Houellebecq, lì dove naufraga il Movimento 5 Stelle

Lucio Marziale

Idee Controcorrente

di Lucio MARZIALE
Opinionista
Controcorrente

 

 

L’intellettuale francese Michel Houellebecq sostiene che ormai sia il tempo di passare tout court alla democrazia diretta, archiviando la democrazia parlamentare.
Tutto verrebbe deciso e deliberato mediante referendum, aperti alla partecipazione di tutti: la maggioranza vince e decide.
Su tutto, senza fastidiose restrizioni e limitazioni. Una sorta di share democracy, democrazia condivisa, gratis: basta un click e si dice la propria su vaccini, pena di morte o tassazione, cittadinanza, lavoro, giustizia, leggi elettorali e chi più ne ha più ne metta.
Viene da chiedersi, seriamente, sul perché si arrivi solo adesso a questo paradiso decisionale, e sulla fortuna di avere questo Houellebecq ad illuminarci sulle nostre meravigliose sorti e progressive.
L’attentatore di Londra, invece, è uno vecchio stampo, che individua come obiettivo il vecchio Parlamento inglese ubicato in quel di Westminster.
Qualche secolo fa, qualcuno pensò di inventare uno strumento utile a controllare le spese e il Re; una camera di compensazione dei numerosi interessi sociali, culturali, economici presenti in un determinato territorio: il Parlamento, appunto.
Oggi ci si vuol convincere che questo strumento sia un vecchio arnese, ormai inadatto alla bisogna. E che invece ognuno dei consociati abbia titolo e capacità di assumere decisioni sui vari e indefiniti campi dell’ azione umana, senza filtri e in maniera diretta e immediatamente deliberante.
Si vuole insomma trasferire al massimo livello decisionale quello che già quotidianamente accade sulle tastiere di decine e decine di milioni di persone nel mondo: dire la propria su ogni argomento, e farlo in modo da apparire compiuto, completo, coerente con la scienza.
Che poi la scienza, si sa, si divide fra quella che appartiene al potere, che è finanziata dalle grandi multinazionali, e che si serve dei Parlamenti per imporre le proprie sciagurate regole; e quella invece libera, condivisa, immune da vincoli di soggezione a Università, baronie, imprese, Banche. E che veicola le sue verità “alternative” sulla rete.
Tutto si tiene, dunque. La scelta vera è quella che avviene nella solitudine di una tastiera a casa, non più in una cabina elettorale.
Tutti ormai, o quasi, ritengono di detenere la opinione vera e giusta, molto spesso in contrasto con quella ufficiale. Dai vaccini alle mammografie, dalle scelte architettoniche alle sentenze della magistratura: tutto è opinabile ed anzi è falsato dall’operato di oscure strutture di volta in volta chiamate Trilateral o Bilderberg o Massonerie più o meno grigie.
Con Houellebecq, saremo in grado di conservare la capacità di critica razionale e di controllo effettivo sui dati oggettivi di conoscenza e di scienza? Saremo in grado di controllare ancora le casse e le spese del Sovrano? Saremo in grado di conservare la “democrazia”, intesa come governo affidato al popolo, a prescindere dalla sua forma diretta o rappresentativa? E saremo in grado, soprattutto, di conservare i piedi per terra, il sano buon senso che caratterizza il corretto e razionale agire umano?
Prendiamo l’Unione Europea. Fino al 1945, e da secoli e secoli, l’Europa è stata teatro di guerre violentissime, con decine di milioni di morti. Nel 1957 inizia una seria condivisione di Governo fra i più importanti Paesi europei e ci sono 60 anni di pace e di assenza di conflitti.
Eppure l’Unione Europea oggi viene vista con sospetto, se non con vera inimicizia, dalle tastiere consorziate sul web.
I Paesi dell’Unione Europea costituiscono il principale mercato mondiale per volume e qualità di scambi commerciali, eppure si sviluppano sempre più le tendenze protezioniste, nutrite della cultura del “kilometro zero” e della diffidenza per tutto ciò che è legato al trasporto, al movimento, al viaggio.
Non tutto ciò che è giusto, o vero, viene individuato come tale dalla Comunità che si trasforma in entità direttamente giudicante e deliberante.
Se ne ebbe una avvisaglia nella nota questione fra Barabba e Gesù Cristo; se ne è avuta conferma più di recente nella Brexit.
Vi sono pochi dubbi che un referendum sulla reintroduzione della pena di morte porti alla vittoria di una tale proposta.
Occorre prendere atto che le decisioni, per essere autenticamente democratiche e rispondenti ai bisogni veri di tutti i consociati, abbiano bisogno di limitazioni, di compensazioni, di esclusioni.
Con buona pace dell’ultimo arrivato fra gli intellettuali d’Oltralpe, la democrazia resta il peggiore dei sistemi possibili, fatta eccezione di tutti gli altri, come ci ha insegnato l’inarrivabile, concreto e materiale Winston Churchill.
Quando la democrazia è “diretta”, diventa solo il peggiore dei sistemi possibili. Senza eccezioni.
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