A Terracina Fdi e Forza Italia litigano anche sui beni archeologici

Nuovo scontro nel centrodestra di Terracina. Forza Italia e Fratelli d’Italia si dividono su fondazione, ferrovia e leadership. Sullo sfondo, le manovre elettorali e l'ipotesi di ritorno anticipato alle urne.

Lo scontro si allarga. Non è più solo sul piano amministrativo: è anche sul piano politico. Coinvolge praticamente tutti gli aspetti dei rapporti interni al centrodestra. Al punto che la sensazione è una sola: a Terracina potrebbero esserci elezioni amministrative molto prima del 2028, data della scadenza naturale del primo mandato del sindaco Francesco Giannetti, figura a metà strada tra la Lega e Fratelli d’Italia. E per questo assolutamente indigesta a Forza Italia.

Non è un caso che all’inizio dell’anno il Coordinatore regionale degli azzurri Claudio Fazzone, piombando nel congresso di Terracina del suo Partito abbia annunciato — tra la sorpresa dei presenti e dell’interessato — che Forza Italia ha già un candidato sindaco con due anni d’anticipo rispetto alla conclusione della consiliatura. Ha lanciato il capogruppo di Progetto Terracina, l’ex Pd Alessandro Di Tommaso. (Leggi qui: Fazzone gioca d’anticipo e incorona Di Tommaso candidato a sindaco).

Quell’annuncio ha allargato un solco che si era aperto nel 2024. Cioè quando — dopo un anno di mandato — Forza Italia è uscita dalla Giunta Giannetti, avviando un’azione di reclutamento tra le fila dell’opposizione e nell’associazionismo civico. Il cui principale esponente è rappresentato, al momento, da Di Tommaso.

La fondazione, il Ministero e lo «sconfinamento»

Il ministro Alessandro Giuli ed il presidente di ALeS SpA Fabio Tagliaferri

L’ultimo scontro ha assunto un carattere istituzionale, coinvolgendo due Comuni confinanti con Terracina: San Felice Circeo e Sabaudia. I rispettivi sindaci — Monia Di Cosimo e Alberto Mosca — sono entrambi di Forza Italia. Non hanno digerito l’accordo tra il Comune di Terracina ed il Ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli. In base al quale nei prossimi sei mesi il Ministero entrerà a far parte della fondazione Città di Terracina, assumendo attraverso la partecipata ALeS SpA (presieduta dall’ex vicesindaco di Frosinone Fabio Tagliaferri) la gestione del Tempio di Giove Anxur, del Teatro Romano e del Capitolium a Terracina, della Grotta Guattari e delle Terme Romane a San Felice Circeo e dell’area archeologica della Casarina a Sabaudia.

L’obiettivo dichiarato è favorire «la valorizzazione integrata del patrimonio culturale del territorio pontino». Ma per i sindaci azzurri dei Comuni interessati si tratta di un’invasione non concordata.

Giuseppe Di Rubbo

Il coordinatore provinciale di Forza Italia Giuseppe Di Rubbo ha preso le loro difese: «Quella delibera approvata dalla Giunta Giannetti è un atto unilaterale che impone scelte importanti che dovevano essere figlie di una condivisione e di un confronto mai avvenuto con i sindaci degli altri territori interessati. Hanno ragione i sindaci di San Felice Circeo e di Sabaudia quando parlano di un atto calato dall’alto in spregio del rispetto istituzionale che avrebbe dovuto accompagnarlo».

La Pro Loco, Di Leva e il rimprovero

Si è detta «sconcertata» dell’accordo anche la Pro Loco di Sabaudia, che ha auspicato il superamento di quella che definisce «la promozione parcellizzata e non coordinata del territorio», sollecitando il coinvolgimento di tutti gli attori «salvaguardando l’identità di ciascuno, superando visioni parziali».

Il presidente dell’associazione di promozione turistica Gennaro Di Leva ha allargato la critica, rivolgendola anche agli stessi Comuni di San Felice e Sabaudia. «Se la Fondazione Città di Terracina intendeva andare oltre l’ambito di competenza del proprio Comune, altrettanto avrebbe dovuto fare con gli altri soggetti istituzionali. Per logica, questo dovrebbe portare anche a una ridefinizione del nome stesso della Fondazione, dal momento che il suo ambito di riferimento non sarebbe più solo Terracina».

Il sindaco Giannetti punta molto sull’ingresso del Ministero della Cultura nella fondazione e lo considera «un risultato importante raggiunto grazie a un lavoro condiviso», convinto che «rappresenterà un impulso decisivo che contribuirà ad aprire nuove prospettive di sviluppo culturale, sociale ed economico».

Il Pd all’attacco

Pierpaolo Chiumera

In questo scontro interno al centrodestra si è inserito il Partito Democratico. I consiglieri dem Pierpaolo Chiumera e Daniele Cervelloni denunciano che i beni culturali comunali sono gestiti senza concessione da cinque mesi: l’ultima proroga concessa alla fondazione «Città di Terracina» è scaduta il 31 dicembre 2025, e da allora non risultano approvati nuovi atti concessori né nuovi contratti di gestione. «Questo significa che la gestione di questi beni comunali prosegue in assenza di un titolo giuridico efficace» evidenziano i due consiglieri.

In più, l’Anac ha chiarito che una fondazione di partecipazione non può essere considerata automaticamente organismo in house e che l’affidamento diretto richiede presupposti giuridici stringenti. I due consiglieri Dem hanno inviato una lettera al sindaco Giannetti sollecitando chiarimenti sul titolo giuridico.

La guerra dei meriti

Il centrodestra è diviso. Lo scenario lascia intendere che lo sarà anche alle prossime elezioni Comunali a differenza di quelle vinte nel giugno 2023. Un ulteriore indizio arriva dalla recente approvazione in Commissione Ambiente del Senato dell’emendamento proposto dal senatore Claudio Fazzone, presidente della stessa commissione. Prevede lo stanziamento di 60 milioni di euro tra il 2027 e il 2028 per il ripristino della linea ferroviaria Priverno-Terracina, bloccata dal settembre 2012 quando un macigno staccatosi da Monte Cucca ha modificato le abitudini di migliaia di pendolari. (Leggi qui: Terracina torna in treno: 60 milioni per riaprire la linea e superare il “sasso”).

La consigliera comunale di Forza Italia Valentina Olleia e il capogruppo Di Tommaso hanno sottolineato sui social il «ruolo determinante e incisivo» di Fazzone. Ma il sindaco Giannetti, il coordinatore provinciale di Fdi Nicola Calandrini, la deputata Giovanna Miele e il sottosegretario Claudio Durigon hanno ciascuno attribuito il merito al proprio Partito.

Olleia e Di Tommaso commentano: «Pensiamo che le nostre attenzioni per la città di Terracina comincino a provocare un legittimo fastidio. Allora stiamo lavorando bene e la cosa ci inorgoglisce». A prescindere dalle valutazioni degli alleati — ormai ex: «Non ragioniam di lor, ma guarda e passa».