Se Di Maio parla a Santa Romana Chiesa

Spirano venti di guerra nucleare tra Corea del Nord e Stati Uniti, mentre in Medio Oriente la polveriera della Siria sembra pronta ad essere scoperchiata. In Turchia Erdogan ha chiesto e ottenuto pieni poteri con un referendum contestato dall’opposizione. In Francia Marine Le Pen assicura che con lei al governo la strage al Bataclan non ci sarebbe stata.

In Italia il dibattito rimane ancorato al congresso del Pd, ma intanto Luigi Di Maio dice che le liberalizzazioni hanno impoverito il Paese e che l’apertura domenicale dei negozi non soltanto non ci ha resi più ricchi, ma anzi ha sfasciato le famiglie e pregiudicato perfino la felicità personale. Non lo ha detto per caso. Lo ha detto perché il Movimento Cinque Stelle nei sondaggi è saldamente al comando (ma lontano dal 40%) e potrebbe vincere le elezioni ma non avere una maggioranza assoluta.

Il tema delle aperture domenicali è da sempre molto caro anche alla Chiesa. E forse è anche alla Chiesa che i pentastellati stanno parlando nella loro marcia di avvicinamento a Palazzo Chigi. Non sono né di destra né di sinistra i Cinque Stelle. E su tutte le principali tematiche internazionali hanno posizioni molto caute: dallo scenario mediorientale a tutto il resto. Lo slogan è: niente ingerenza negli altri Paesi.

Sì, stanno cercando legittimazione politica per arrivare al Governo.

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