Tutti giocano a chi la spara più grossa (di C. Trento)

La campagna elettorale delle promesse mirabolanti. Nella quale nessuno si è incrociato e confrontato con nessuno. Con il proporzionale ognuno difende il suo fortino, poi in Parlamento si vedrà. La vera paura dell'establishment è...

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Cercate di promettere un po’ meno di quello che pensate di realizzare se vinceste le elezioni. La frase è di Alcide De Gasperi. Inascoltata in questa campagna elettorale nervosa, dura, priva di scatti. Ancorata ad un sistema elettorale proporzionale che ha avuto come unico effetto quello di riportare il Paese indietro di decenni. E tutti giocano a chi la spara più grossa.

Ma intanto ad una settimana dal voto il tema dominante resta quello del governo. Chi lo guiderà? Chi lo comporrà? Quanto durerà? Come se alla fine l’ elemento meno importante fosse l’ esito del voto reale, che invece farà la differenza.

Si continua a tenere i riflettori accesi sull’ ipotesi delle “grandi intese” . O, detto in altri termini, dell’ inciucio tra Forza Italia e Partito Democratico. Anzi, dell’ inciucione tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, come ha detto Pierluigi Bersani a Ferentino qualche giorno fa.

E, tanto per rispolverare alcune locuzioni di diversi anni fa, sono tornate di moda espressioni come le “convergenze parallele” (esecutivo Fanfani del 1960), il “governo balneare” (Giovanni Leone, 1963), il governo della “non sfiducia” , quello presieduto da Giulio Andreotti nel 1976, con l’ astensione del Pci.

Intanto la campagna elettorale si snoda in un clima di forte contrapposizione ideologica. Lo scontro dialettico impazza su fascismo e antifascismo. Poi ci si chiede perché aumenta l’astensione e i giovani restano lontani. Una campagna elettorale nella quale nessuno si è incrociato e confrontato con nessuno. Con il proporzionale ognuno difende il suo fortino, poi in Parlamento si vedrà.

Però alla fine il 4 marzo si voterà e il risultato non è un elemento di secondo piano. Non lo sarà soprattutto nei collegi maggioritari, dove la sfida è diretta e basterà un voto in più per vincere. Non è possibile immaginare già che si tornerà alle urne in tempi brevi (per fare cosa?) se nessuno raggiungerà una maggioranza autonoma. E allora perché si è scelto questo sistema elettorale?

La realtà è che ogni elezione in Italia ha cambiato profondamente il quadro politico. Anche l’ ultima volta. È di questo che l’establishment ha davvero paura.

 

Anche in Ciociaria posta in palio alta e pesantissima

In provincia di Frosinone i temi sul tappeto sono tanti. La leadership del Pd renziano anche in chiave locale per esempio.

I big Democrat si giocano tutto, alcuni (Francesco Scalia e Nazzareno Pilozzi) fuori da questo territorio. Altri, come Francesco De Angelis e Maria Spilabotte, in Ciociaria. Parliamo di un’ intera classe dirigente.

Il centrodestra prova a issare di nuovo le sue bandiere su quella che è stata per anni una roccaforte. Lo farà con Massimo Ruspandini (Fratelli d’ Italia), Mario Abbruzzese (Forza Italia) e Francesco Zicchieri (Lega) nei tre collegi maggioritari.

Il Movimento Cinque Stelle, guidato da Luca Frusone nel proporzionale, sa che la prova più impegnativa è quella delle regionali.

Ma tutti, da Liberi e Uguali a Noi con l’ Italia, sanno che il voto del 4 marzo può determinare i futuri assetti per un lungo periodo di tempo.

Perché fra l’ altro superare la soglia del 3% a livello nazionale per un piccolo partito sconvolgerebbe molti assetti. Se, per esempio, +Europa di Emma Bonino centrasse l’obiettivo, sarebbe il Pd a pagare un prezzo politico in termini di parlamentari eletti. Inoltre, in provincia di Frosinone non ci sarà neppure il tempo di tirare il fiato: a fine maggio “ amministrative” in 15 Comuni. Tra i quali Ferentino e Anagni. Insomma…

L’opportunità dell’unica Camera di Commercio

Stavolta dovremmo esserci. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto. Parliamo dell’ipotesi di una Camera di Commercio unica tra Frosinone e Latina. (leggi qui Go, stop, di nuovo go e ancora stop: ora riparte la fusione delle Camere di Commercio) Il ministro Carlo Calenda ha firmato il decreto per la ridefinizione delle circoscrizioni. Il primo marzo via alle procedure di rinnovo.

L’ auspicio è che il clima da derby resti in ambito calcistico. E che la mappa delle alleanze delle associazioni di categoria vada oltre il singolo respiro territoriale. Occorre una governance forte, autorevole, condivisa, consapevole che la Camera di Commercio del Basso Lazio sarebbe l’ ottava realtà del genere in Italia. Con un peso economico e “politico” enorme sui tavoli nazionali, regionali e romani.

Parliamo di due territori che vantano molte eccellenze, a partire dal chimico-farmaceutico. Parliamo di due territori che, se integrati, hanno sia lo sbocco al mare che collegamenti stradali strategici, dall’autostrada a tutto il resto. Guardare agli equilibri, ai rapporti di forza, alle poltrone, alle fasce e agli strapuntini vanificherebbe sul nascere un’opportunità irripetibile. Una prova di maturità per la classe dirigente delle associazioni di categoria e delle forze sociali. Il derby non c’ entra nulla.

 

Quel treno per Roma e la “precedenza”

Il collegamento veloce, via treno, tra Frosinone e Roma aprirebbe spazi enormi. Di andata e ritorno per restare in tema ferroviario.

Se ne parla da tempo, ma stavolta il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha fatto un passo avanti notevole. Parlando esplicitamente di «interventi che permetteranno di eliminare i disagi dovuti ai colli di bottiglia in ingresso nella Capitale».

È quello che il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani chiede da anni: riformare il contratto di servizio regionale che lega le Ferrovie alla Regione.

Oggi all’altezza del Casilino il contratto regionale dà la precedenza ai treni che provengono dalla provincia di Roma. È davvero una questione di precedenza. Se la Ciociaria, una volta tanto, l’ avesse, potrebbero cambiare molte cose. Arrivare a Roma in 30-40 minuti muterebbe lo scenario. Perché davvero la provincia di Frosinone potrebbe diventare un’ area residenziale per i romani. Con tutte le conseguenze del caso in termini di mercato immobiliare e indotto.

Così come i tanti lavoratori ciociari costretti oggi a tempi biblici avrebbero ben altre prospettive in termini di qualità della vita.

Insomma,  si può fare” . Les Brown ripeteva: «Mira alla luna. Anche se sbagli, atterrerai tra le stelle».

Pure questo però è un tema che dovrebbe prescindere dai singoli. Un tema da classe dirigente… di prima classe.

 

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