«Per il motorino del professore abbiamo denunciato lo Stato»


di Antonio POMPEO
Presidente della
Provincia di Frosinone

 

 

Gentile direttore,
ho letto con molta attenzione l’articolo sul motorino del professor Hassan, (leggi qui) esempio di assoluta efficacia per descrivere le complicazioni della macchina amministrativa del nostro Paese. In particolare, quando lo utilizzi come metafora del limbo in cui si trovano attualmente le Province, a seguito di una riforma che non si è completata e che purtroppo sta mettendo a rischio la possibilità di garantire servizi fondamentali ai cittadini.

Quando mi sono candidato alla presidenza di questo Ente, nell’ottobre 2014, era appena stata varata la legge di riforma, la cosiddetta Delrio. Ero pienamente a conoscenza delle difficoltà che avremmo dovuto affrontare, ma allo stesso modo entusiasta di sentirmi protagonista di un processo di cambiamento utile principalmente a due obiettivi. Il primo: semplificare il sistema. Il secondo: dimostrare che questo paese si può cambiare e migliorare e che si possono eliminare gli sprechi.

Con tale convincimento, ho affrontato con impegno assoluto il compito, fiducioso in un sostegno e in un accompagnamento verso la piena attuazione della riforma da parte del legislatore centrale.

La mia amministrazione ha subito ridotto le spese di gestione; ha messo in liquidazione società improduttive; ha ridotto ai minimi termini il parco auto e razionalizzato gli oneri per affitti di immobili. Non solo, ma abbiamo anche risolto questioni che si trascinavano da diverso tempo. Una su tutte: abbiamo completato e messo a disposizione dell’Ufficio Scolastico provinciale la nuova sede dopo trent’anni. Abbiamo recuperato risorse destinate alla viabilità e agli immobili scolastici.

Insomma, abbiamo fatto la nostra parte, assumendoci responsabilità spesso a scatola chiusa. Senza indennità come prevede la legge, perché intendiamo l’impegno politico come strumento a servizio del territorio e perché a questo territorio siamo legati e vogliamo operare per migliorarlo.

Però adesso siamo arrivati ad un punto di non ritorno, anche a seguito dell’esito referendario. Le Province esistono e hanno competenza su materie fondamentali per la vita dei cittadini e per lo sviluppo del territorio: strade, scuole, ambiente, autorizzazioni per le attività produttive. Lo ha messo chiaramente in evidenza il sisma e le nevicate che hanno colpito l’Italia centrale quanto sono importanti questi Enti.

Ecco perché c’è bisogno di metterli in condizione di assolvere alle loro funzioni. E senza risorse e senza personale non possiamo farlo. La Provincia di Frosinone, come tanti enti omologhi in Italia, è stata costretta a presentare l’esposto cautelativo alla Corte dei Conti, alla Prefettura, alla Procura della Repubblica. A malincuore, perché per un amministratore ricorrere a tali azioni è una sconfitta. Ma abbiamo voluto lanciare un messaggio forte.

L’ho detto, lo ripeto: non chiediamo poltrone, non vogliamo finanziare sagre, non vogliamo indennità. Vogliamo essere messi nelle condizioni di riempire di contenuti il concetto di buona politica: se c’è una strada da sistemare, farlo in tempi rapidi; se c’è una scuola da mettere in sicurezza, intervenire immediatamente; se c’è una pratica di un’azienda, evaderla in maniera tale da non far perdere al territorio occasioni di sviluppo.

Al mio partito, al Pd, ho lanciato un appello: bisogna ascoltare i territori e ripartire dalle amministrazioni locali. Sono il livello più prossimo della vita dei cittadini, farle funzionare con risorse e professionalità adeguate è il miglior modo per arginare i populismi e il malcontento e ridare una prospettiva reale di futuro.

Io continuerò a battermi per questo obiettivo. E con me tanti amministratori di questa provincia che ogni giorno tra mille difficoltà, stanno in trincea. Possiamo essere criticati, non si possono condividere alcune scelte. Ma non si possono mettere in dubbio l’impegno e il lavoro che portiamo avanti. Spesso unicamente per l’amore che ci lega a questo territorio. Ecco perché a sognare un paese diverso, come hai scritto tu, caro direttore, non sarai solo, insieme al professor Hassan.

Siamo in tanti a farlo e vogliamo anche provare a trasformare il sogno in realtà, con umiltà, concretezza e con progetti credibili.

Questo è il l’obiettivo che mi auguro emerga dalla riunione con tutti gli attori territoriali che la Provincia convocherà per la settimana successiva alle festività pasquali, come ti ho spiegato già ieri. (leggi qui) La Provincia c’è.

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