I sindaci bloccano i falò per non inquinare, i presidenti lanciano le bombe

di Arturo GNESI
Scrittore – Medico
Sindaco di Pastena

Rischio di apparire banale o di essere ridicolo al solo pensiero di provare a buttare lo sguardo oltre i confini dei nostri monti e tentare di capire quello che sta accadendo nel mondo.

A me non piace la guerra, non mi entusiasma il lancio dei missili intelligenti, non mi appassiona conoscere il potere della super bomba nè sapere quante persone ha ucciso.

Resto sbalordito dalla follia di chi utilizza il potere distruttivo delle armi per intimorire i capi di Stato, rimango stupito dalle affermazioni di quei presidenti che senza mezzi termini sono pronti ad utilizzare senza alcun limite le armi nucleari.

Noi nel nostro piccolo discutiamo di bonificare l’aria che respiriamo e facciamo le ordinanze per limitare il traffico e addirittura impediamo, per timore delle polveri sottili, di accendere i falò per rispettare la tradizione di san Giuseppe.

Noi, in questo territorio avaro e cinico andiamo alla ricerca di rifiuti tossici interrati dalla camorra e facciamo i sit-in, i comitati per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e dall’altra parte dell’emisfero scaldano i motori degli aerei o sono pronti a lanciare i missili per distruggere città, asili, scuole, ospedali e se ci riescono caserme, aeroporti e rampe di lancio.

Se queste cose venissero dette o immaginate da me, sindaco di un piccolo paese disperso nella campagna, mi farebbero venire a prendere da un’ambulanza per un T.s.o. (Il Trattamento Sanitario Obbligatorio, il ricovero coatto d’un tempo n.d.r.) immediato.

Cosa sta succedendo nel mondo? E possibile che il futuro, la libertà dei nostri figli sia nelle mani e nella testa di pochi guerrafondai che potrebbero annientare il nostro pianeta?
In tutti questi anni, dall’impegno in parrocchia, dall’associazionismo laico, dalla militanza nei partiti fino all’esercizio di un ruolo istituzionale, io non trovo nulla che possa essere condiviso con le minacce e le iniziative militari di Trump e Kim Jung un.

Sono diventato un vecchio rimbambito, un nostalgico dei diritti umani, un sognatore dei principi liberali della rivoluzione francese o il mondo lo stiamo lasciando nelle mani di presidenti che si giocano, come in una roulette russa, la vita di milioni di persone?

Anni di storia,di cultura, di tolleranza,di lotte per la giustizia e l’uguaglianza sociale che vengono rinnegati e calpestati da maldestri governanti pronti con un click a seminare morte e barbarie.

Non possiamo permettere che la sfida tra sordi trasformi il mondo in un cimitero e appare del resto difficile immaginare che queste teste calde possano dare ascolto alla ragionevolezza e al buon senso.

In questi giorni, come tute le persone normali, viviamo gli attimi di festa e di fede della Pasqua mentre il suono sinistro delle esplosioni rammenta a tutti che la nostra civiltà questa nuova sfida o la vince insieme o non la vince nessuno.

Speriamo che non sia troppo tardi e che prevalga la ragione o altrimenti’il sonno genererà i mostri’

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