Perché saranno le elezioni dei giovani (di L. Marziale)

Saranno le elezioni dei giovani. A contendersi la vittoria sono due quarantenni, Matteo Renzi e Matteo Salvini; più un trentenne come Luigi Di Maio. Ma sono tanti anche gli altri elementi di novità. A prescindere dall'anagrafe.

Lucio Marziale

Idee Controcorrente

Le prossime elezioni saranno le elezioni dei giovani, una svolta epocale.

A contendersi la vittoria sono due quarantenni, Matteo Renzi e Matteo Salvini; più un trentenne come Luigi Di Maio. I riflettori sono puntati sui risultati di questi tre leader, cosa impensabile fino a pochi anni fa.

Un altro risultato significativo verrà da una formazione di sinistra estrema, Potere al Popolo, piena di capilista poco più che trentenni, mentre i “vegliardi” di LeU appaiono destinati a stanca testimonianza del loro passato.

Altra ala estrema i giovani di CasaPound, che si apprestano a raccogliere i resti del grande vecchio della destra Pino Rauti.

Restano i due leader solo in apparenza anziani: Silvio Berlusconi ed Emma Bonino. Berlusconi è amatissimo dai giovani, che gli sono debitori inconsapevoli della liberazione del sistema televisivo, e della apertura dello smisurato mondo dei media moderni.

Bonino attira i giovani, che la vivono quale icona delle tematiche di liberazione e della difesa dei diritti, erede di fatto delle lotte e delle visioni di Marco Pannella: uno che inaugurò all’inizio degli anni ‘90 il primo portale internet in Italia (si chiamava Agorà) e che nel 1999 organizzò le prime elezioni via web degli organismi nazionali di un Partito politico.

Saranno elezioni che designeranno una classe dirigente completamente rinnovata, non solo nell’età dei leader, ma anche dei contenuti e della natura delle coalizioni.

Matteo Salvini ha saldato le tematiche locali del Nord con quelle della destra ex MSI ed ex AN, ed è in coalizione con la giovane Giorgia Meloni.

Matteo Renzi invece ha portato la barra del PD dalla sinistra Vendoliana ai centristi di Beatrice Lorenzin (ancora una leader giovane) e ai libertari di Emma Bonino dei giovani Della Vedova e Magi.

Luigi  Di Maio guida una formazione politica quasi di “millennians”, e che ha già nel 2013 determinato un ringiovanimento drastico delle aule parlamentari.

Prendiamo il duello al Senato nel collegio provinciale di Frosinone, dove si sfidano due quarantenni come Maria Spilabotte e Massimo Ruspandini: è il riassunto di quello che sta accadendo in quasi tutti i collegi elettorali italiani.

Oppure pensiamo al ruolo decisivo dei social network nella campagna elettorale, priva completamente di comizi e confronti classici. Risulta antico persino Facebook, che i millennians da tempo snobbano a favore di Instagram.

Saranno elezioni epocali, da cui partirà comunque una nuova Italia: l’augurio è che sia giovane, fresca e piena di energie.

Mentre i commentatori più autorevoli appaiono smarriti e incapaci di cogliere l’evidenza del nuovo, si avanza una nuova classe dirigente giovane, spregiudicata, vera.

 

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