Quei sindaci e quei politici conniventi con la camorra

di ANGELA NICOLETTI
Giornalista

Caro Direttore,
ho letto con interesse il nuovo dibattito che sei riuscito ad accendere con il tuo blog: discutere di camorra e di infiltrazioni nei Comuni non è mai stato comodo né facile in questo territorio. Gli interventi dei sindaci sulle tue pagine (Leggi l’intervento di Arturo Gnesi sindaco di Pastenal’intervento di Marco Galli sindaco di Cepranol’intervento di Roberto Caligiore sindaco di Ceccano) mi inducono a dire alcune cose che conosco e che ho visto in questi anni.

Le città dove la Camorra regna sovrana, in apparenza nulla hanno a che vedere con la nostra realtà. Li, a Giugliano in Campania, Marano, Casapesenna, Aversa, Mugnano, Casoria, Marcianise per citarne qualcuna, molto spesso si vive con la paura di uscire a passeggio e ritrovarti una pallottola vacante infilata in una coscia, nella migliore delle ipotesi. Nella nostra provincia e soprattutto nel Cassinate a parte qualche sparuta sortita di guappi di cartone, colpiti dal delirio post fiction Gomorra, assistiamo ad un fenomeno che è molto più pericoloso di un proiettile sparato a caso: la connivenza.

A fare affari con la malavita organizzata soprattutto quella Campana, a parlare sono gli atti della Direzione Nazionale Antimafia e non le lucubrazioni mentali di una giornalista, sono professionisti, imprenditori e soprattutto chi decide di fare il fatidico salto di qualità e lanciarsi in qualche sfarzosa campagna elettorale. Nel passato abbiamo visto cittadine di questa zona abbrutirsi, spegnersi.

Cultura della legalità e rispetto delle regole sono finite nel gabinetto. I miei occhi e quelli di migliaia di altri cittadini hanno dovuto vedere assessorati importanti capeggiati da chi con la malavita ci passeggia a braccetto. Di domenica. Per il Corso principale di troppe città. Questo modo di concepire la politica, di attuare quel modus operandi che annienta l’economia, la dignità e il senso di rispetto di una città, di un popolo, ferisce a morte ancor più di un bossolo Parabellum 9×21. Dobbiamo essere noi a dare l’esempio ai nostri figli, ai nostri nipoti. Loro, figli dei reality e delle fiction, troppi spesso non vedono oltre il display di un I Phone.

E allora i nostri occhi devono prendere il posto dei loro occhi. Dobbiamo far vedere loro quanto sia improbabile portare avanti una campagna elettorale extra lusso se si è nulla tenenti. Dobbiamo far capire loro che se i soldi non sono stati guadagnati con sudore prima o poi ti portano o in galera oppure al camposanto. Dobbiamo far capire loro che, seppur in grandi difficoltà economiche non dobbiamo accettare soldi sa chi vuole voti. Quell’offerta di danaro non significa il nostro bene ma solo quello di pochissime persone.

Lunedì 21 marzo Cassino festeggia la giornata di Libera. Al parco Baden Powell. Fino a cinque anni fa quel posto era un ricettacolo di rovi, tossici e serpi. Oggi è la ‘cittadella della legalità’ con giochi sicuri e tanta pulizia. Il parco è un continuo tripudio di persone che dal’alba al tramonto giocano, leggono e si rilassano. La parte sana della mia città si diverte con poco. Dicevo che lunedì sarà la giornata di Libera, contro le mafie e la criminalità. E Cassino non si tira indietro neanche questa volta. Cassino da cinque anni ha detto basta alla cultura del favoritismo, alla non cultura, che per decenni ha seminato ignoranza e ingrassato tasche senza fondo. La strada è ancora lunga e il sentiero pieno di insidie ma se l’unione fa la forza, a passeggio con la malavita, alla domenica per il Corso, resteranno in pochi.

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