Pannella e la magia della cascata di Isola del Liri che lui salvò

Lucio Marziale

Idee Controcorrente

di LUCIO MARZIALE
già militante del
Partito Radicale

 

Non avevo ancora 14 anni nel maggio del 1976 quando da Radio Monte Carlo (ricordate Awanagana?) appresi che un tale Marco Pannella stava conducendo uno sciopero della fame. Mancavano poche settimane alle elezioni politiche del 20 giugno, e Pannella chiedeva, inascoltato, di avere accesso con il Partito Radicale alla Tribuna Politica – allora condotta dal mitico Jader Iacobelli– e parlare agli italiani come tutti gli altri partiti. Alla fine riuscì a spuntarla, grazie anche al sostegno del vecchio leader socialista Pietro Nenni, e la Rai TV ospitò per 20 lunghissimi minuti in bianco e nero un signore di mezza età con i capelli lunghi e che incredibilmente indossava non una giacca e una cravatta, ma una maglietta dolce vita nera. Pannella ha da subito mutato dal profondo la comunicazione politica. Intuì per primo che tutti ricordano di averti “visto” in TV, mentre pochi ricordano cosa hai “detto”.

Il suo bavaglio ostinatamente tenuto anni dopo in un’altra Tribuna Politica, mandò in tilt i benpensanti più di ogni altro suo acceso discorso. E che discorsi. Troncò sul nascere un dibattito sulla pena di morte con Giorgio Almirante, semplicemente salutando “con piacere l’amico Pino Romualdi, che vedo qui seduto in prima fila, e che era stato condannato a morte subito dopo la guerra dal CLN”. Sdoganò i fascisti ben prima di Silvio Berlusconi, portando i saluti ai congressi del MSI, ma al contempo candidò ed elesse il comunista Toni Negri quando in Italia la carcerazione preventiva era arrivata a poter durare 12 anni. Fece guerra spietata alla DC, ma fece in tempo a chiedere scusa al Presidente emerito Giovanni Leone per il trattamento ingiusto riservatogli ai tempi del suo mandato al Quirinale.

Sempre avanti e sempre irragiungibile: inventò Radio Radicale, curandone minuziosamente tutti gli aspetti organizzativi e di programmazione, e passava ore ed ore in diretta telefonica e televisiva su Tele Roma 56, seguito, come poi ebbe a confidargli, persino da un Cardinale polacco di nome Karol Wojtyla. Ha portato in Parlamento Ilona Staller, ma anche Marisa Galli, unica suora a ricoprire la carica di Parlamentare della Repubblica. O Leonardo Sciascia, l’autore de “Il contesto” e “Todo Modo”, che scrisse da parlamentare parole definitive sull’ “Affaire Moro”.

Pannella ha cambiato profondamente l’Italia, lottando con successo per l’approvazione di leggi – non proclami o contestazioni, ma leggi – che l’hanno resa moderna ed europea, dal divorzio al nuovo diritto di famiglia, dall’approccio antiproibizionista sulle droghe al trattamento dei detenuti, dalla lotta alla fame nel mondo alle tematiche ambientali, dalle libertà sessuali alle tematiche della giustizia penale.

Anche nella nostra Provincia ha lasciato un segno: da Consigliere Regionale dell’Abruzzo, nel 1990 convinse la Giunta Regionale a revocare l’autorizzazione a realizzare un invaso sul Liri a Castellafiume, già appaltato, che avrebbe deviato le acque del Liri dal suo corso naturale. Pochi mesi dopo quella stessa Giunta fu arrestata in blocco nella tangentopoli abruzzese, ma intanto la Cascata ad Isola del Liri scampò il pericolo. Grazie a Marco Pannella.

Un paio di anni dopo, una domenica mattina arrivò di buon ora ad Isola del Liri a tenere un comizio con Nino Manfredi, la cui moglie era candidata al Senato con i radicali. Seduto su una panchina sotto il Municipio a leggere i giornali, a un certo punto mi disse: “questo luogo ha una sua magia, perché nel silenzio uno può leggere il giornale ascoltando il fragore dell’acqua di una Cascata”.

Oggi un altro silenzio lo avvolge: dopo tante parole, e tante lotte, il riposo che può riportare un soffio di vita o consegnarlo, per sempre, al cuore e al ricordo di noi che restiamo.

Viva, allora, Marco Pannella. E comunque grazie per tutto.

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