A Villa Santa Lucia volano cifre (e post al vetriolo)

Dal santuario all’arena social: tra sindaco ed ex vice a Villa Santa Lucia è ormai guerra aperta. Ma nel paese qualcosa si muove. Finalmente. E forse è proprio questo il problema.

In principio erano i santi. San Benedetto e Santa Scolastica, per la precisione, che – secondo la tradizione – si incontravano nella chiesetta appunto chiamata dell’Incontro, tra le campagne silenziose di Villa Santa Lucia, piccolo Comune alle porte di Cassino. Tempi di pace, di preghiera e di raccoglimento.

Oggi invece ci si incontra, ma su Facebook, e l’aria è decisamente meno spirituale.

Separati da tutto

Maurizio Di Folco con la fascia tricolore

A fare notizia in queste ore non è né il passaggio del Cammino di San Benedetto né qualche svolta sulla zona industriale. Bensì una guerra intestina in piena regola, giocata a colpi di comunicati, ironie e cifre sparate come proiettili. I protagonisti? Il sindaco Orazio Capraro, eletto due anni fa con il plebiscitario consenso della lista civica “Villa nel cuore” e il suo ex vice nonché attuale consigliere di maggioranza Maurizio Di Folco. Un tempo uniti sotto la stessa bandiera, oggi separati da… tutto.

La miccia l’ha accesa proprio Di Folco, con un post che più di un j’accuse pareva un’invettiva. Lamentando l’aumento della TARI, i servizi al minimo storico, il medico di base che a Piumarola è “un miraggio” e – dettaglio che ha colpito più dell’analisi contabile – il sindaco che “preferisce pubblicare foto di sfilate invece di risolvere i problemi della comunità”.

Un attacco in piena regola, condito da cifre tonanti: 500.000 euro di residui attivi “cancellati”, 56.000 euro di nuovi debiti fuori bilancio, più altri 141.000 + 120.000 pregressi. “In cambio di cosa esattamente?”, si chiedeva retoricamente Di Folco, lasciando intendere che qualcosa non tornasse. E accusando, senza troppi giri di parole, una gestione opaca, inefficiente e più attenta all’apparenza che alla sostanza.

La riconciliazione solo contabile

Orazio Capraro

La risposta del sindaco Capraro non si è fatta attendere. E non è stata tenera.

Il primo cittadino ha replicato punto su punto, con il tono di chi non ha intenzione di lasciar passare nulla. Il Consiglio convocato il 18 agosto? Nessuna strategia agostana, ma una necessità dettata da “un grave problema familiare del Segretario Comunale”. Attaccare su questo – parole sue – è stato “un atto disumano”.

I residui attivi? Non “cancellati” ma oggetto di una procedura di riconciliazione contabile con la Regione Lazio. I debiti fuori bilancio? Ereditati dalla precedente amministrazione, quella egemonica e tutt’altro che brillante durata ben 15 anni (sì, il riferimento all’era del sindaco Iannarelli c’è, anche se velato). La TARI aumentata? Colpa dell’accordo firmato da altri e del rincaro generale dei costi di smaltimento dei rifiuti: la Ciociaria non ha più una discarica e non ha un biodigestore, pertanto i nostri avanzi di cucina li mettiamo sui camion e li spediamo in Veneto dove ci ricavano il biometano. Gratis per loro. Per noi c’è il costo: del viaggio e dello smaltimento.

Il medico a Piumarola? I lavori sono in fase di completamento e l’incarico è stato affidato ufficialmente il 15 luglio. E poi, la vera bordata: Di Folco sarebbe ambiguo, incoerente, polemico e persino “vicino a chi ha causato il declino del paese”, lasciando intendere un flirt politico con l’opposizione (più o meno interna). Un tradimento, insomma.

La forza dei numeri

Maurizio Di Folco

Fine della storia? Nemmeno per sogno. A questo punto, Di Folco rilancia. Un secondo post, stavolta più sobrio, ma non meno affilato. Dice di essere rimasto perplesso dall’essere accusato di disumanità per aver semplicemente sottolineato la data del Consiglio. E ribadisce di non essere alla ricerca di titoli o poltrone: “La mia vita è piena e soddisfacente così com’è”. Insomma, il martire della trasparenza contro l’imperatore del consenso.

Ribadisce le cifre, chiede conto delle cause dei debiti, delle strategie per evitarne di nuovi, e delle vere tempistiche per l’attivazione del presidio medico. Ma lo fa con un tono più istituzionale, chiudendo con ironia: “Così anche un ignorante come me – come sono stato definito – possa capire”.

Nel frattempo, il sindaco Capraro ha preferito non replicare sui social al secondo affondo. E come? Indicando i lavori sui quali è impegnata la sua amministrazione: la zona industriale inizia a dare segnali di vitalità, la fibra ottica è in posa, gli eventi pubblici registrano grande partecipazione: per Capraro, dopo decenni di immobilismo Villa Santa Lucia è tornata a respirare. “Con progetti, visione, e un’amministrazione che – tra attacchi e difese – sta tentando di ricostruire ciò che è stato lasciato a se stesso per troppo tempo”.

Segnali di vitalità

L’amministrazione Capraro

Che poi, si sa, il rinnovamento vero non è mai indolore. Un po’ come la politica. E se oggi a Villa Santa Lucia si litiga, è forse anche perché qualcosa finalmente si muove davvero.

Resta solo da capire se questa faida social finirà in una tregua, in una rottura ufficiale o in un nuovo episodio. Intanto, chi guarda da fuori osserva divertito. Chi vive nel paese, invece, spera che alla fine – santi o no – a vincere sia il buon senso. E la buona amministrazione.