Se il Tg1 ci tratta da mafiosi raccontando l’Auricola (di I.Traboni)

di Igor TRABONI
Il Giornale d’Italia
Capo Redattore 

 

 

L’edizione di mercoledì sera del Tg1 delle 20 ha dedicato un servizio all’assegnazione del complesso dell’Auricola al Comune di Amaseno, a conclusione dell’iter che ha visto la confisca di quel bene da parte dello Stato.

Ho visto un servizio che mi ha fatto rabbrividire.

E qui dico sul serio: passi per il pistolotto del prete rosso che ho capito punto o niente (ma qui la colpa è sicuramente mia, da ultimo dei cristiani). (leggi qui l’intervento di don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione anti mafie Libera). Tutto il resto del servizio ha trasmesso al telespettatore il messaggio di una Frosinone mafiosa (Amaseno, Frosinone, s’è detto. E per una volta non è stato usato neppure il termine Ciociaria, se non ho sentito male).

Frosinone mafiosa, terra di mafia e di mafiosi. Che Corleone, con tutto il rispetto, ci fa un baffo a noi mafiosi con le cioce. Pure la sottolineatura dei bunker sotterranei, che chissà quanti latitanti ci sono passati, sempre secondo il servizio e i ‘serviziati’. Cercate ancora, che magari il mio omonimo russo pure sta nascosto là.

Torno serio. E mi scuso per l’accostamento che sto per fare con la morte di un povero ragazzo. Però non ho sentito mezza parola di condanna per il servizio di ieri sera con l’equiparazione a terra di mafia.

Dieci e centomila commenti esacerbati – invece e giustamente – per una terra (in crescendo) di bulli, piccole bande di criminali, finanche spacciatori e omertosi.

Se continuano a passare certe immagini (avallate? e a che pro?) della nostra terra, temo che poi sia vano tutto il nostro batterci, e sbatterci, per renderla un po’ migliore.

§
error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright