Questa Scuola non va: ecco cosa dovrebbe insegnare (di H.D. Toro)

Henry David Toro

Preside frusinate in prestito all'Emilia

Il professor David Toro di Frosinone è stato uno dei 55 finalisti, su un totale di 11mila partecipanti, del concorso nazionale Italian Teacher Prize. È la versione nazionale del Global Teacher Prize che ogni anno premia il miglior insegnante nel mondo.

In queste ore ha lanciato una proposta: per la riforma delle discipline nella Scuola Secondaria.

 

 

 

 

Come sapete la scuola è cambiata molto negli ultimi 20 anni, ma i provvedimenti legislativi si sono concentrati prevalentemente su questioni di organizzazione, gestione, direzione, modifica dell’obbligo, assunzioni, retribuzioni e altro (tutto sacrosanto, per carità). Quasi mai ci si è soffermati sulle discipline e sui contenuti.

Ecco allora una proposta (dolorosa per certi versi ma necessaria) di curricolo per la scuola secondaria (ideale, ma anche no):

DISCIPLINE LETTERARIE


Via tutta quella letteratura (che si fa spesso di corsa e male); introdurre semmai qualche autore straniero contemporaneo ogni anno. Concentrarsi su tre autori al massimo per anno, di cui studiare però quasi tutto, anche critica e relativa saggistica.

 

Divina Commedia: sto rivalutando lo studio di interi passi a memoria, sì avete letto bene: a memoria.

Fondamentale: introdurre la lettura obbligatoria di un libro per alunno, un libro al mese, poesia, racconti, saggi, romanzi, ma che sia 1 libro; senza questo requisito non si possono svolgere prove scritte e quindi non si può ottenere la sufficienza. Un libro al mese = 9 libri per alunno per anno scolastico. Totale alunni per anni per libri 9 x 5 x 1.024.000 circa = 46.080.000 circa di libri letti ogni anno. Avremmo sicuramente qualche centinaia di migliaia di analfabeti funzionali in meno.
2. LATINO / GRECO
Tornare a tradurre! Lo fanno pure all’estero, alla scuola d’Economia di Londra, tradurre fa bene al cervello, sviluppa la logica. Imparare a memoria la vita di Orazio, Tacito e Agostino non sembra una priorità in una società circondata da webeti che postano ogni tipo di boiata nella rete. Logica, tradurre, logica!
3. LINGUE STRANIERE MODERNE
Qui anche è dura, però bisogna avere il coraggio di farlo. Un po’ come l’italiano sopra e il latino, ma più radicalmente… Via ogni traccia di letterature!
Ogni insegnante di inglese, francese, tedesco, spagnolo, visigoto dovrebbe, dal momento in cui apre la porta per entrare in classe a quello in cui va via, parlare e rivolgersi agli studenti esclusivamente nella lingua straniera! Non sai come andare al bagno? Non ci vai, fintanto che non impari a esprimerti. Vuoi andare a prendere una bottiglia d’acqua? Ok, fai pure, ma dillo in inglese, francese, visigoto per favore, altrimenti rimani seduto e all’asciutto.
Me lo spiegate a che serve imparare la vita di Shakespeare o di Baudalaire se poi vai a Londra o Parigi e non sai ordinare due uova al tegamino? Via, al bando tutta la Letteratura!
4. STORIA
Abrogata (vedi più giù, n.5 Geografia)
5. GEOGRAFIA
La Geografia dovrebbe tornare al centro del curricolo. Ma non quell’ibrido di Geostoria con la geografia economica (quella semmai sarebbe una materia da ultimo anno, non certo da primo biennio).
Bisogna tornare allo studio della Geografia come si faceva 60 anni fa. Studiare le province, le regioni, gli Stati d’Europa (con le regioni europee). In questo modo si farebbe Geografia e Storia al tempo stesso (ma anche Letteratura, Economia, ecc…).
Non se ne può più di diciassettenni che in un weekend volano a Praga o Londra sfruttando le compagnie lowcost e poi non conoscono le province della Lombardia o della Toscana o ignorano la differenza tra Emilia e Romagna.
Ma allora perché eliminare la Storia, direte voi? È presto detto. Studiando Geografia si studia necessariamente ogni tipo di storia, quella delle guerre e dei trattati, delle religioni, dell’economia, finanche della gastronomia. Esempi: studiando l’Emilia-Romagna dovrò necessariamente capire che sono due cose diverse, e così nel caso della Romagna dovrò per forza occuparmi di storia romana, di Bisanzio, del Medioevo, dello Stato pontificio ecc…
Invece di studiare le fasce climatiche e l’inquinamento (lo può fare il docente di Scienze) studiamo l’Alsazia e la Lorena, dovremo parlare ancora della Roma antica, dei Galli, del Sacro Romano Impero, di Luigi XIV, delle guerre tra Francia e Prussia, della I e della II guerra mondiale, della nascita dell’Unione Europea (ma anche dei vini, ecc…).
Vuoi capire quel guazzabuglio di popoli che c’è ad Est? Studia la geografia delle regioni, l’Austria, l’Ungheria, ma anche la Galizia, Moravia, Volinia, Bessarabia ecc… (se leggi i romanzi di Joseph Roth ad esempio – cfr. n.1 sopra – impareresti in un colpo solo tutto quello di cui sto parlando!) e così capirai la storia medievale, dove sono finiti gli ebrei cacciati dalla Spagna, la Shoah, la I e II guerra mondiale, eccetera.
Quindi, via le ore di Storia e nuove ore di Geografia!
6. FILOSOFIA
Cfr. Italiano e in genere tutte le Storie delle letterature. Inutile studiare tanti autori (di corsa e male). Meglio studiare 3 grandi autori per anno, ma leggendo integralmente un’opera per autore.
L’elenco di libri letti per alunno aumenterebbe considerevolmente (3 libri x 3 anni x numero dei liceali), la possibilità che si finisca analfabeti funzionali, webeti o condivisore di “bufale” diminuirebbe sensibilmente con grande risparmio economico per lo Stato.
7. MATEMATICA, FISICA, SCIENZE
Qui non ho molto da dire. In Italia si deve potenziare lo studio delle discipline matematiche e scientifiche.
Suggerirei solo di dedicare alcune ore all’anno allo studio della storia della matematica e della fisica. E’ molto avvincente e potrebbe avvicinare i giovani a queste discipline (spesso odiate, a torto).
Per le scienze fare lezione anche all’aperto (cfr. n.11), come suggeriva già John Locke nei suoi testi pedagogici.
8. STORIA DELL’ARTE
Qui cominciano un po’ di domande.
Ma nel Paese dove sono concentrate le ricchezze archeologiche e artistiche di mezzo mondo è possibile che l’insegnamento della storia dell’arte sia relegato a poche ore alla settimana?
Dico io, è possibile?
9. ALTRE STORIE
Ancora.
Ma nel Paese dove sono nati i nomi delle note, l’opera lirica e l’italiano è stato per secoli la lingua internazionale della musica è possibile che un ragazzo delle superiori non conosca le differenze tra lo stile di Bach e quello di Monteverdi? O tra una sinfonia di Mendelssohn e una di Bruckner?

Ma nell’epoca contemporanea, dominata dal cinema, presente quasi ogni giorno nella nostra vita, è normale che nelle scuole secondarie non si insegni la storia della settima arte? Almeno dei cenni

 

10. SCIENZE MOTORIE

Scienze motorie dovrebbe cambiare nome di nuovo e chiamarsi semplicemente: Sport! E dovrebbero praticarlo tutte e tutti, senza se e senza ma, pena la bocciatura (anche se hai tutti 10 nelle altre discipline)!
11. IRC
L’insegnamento della Religione cattolica lo abolirei. E non è – questa mia – una convinzione anticlericale o antireligiosa.
Semplicemente dobbiamo preoccuparci più del mondo in cui viviamo (visto il modo in cui lo trattiamo, cfr. n.12 più sotto); l’altro mondo (quello dei cieli) attiene più alla sensibilità del singolo e se ne parla comunque in altri ambiti (filosofia, ad esempio).
12. EDUCAZIONI
Nel 2008 è stata istituita la disciplina Cittadinanza e Costituzione.
Ora, io dico … Educazione civica c’è sempre stata all’interno del curricolo di Storia. E la Legge 107 parla di molte educazioni e competenze trasversali. Ma io qui sarei radicale (Cfr. n.11): Abbiamo bisogno di nuove educazioni, ne cito tre, le prime che mi vengono in mente:
a) EDUCAZIONE ALL’AMBIENTE
Sono stufo di tute le chiacchiere che si fanno sull’ambiente, i ragazzi devo abituarsi da subito a rispettare l’ambiente, a fare la raccolta differenziata, devono pretendere che i genitori la facciano, che i loro amici la facciano, devono andare a pulire i fiumi, a piantare realmente degli alberi, imparare come si fa un orto … Una volta ad un esame una ragazza mi presentò una bella tesina sulla raccolta differenziata. Io le feci una sola domanda: ma tu a casa la fai? Risposta: No!
b) EDUCAZIONE ALLA SICUREZZA e ALLA SALUTE,
Similmente sono arcistufo di tutte le parole che si spendono sulla sicurezza. La scuola è un luogo di educazione? E allora deve educare concretamente (e-ducare significa trarre fuori, condurre fuori, quindi non riempire solo la testa senza poi far capire nella prassi come si fa qualcosa).
Servirebbero nuovi insegnanti (o si utilizzano quelli interni) per parlare di come si deve guidare.
Aborro tutti i “R.I.P.” che si scrivono sui social, quei funerali in cui si perdona e si passa sopra a tutto! No, bisognerebbe insegnare e quasi costringere (ma non so come) i ragazzi a guidare in sicurezza e piano. Ed i ragazzi dovrebbero costringere i genitori, che spesso sono più inaffidabili di loro. Basta dire: “Quell’incrocio è pericoloso” o “Strada della morte”! Dipende solo da noi viaggiare in sicurezza! Ogni volta che me ne vado al mare in 50 minuti incontro almeno 10 pazzi scatenati che andrebbero arrestati all’istante!
Servirebbero insegnanti per parlare del fatto che non si devono bere superalcolici, perché distruggono il nostro corpo e anche qui bisognerebbe parlarne con i genitori; che non si deve mangiare cibo spazzatura come quello – ahimè – che ogni scuola propina agli alunni purtroppo con le sue macchinette succhiasoldi.
Altra domanda.
Ma è possibile che nel Paese che ha la migliore cucina ed enogastronomia del mondo si debba essere così ignoranti (perché gli italiani lo sono, eccome) in fatto di cibi, vini, alimenti, diete?

Stiamo uccidendo i nostri figli! E lo facciamo principalmente a casa e a scuola (sì è forte forse come messaggio, ma meglio calcare un po’ la mano quando è in ballo la salute dei nostri giovani)!

EDUCAZIONE AMOROSA
Last but not least. Al posto dei docenti di religione arruolerei un esercito di psicologi, ne abbiamo tanti, giovani laureati e anche bravi per fare corsi di Educazione all’Amore
Sommersi dalla tecnologia e dalla mole di immagini che ci arrivano dal web penso agli studenti di oggi (mi riferisco ai maschi, perché non sono un esperto del settore) e li vedo così fragili e incapaci di pensare ad un sentimento così profondo e delicato (il primo incapace sono io, ovviamente).
Non dico che l’assurdo proliferare di femminicidi e pestaggi nelle discoteche sia solo colpa della scuola, ma mi piacerebbe pensare ad una scuola in cui le giovani alunne e i giovani alunni siano realmente invitati a parlare, a confidarsi con esperti dei loro problemi, delle loro aspettative e desideri in questo senso, in una parola: a diventare persone mature.
Ho insegnato a Milano a studentesse musulmane provenienti da famiglie tradizionali, ma ancora oggi nel mio Liceo ogni tanto mi tocca sentire frasi come queste: “No prof., in viaggio d’istruzione non vado perché il mio ragazzo non vuole” e “L. non vuole più uscire con noi, se ne sta sempre con la/il sua/o ragazza/o” …
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