Nella città simbolo del lavoro, l’assenza del sindaco Massimiliano Quadrini alle celebrazioni del Primo Maggio accende il dibattito. Tra letture ideologiche e realtà amministrativa, la scelta di lasciare spazio all’assessore Stefano Vitale appare più come un segnale politico che una semplice coincidenza personale.
C’è un’aria particolare ad Isola del Liri quando si avvicina il Primo Maggio. Non è solo la cascata grande che fa mostra di sé nel cuore del centro ma è il peso della storia. Perché qui, tra i vicoli della odierna città della movida, che oggi pullulano di spritz e selfie, un tempo batteva il cuore della “Piccola Manchester” d’Italia. Per generazioni, Isola non è stata il regno del sabato sera ma il santuario della carta e del sudore. Un formicaio di operai, ciminiere e lotte sindacali che hanno forgiato l’identità di un intero territorio. (Leggi qui: Lanifici e cartiere della Valle del Liri: dopo l’unità il crollo).
Una vacanza… tattica

Ad Isola del Liri il lavoro non è mai stato un concetto astratto: è invece, da sempre, una cosa seria, un simbolo di dignità che sopravvive anche ora che le turbine tacciono. Ecco perché la notizia, rimbalzata nelle ultime ore in città, che il sindaco Massimiliano Quadrini marcherà visita alle celebrazioni di domani non è scivolata via come l’acqua sul Liri ma ha sollevato un polverone.
La versione ufficiale è di quelle inattaccabili: un fine settimana in famiglia programmato da tempo. Tutto giusto, tutto legittimo, per carità: la famiglia è al primo posto ed in alcuni momenti della vita viene anche prima dell’incarico pubblico, fosse anche quello di Primo Cittadino.
Eppure, il tempismo della mossa è oggettivamente sospetto. Non tanto la scelta di Quadrini di non esserci. Ma quella di mettere al centro dell’attenzione quell’assenza. Perché in questa storia le questioni da analizzare sono due: il sindaco che non c’è ed il tam tam che è partito appena è stata confermata la sua assenza.
L’assenza ed il tam tam

Le questioni si intrecciano nel momento in cui si vuole collegare l’assenza del sindaco con la sua recente adesione a Fratelli d’Italia: Partito che ideologicamente è lontano dalle bandiere rosse (non da sempre ma dalla rottura del Patto Molotov – Ribentropp, ma questa è altra faccenda). Quanto c’è di vero?
Un dato oggettivo ed incontrovertibile mette in discussione questa lettura: il sindaco aveva partecipato pochi giorni fa alla ricorrenza del 25 aprile. Che è manifestazione molto meno digeribile sul piano politico per una parte dei Fratelli. Se all’improvviso l’orbace si fosse impossessato dell’anima del sindaco, avrebbe marcato visita più il 25 aprile che il 1° maggio. A chi conviene esasperare la lettura?
Il sospetto diventa legittimo nel momento in cui si vuole accreditare una imminente rottura con i due consiglieri del Partito Democratico che fanno parte dell’amministrazione cittadina. Il patto che è stato presentato agli elettori da Massimiliano Quadrini è amministrativo: come a Ferentino, a Veroli a Sora dove il sindaco ha presentato un progetto per la città e chiunque lo avesse accettato senza riserve è stato ammesso al tavolo della coalizione. Che per questo, a Isola del Liri come nelle altre città, è civica.
Un segnale parla più di mille illazioni: Quadrini ha lasciato la sua fascia tricolore per la celebrazione del 1° Maggio a Stefano Vitale, che è esponente Progressista. Rotture politiche tra loro? Nemmeno l’aria.
L’analisi politica

Se ne ricavano due riflessioni. La prima è che, paradossalmente, l’assenza di Quadrini sarebbe un atto coerente. Significa lasciare la scena al suo amministratore politicamente più vicino e più in sintonia con la piazza di domani: è una forma di rispetto verso Vitale, verso il 1° Maggio e verso una coalizione che non vuole passare per quella con un uomo solo al comando.
Ma è anche un chiaro segnale ai Partiti: un bagno di realismo. I territori affrontano quotidianamente problemi che molto poco hanno da spartire con l’ideologia politica. Se c’è da mettere in sicurezza una frana o recuperare un’altra in abbandono non è né di destra né di sinistra: è amministrazione. Quadrini, lasciando la scena del Primo Maggio all’assessore Vitale sta dicendo ai Partiti che è superata la stagione in cui le Segreterie Provinciali e Nazionali avevano il controllo in ogni più piccolo paese. Sta ricordando che negli Statuti di quasi tutti i Partiti viene lasciata ampia facoltà di autodeterminazione sui territori.
Dal che deriva la risposta a chi si domanda quanto può durare questa permanenza sotto lo stesso tetto tra anime così distanti? Dentro al municipio di Isola del Liri, Quadrini e Vitale non sono distanti. Il giorno in cui la Politica dovesse fare il suo ingresso dal portone principale del municipio, tutto cambierebbe.



