, visto che di meglio in giro non si vedeva.

Oggi, in realtà, messo il Re a nudo, e scoperto che ha la licenza media o una licenza superiore professionale, dovremmo gioire di questa nostra superiorità culturale.

Invece gridiamo allo scandalo di un non laureato che diventa Ministro, con ciò implicitamente ammettendo il nostro limite di laureati ad assurgere a posizioni di primazia sulla scala sociale.

E finiamo con il riconoscere e legittimare la grandezza, invece che la reale mediocrità, di chi si trova a legiferare o a fare alta amministrazione negli affari di Stato.

Il Parlamento, in realtà, è espressione del popolo che lo elegge, laddove la “elezione” rappresenta la mera scelta, non la attribuzione di grandezza.

La grandezza della democrazia risiede proprio in questo specchio fra popolo e Istituzioni che essa costruisce e rappresenta.

Altre forme di Governo non hanno la sua forza, che risiede proprio nella sua capacità di condividere ignoranza, mediocrità, difetti, poche virtù e sporadiche genialità in un popolo, e farne scaturire un Governo, una Magistratura, un Parlamento.

D’altronde, in Inghilterra le Giurie Popolari chiamate a deliberare la colpevolezza o la innocenza degli imputati dei più gravi reati, non possono ricomprendere al loro interno giurati in possesso di una laurea. Le Giurie devono essere il più possibile aderenti alla composizione di quel popolo in nome del quale vengono emessi i verdetti di colpevole o innocente, deve essre composta da persone normali.

Insomma, la democrazia forse non sarà fondata sull’ignoranza, ma certo non può farne a meno, anche solo per una questione di numeri.

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