Dove passa la sfida per tenere insieme la nuova sinistra (di A.Mirabella)

di Armando MIRABELLA
Portavoce Circolo Possibile
P.P. Pasolini Frosinone

 

 

Giuliano Pisapia, il bravo ex sindaco di Milano che, il giorno dopo aver sostenuto il Si al referendum si è incredibilmente auto proclamato leader di una nuova sinistra ragionevole, per il momento, e ripeto, per il momento, incassa una porta in faccia da Matteo Renzi.

Con ancora il bernoccolo in testa, da Lilli Gruber a “Otto e mezzo”, inizia a parlare di un centrosinistra alternativo usando un lessico a noi di Possibile stra familiare : «costituente sul territorio». Necessità che sia non solo «una lista solo rappresentativa dei fuoriusciti del Pd», ma che invece deve contenere anche «l’ambientalismo, il civismo». Bene e aggiungo: era ora.

Non dimentico, però, gli spiegoni di autorevoli esponenti di quel campo progressista che vennero fatti (anche a me personalmente) in cui la pillola della supercazzola della tattica era indorata con stupidaggini in stile “per fare le cose bisogna governare”. La domanda all’epoca, come adesso, è “Governare con quello che c’è?” Ovviamente la risposta era si, perché si aveva (ha?) l’idea che la realtà fosse immutabile (infatti Macron ci ha messo 172 giorni tra quando è andato al notaio a creare “En Marche!” e aprire le porte dell’Eliseo), e/o che gli italiani siano un popolo senza speranza ontologicamente attratti solo dal peggio.

Anche perché lavorare per il meglio passa per accettare che il proprio sforzo possa essere colto da altri più avanti, concreta programmazione e progettazione di medio e lungo periodo, scelte coraggiose, dolorose rinunce: tutte cose impossibili per chi magari fa il leader politico e contemporaneamente il funzionario di partito o in staff di amministrazioni locali o enti del presentissimo e minacciato oggi. O magari vive di consulenze.

Neanche si può più sentire il grido “Sinistra dove sei?” soprattutto da chi dovrebbe aver capito come funziona la comunicazione mainstream in Italia. Una silenziata dimensione di libertà, solidarietà, uguaglianza e progettualità sociale ed ambientalista ci sta da tempo ed è impegnata nel “tenere insieme”.

Intanto su questioni programmatiche come chiaro-chiaro è espresso nell’appello di Possibile: “Per costruire insieme una proposta programmatica, politica, culturale (leggi qui)

“Tenere insieme”: è esattamente questa la sfida. “Tenere assieme – come si legge nel testo – la questione lavorativa con la questione ambientale e energetica attraverso un modello di sviluppo verde e diffuso. Tenere assieme l’innovazione (anche quella inevitabile, imposta dai robot) con strumenti di welfare universale e misure di garanzia sia del reddito che del salario. Tenere assieme la scuola con la progressività fiscale e l’imposta di successione sui grandi capitali. Tenere assieme l’accoglienza dei rifugiati con la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, oltre che con una lotta a campo aperto alle multinazionali elusive e ai paradisi fiscali (a partire dal cuore dell’Europa). Tenere assieme il mondo dei diritti, che o sono di tutti o non sono”.

E tenere insieme le persone e quindi anche Pisapia, se questa sua posizione di costruire una proposta nuova dovesse resistere per più di una settimana o per più di una (certa perché tatticamente inevitabile) avance.

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