Quei tifosi che hanno avviato finalmente la cacciata di Bastiano

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È il popolo dei peones, degli straccioni, di quelli che non te lo aspetteresti mai, a fare le rivoluzioni. Per informazioni telefonare a Parigi, in Messico, a Calcutta…

Il popolo dello stadio di Frosinone, con i suoi ultras e le sue casalinghe, i suoi Uber Alles e gli impiegati, i Vecchi Leoni e gli operai, con i pensionati abbarbicati ai balconi attorno al Matusa, ha avviato la rivoluzione silenziosa: contro il dittatore che da mezzo secolo rappresenta la Ciociaria in giro per l’Italia senza che nessuno lo abbia acclamato, eletto, legittimato.

E’ Bastiano a rappresentare la Ciociaria nell’immaginario collettivo di tanti: la parodia del pecoraio ignorante portato con successo sullo schermo televisivo da Nino Manfredi negli anni Sessanta è ancora oggi l’icona di questo territorio.

Ha resistito mezzo secolo perchè nulla di più importante è stato costruito per fargli ombra durante questi cinquant’anni. Né un ponte, una torre oppure una qualsiasi opera che avesse fatto girare lo sguardo dell’Italia verso questa terra.

Ci aveva provato Fiuggi affidandosi all’architetto di fama mondiale Santiago Calatrava, scappato dopo pochi mesi con i suoi progetti che avrebbero dato un’impronta diversa e finalmente un marchio al territorio.

Quando ci abbiamo provato con la buona politica, siamo riusciti a farci conoscere in Italia grazie a Franco Fiorito che non era peggio di tanti altri ma serviva uno che li rappresentasse tutti. Ed è andato alla perfezione.

Nemmeno con l’industria ci è andata bene: Fiat, il principale stabilimento metalmeccanico nel Lazio, è sempre stato famoso per avere sfornato degli scatoloni. Ora Giulia la fabbricheremo soltanto, a progettarla è stato un team di 200 ingegneri a Maranello, infatti per presentarla Sergio Marchionne ha scelto ben altri scenari proprio per sottolineare questo aspetto. A Cassino ci verrà solo con la produzione ben avviata.

Lo avresti mai detto che alla fine la rivoluzione contro Bastiano l’avrebbero fatta davvero i peones? Quelli che alla domenica si vestono di giallo e di blu e vanno a strillare sopra una gradinata fatta di tubi nel pieno centro della città, quelli che applaudendo la squadra nonostante la sconfitta, quelli che con 20 minuti di ovazione al team appena retrocesso hanno costretto finalmente l’Italia a girarsi e dire “Perbacco però, i tifosi di Frosinone… E pure il loro presidente… Altro che i Zamparini ed i Lotiti”

Così che ti accorgi che alla fine, a questa terra, è mancato solo un pretesto per avviare la sua rivoluzione. Un pretesto che fino ad oggi nessuno aveva saputo dargli. Tranne quel visionario di Maurizio Stirpe. E nessun altro.

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