A dieci anni dalla morte, una strada per il senatore Michele Forte

Il 3 ottobre ci sarà l'intitolazione di via Rotabile alla memoria del senatore Michele Forte. Non solo commemorazione ma riconoscimento di quanto incise sul territorio. E quanto lo rivoluzionò. Portando le periferie al centro delle decisioni

C’è una strada, a Formia, che sale dal centro fino alle colline di Castellonorato, dove con un dito si toccano il Circeo e il Vesuvio. Dal 3 ottobre porterà il nome di chi quelle colline le ha rese, per la prima volta, centrali nella politica della provincia di Latina: Michele Forte, sindaco e Senatore, scomparso dieci anni fa. (Leggi qui: Via Rotabile diventa via Michele Forte: il tributo a un leader senza eredi).

Il Decreto Presidenziale numero 79, firmato dal presidente della Provincia di Latina Federico Carnevale, lo indica come «un riconoscimento istituzionale permanente dell’attività svolta al servizio della città di Formia, della Provincia di Latina e delle istituzioni della Repubblica». Nella sostanza dice che un tratto della Provinciale 112, la strada che tutti a Formia chiamano ancora via Rotabile (quella che sale dal centro urbano verso la frazione collinare di Castellonorato) cambierà nome. I tre chilometri, dal km 5+350 al km 8+250, diventeranno «Via Michele Forte-Senatore e sindaco».

Dieci anni senza il Senatore

Michele Forte

Michele Forte, ex sindaco di Formia ed ex Senatore, è scomparso da dieci anni: il 29 settembre prossimo cadrà il decimo anniversario della morte. Morì la mattina del 29 settembre 2016, a 78 anni, tra le braccia della moglie Liliana, mentre si trovava in auto nei pressi di casa, sull’Appia. Fu una mazzata per l’intera politica cittadina, comprensoriale e provinciale: che a distanza di dieci anni considera ancora quell’assenza difficile da colmare.

Per capire quanto sia stata profonda e di prospettiva l’azione del senatore è sufficiente leggere i tre nomi che rappresenteranno il tavolo istituzionale durante l’intitolazione del 3 ottobre. Sono tutti nomi che direttamente o indirettamente derivano dalla sua azione politica. Come nel caso di Gerardo Stefanelli, allora assistente parlamentare del senatore, poi presidente della Provincia e attuale sindaco di Minturno. Ci saranno il suo successore alla presidenza (nonché sindaco di Monte San Biagio) Federico Carnevale ed il sindaco di Formia Gianluca Taddeo.

Nemmeno è casuale il luogo scelto per la cerimonia. Si terrà in piazza Antonio Ricca, a Maranola, dove tutto era cominciato nel 1975 con l’incarico di Ufficiale di Governo.

Dal sindacato al Senato

Il sindaco Michele Forte con papa Giovanni Paolo II

La storia politica e umana di Forte è stata un crescendo continuo. Sindacalista della CISL in servizio alla centrale nucleare del Garigliano, appassionato di motociclismo e tifoso di Giacomo Agostini muove i primi passi nella sezione della Democrazia Cristiana di Formia. Si conquista un posto in lista con la candidatura per le Comunali: pensavano che sarebbe stato un portatore di voti, se lo ritrovarono consigliere comunale più votato nella DC. Fu solo l’inizio.

Negli anni successivi fu, assessore ai Lavori Pubblici, tre volte sindaco, consigliere provinciale, presidente del consiglio provinciale, due volte Senatore. Ma al di là dei titoli c’è il peso specifico sulla politica del territorio: la sua capacità di aggregare, coinvolgere, incidere.

Il 25 giugno 1989, da sindaco, accolse Giovanni Paolo II in visita a Formia per i Mondiali di Atletica Leggera, trasmessi in mondovisione. Lo fece con i sui intercalari inconfondibili «Essendo che io… La questione… Ad un certo momento…» pronunciati davanti all’allora presidente del Consiglio dei Ministri Giulio Andreotti, al presidente del CONI Bruno Gattai ed a monsignor Vincenzo Maria Farano, l’organizzatore della storica visita di Wojtyla nell’Arcidiocesi di Gaeta.

Il radicamento nelle frazioni

Michele Forte

Il cambio di denominazione di via Rotabile è anche un tributo al rapporto tra Forte e un pezzo preciso di territorio: le frazioni collinari di Maranola, Trivio e Castellonorato, e quella di Penitro. Sono diventate nel giro di quarant’anni un’enclave elettorale quasi inespugnabile per il senatore.

In parte è riuscito ad ottenere risultati simili l’attuale sindaco forzista Gianluca Taddeo al primo turno delle amministrative di cinque anni fa. Realizzando un certo simbolismo che unisce Carnevale e Taddeo: Forte ha reso le periferie più centrali nella vita politico-amministrativa di Formia e della Provincia permettendo all’elettore delle frazioni di pesare quanto quello del centro Ed all’economia agricola di competere con quella del commercio e dei servizi. La definiscono “la grandezza antropologica” del Senatore.

Quella vocazione territoriale, quasi ostinata, Forte la fece valere anche dentro il proprio centrodestra, senza risparmiare colpi al suo stesso azionista di maggioranza dell’epoca, Forza Italia. Quando gli azzurri chiesero una mozione di sfiducia contro il Prefetto di Latina, che applicando la legge Severino aveva sospeso l’allora presidente della Provincia Armando Cusani, Forte rispose secco: «Lo Stato arriva prima di Armando, a cui continuo a voler bene».

Un percorso iniziato nel 2025

Il senatore Michele Forte, scomparso nel 2016

Il cambio di nome della provinciale si inquadra nella volontà della Provincia di Latina «di preservare e valorizzare la memoria delle personalità che hanno contribuito in maniera significativa alla crescita civile, amministrativa, sociale e istituzionale del territorio pontino». Il taglio del nastro del 3 ottobre corona uno sforzo partito dalla Fondazione che porta il nome del senatore, promossa dalla moglie Liliana e dai figli Aldo (ex consigliere e assessore regionale dell’UDC) e Sonia. Chiude un percorso avviato dall’ex presidente della Provincia Gerardo Stefanelli che nell’aprile 2025 propose al Consiglio provinciale di intitolare alla memoria di Michele Forte l’Aula delle Commissioni consiliari, al terzo piano della sede di via Costa «quale riconoscimento del lungo servizio prestato alle istituzioni provinciali da parte di un uomo a cui devo praticamente tutto».

Alla cerimonia del 3 ottobre sarà presente anche Sandro Bartolomeo, quattro volte sindaco di Formia e per oltre trentasei anni “leale avversario” politico di Forte. Fu proprio Bartolomeo, primo sindaco postcomunista della città, a decidere di aprire il Comune alla morte del suo storico rivale allestendo la camera ardente nello stesso luogo dove i due si erano confrontati dal 1980 in poi.

«Si tratta – ha dichiarato Bartolomeo –  di una decisione che assume un significato particolarmente rappresentativo, ponendo in relazione permanente la memoria dell’uomo delle istituzioni con la comunità e con il territorio che egli ha direttamente amministrato e rappresentato per una parte significativa della propria vita pubblica». Mica poco.