Quando piove letame finisce sulla testa di tutti

L'inutile gioco al massacro. Fatto di veleni e sospetti. Che alla fine lasciano tutt i protagonisti pieni di fango. Autorizzando la gente a non credere più a nulla e nessuno

Il clima è già quello della campagna elettorale. Ma con una novità: da settimane è stato innescato un gioco al massacro. Nel quale l’avversario deve essere demolito, gettato nel fango, eliminato nella sua credibilità. Sembra di assistere ad una riedizione della strategia messa in campo anni addietro dal Movimento 5 Stelle: veniva messo nel bersaglio e riempito di letame chiunque avesse avuto un semplice Avviso di Garanzia (che è a tutela dell’indagato, non come la Comunicazione Giudiziaria ai tempi del Codice Rocco).

Poi le cose sono cambiate: la sindaca Virginia Raggi si è fatta tranquillamente Avvisi di Garanzia, Avvisi di Chiusura Indagini, Udienze Preliminari, Processi e assoluzioni. Senza ricevere lo stesso trattamento.

Il rischio è quello di ottenere lo stesso effetto registrato cinque anni fa: a furia di tirare fango da un fronte e dall’altro si è delegittimata la politica. Nella percezione della gente è diventata una cosa sporca, riservata a maneggioni e impiccioni. Una puzza di sterco così forte che nelle città più grandi si è arrivati a non presentare i simboli di Partito: è accaduto a Sora ed a Ceccano, a Formia ed a Latina.

Letame sbagliato, ieri come oggi

(Foto: Emphyrio / Pixabay)

È stato uno sbaglio allora. È uno sbaglio oggi. Chi fa politica, in genere ha un lavoro con il quale si sostiene. È inaccettabile la caccia al sospetto sul quale costruire un marchio d’infamia, come si sta facendo in questi giorni. Perché, a voler mettere indietro gli orologi, nessuno risulterebbe indenne.

Il tempo ha rivelato quanto fossero false le accuse lanciate gratuitamente contro l’avvocato Giuseppe Golini Petrarcone di difendere Acea tramite i legali del proprio studio. E per questo, sostenevano, nel ruolo di sindaco aveva un approccio morbido con il gestore idrico. Falso. Tanto quanto la stessa identica accusa, lanciata contro l’avvocato Gianrico Ranaldi quando si credeva potesse avanzare la sua candidatura a sindaco di Cassino.

Il consigliere comunale di Isola del Liri Antonella Di Pucchio (una vita nel Pd) è una validissima commercialista ed a nessuno è mai venuto in mente di puntare il dito contro i suoi incarichiri ricoperti anni fa in Astral; perché è una brava professionista. A nessuno è mai venuto in mente di puntare il dito sul concorso vinto dal presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone Daniele Maura (FdI) nonostante fosse da anni un’icona della politica di destra; perché sulla sua preparazione non c’è mai stato dubbio. La dottoressa Paola Carnevale è vice coordinatore provinciale della Lega: è stata nominata revisore dei conti al Cosilam da Mario Abbruzzese (centrodestra); il suo successore Marco Delle Cese (centrosinistra) l’ha confermata e la considera un pilastro.

Oggi non sarebbe possibile. Sarebbero finiti tutti nel tritacarne mediatico.

Veleni falsi e inutili

Oggi diventano materia di polemica le normali attività lavorative. Se si volesse spargere letame si potrebbe fare tranquillamente sul dottor Angelo Pizzutelli che è un validissimo commercialista anche se fa il consigliere comunale del Pd a Frosinone ed è stato recentemente incaricato di fare il revisore in una Asl di Roma.

Allo stesso modo si potrebbe fare sugli incarichi legali assegnati recentemente dal neo Commissario della Comunità Montana di Arce Rossella Chiusaroli allo studio legale dell’avvocato Antonio Valente nonostante lei sia di Forza Italia e lui ne sia stato il coordinatore comunale. Stesso dicasi per l’assessore comunale di Frosinone Pasquale Cirillo (FdI) o l’avvocato Alessandra Sardellitti che è assessore provinciale alla Scuola, o ancora l’avvocato Gabriele Picano che è vice coordinatore provinciale di FdI. E tutti hanno incarichi legali in enti pubblici che siano Comuni o Consorzio Asi.

Non ha senso.

Quando piove è per tutti

A voler giocare con il letame messo davanti al ventilatore si finisce con lo spubblicare l’avversario. Ma soprattutto la politica. Il rischio è quello di far apparire tutto marcio, delegittimato. E ritrovarci, alla fine, davanti ad un signore con la pala in mano. Mentre grida davanti ad una telecamera che se una donna denuncia dopo otto giorni d’essere stata stuprata non è credibile.

Quando piove letame, se non si sta attenti, finisce che piove sulla testa di tutti.

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