I fan ed i nemici di Trump: due facce della stessa medaglia

di DANIELE MAURA
Responsabile Enti Locali
Fratelli d’Italia Frosinone

Caro direttore,
sto seguendo con interesse il dibattito sul nuovo presidente americano Donald Trump aperto su Alessioporcu.it. Intelligentemente, prima di altri hai capito che le politiche decise a Whashington avranno conseguenze anche a Torrice, Piedimonte San Germano e dovunque ci sia un interesse a stelle e strisce. Proprio in queste ore, Ciociaria Oggi ci ricorda che “Trump fa tremare Cassino: vuole che Fca produca negli Usa”.

Assisto al dibattito tra favorevoli e contrari. Sono convinto che i tifosi del Trumpismo ed i suoi detrattori sostanzialmente sono due facce della stessa medaglia.

Ambedue stanno distraendo la massa dai veri problemi che attanagliano il popolo. Problemi della democrazia del XXI secolo fatta sui social e non nelle piazze, diritto di parola dato a tanti e non ad un elité capace di fare analisi e non di vivere di emozioni.

Trump a mio parere nulla ha a che fare le elucubrazioni mentali dei suoi tifosi e di chi spera in lui per fortune personali.

Veniamo a noi: Trump, ovvero, per chi ha la memoria labile è il Presidente della massima potenza imperialistica e capitalista al mondo e non di un Paese del terzo mondo!
Innanzitutto l’analisi va fatta da cittadino Italiano e non da statunitense; allora da Italiano appunto, Cosa c’è di negativo in quello che Trump sta facendo o che ha annunciato che farà, e cosa c’è invece di positivo?

Geopolitica:
Partiamo da quello che c’è di indiscutibilmente negativo per noi, intesi come italiani, come europei, e non come servii della “madre a stelle e strisce”.
Quella che viene definita come nuova Yalta, con regia anglo-israeliana e con partecipazione esclusiva di Usa, Russia e Cina, taglia fuori l’Europa, non la Ue come istituzione ma gli europei come popoli, influenze ed economie, dai giochi del potere mondiale e prevede non solo la sottomissione di tutti gli europei ma il loro impoverimento sociale ed economico.

Un accordo Usa-Cina permetterebbe la gestione totale del Pacifico. Ai russi, tramite l’amicizia Trump- Putin verrebbe affidata la gestione su gran parte dell’ Europa, la gestione mediterranea e medio orientale verrebbe appaltata a Russia, con l’aiuto di Turchia e Iran. Da qui ne deriva l’annuncio di Trump che gli Usa non saranno più esportatori di democrazia.

Economia:
La delocalizzazione e i dazi doganali certamente ridaranno un ruolo centrale degli USA sui capitali, un tentativo lodevole se non fosse che noi siamo cittadini Italiani e Europei e non made in USA, quindi ci sarebbe da gioire se fossimo noi a farla nei confronti degli Stati uniti e non viceversa.

La riduzione delle tasse per stimolare l’impresa è anch’essa di lodevole fattura se non fosse che come sopra è fatta negli Stati Uniti e non da Noi, dove nostro malgrado la tassazione rimane da capogiro e comunque il taglio delle tasse potrebbe avere anche una ricaduta sullo stato sociale in America già ampiamente “ridotto all’osso” e comunque va preso sempre anch’esso “con le molle” perché ricordiamo che a proporlo è sempre il plurimiliadiario Trump che ha nominato ministro dell’economia Steve Mnuchin della Goldman Sachs e non Santa Madre Teresa di Calcutta!

Allora cosa c’è di positivo dell’era Trump?
Freno dell’immigrazione annunciato da Trump è simile a quello di Obama: soltanto il modo di presentarlo dei due è diverso, così se uno ha finto che il mezzo bicchiere fosse piuttosto vuoto, l’altro lo finge pieno. Comunque l’unico aspetto positivo di tale politica per noi Europei è rappresentato da una speranza di emulazione poiché non riesco sinceramente a comprendere cosa cambia per noi Italiani se i messicani entrano o no sul suolo americano.

Freno della priorità gender. Anche qui l’aspetto positivo è la speranza di emulazione in Europa.

Allora in sintesi, Noi popoli Europei anziché festeggiare le vittorie altrui, dovremmo farci trovare pronti a tali cambiamenti per non finire come marionette nelle mani di un potere globale gestito da Usa, Cina, Russia e benedetto da Israele. Dobbiamo finalmente buttare a mare questa Europa delle banche e costruire la vera Europa dei popoli con un unica matrice politica, economica e militare, altrimenti moriremo tutti affamati nel nostro arido orticello.

§