La vicenda dell'Azienda beni comuni di Latina è esplosa con l'assessore all'ambiente Addonizio che ha duramente attaccato la collega del bilancio Ada Nasti. Ma è scontro anche tra il Cda aziendale e il collegio dei revisori dei conti comunale, La sindaca in difficoltà si trova davanti ad un bivio. Ed intanto il servizio di raccolta rifiuti langue
Due assessori l’un contro l’altro armati. Un Cda aziendale e un collegio dei Revisori dei Conti comunale, anche qui, l’un contro l’altro armati. La vicenda Abc è definitivamente esplosa, con l’ultima uscita pubblica dell’assessore all’Ambiente del Comune di Latina, Franco Addonizio, che non solo ha difeso a spada tratta l’Azienda dei beni comuni che nel capoluogo pontino si occupa della gestione dei rifiuti urbani. Ma soprattutto, per la prima volta, ha attaccato duramente, pure senza nominarla, la collega di giunta al Bilancio, Ada Nasti.
Il nodo degli utili

La vicenda è nota: tra Comune e la sua azienda speciale nell’ultimo anno si è accesa la questione degli utili presenti nel Bilancio aziendale (consuntivo 2024 prima e previsionale 2025 poi). La Nasti su questo punto è rigida, e insieme con lei il collegio dei revisori dei conti del Comune: l’azienda speciale è tenuta al pareggio di bilancio e i suoi conti non possono presentare utili.
Quindi, due mesi fa il Consiglio comunale votò il respingimento dei Bilanci, con l’obbligo di riscriverli in pareggio di bilancio, tagliando quell’utile che assommava a poco più di mezzo milione di euro. (Leggi qui: Latina, respinto il bilancio di Abc. Dai “bluff” alla maggioranza ricompattata. Ed anche qui: Latina, Matilde dà i sette giorni ai Partiti di maggioranza: dentro o fuori).
L’azienda riscrive il consuntivo, ma per la prima volta, il Cda, insieme ai revisori aziendali, decide di parlare, il 21 dicembre, per ricordare che “il bilancio era corretto, redatto nel rispetto della normativa, dei principi contabili e delle determinazioni in vigore”. Precisando poi come “anche il bilancio 2025 prospetta un risultato di esercizio positivo, non originato da scelte dell’azienda, bensì da un’esplicita richiesta di razionalizzazione dei servizi avanzata dal Comune”.
La Relazione di San Silvestro

Le parole del Cda non erano rivolte solo alla situazione tecnica, ma svolgevano il ruolo anche di risposta alle parole del presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune, Tonino Del Giovine, che, in commissione Bilancio il 12 dicembre, aveva affermato come i bilanci di Abc fossero errati.
Del Giovine non ci sta, e il 31 dicembre, poco prima del cenone di San Silvestro, manda la sua relazione al Comune, ribadendo la posizione del Comune e anzi rincarando la dose: l’azienda ha presentato utili fin dal suo primo bilancio del 2018, e da allora e per gli anni a venire i bilanci sono quindi non corretti. Una situazione che blocca l’approvazione dei bilanci aziendali, di fatto tenendo fermi investimenti e assunzioni dell’azienda.
La denuncia di Addonizio
In tutto questo, ovvero la battaglia tra revisori dei conti del Comune da un lato, e Cda e revisori aziendali dall’altro, si inserisce il braccio di ferro tra assessori: da un lato Ada Nasti, assessore al Bilancio, fermamente sulla posizione del settore finanziario e dei revisori dei conti dell’amministrazione, dall’altro Franco Addonizio, assessore all’Ambiente, che invece sposa la posizione aziendale.

E, se la prima tende a parlare con atti e relazioni in Consiglio, il secondo ha preso carta e penna e ha espresso pubblicamente la sua posizione: “L’azienda è ferma perché priva degli atti fondamentali di gestione non approvati dal settore finanziario. Quando succede è ormai palese e non è una scelta politica dell’assessorato all’Ambiente. Ma il fatto è questo e la città ne è penalizzata”.
La stilettata all’assessore Nasti
Una denuncia in piena regola. Nella sua nota, non nomina mai la Nasti, ma il riferimento al “settore finanziario” c’è; ed è guidato da lei. Non solo: secondo Addonizio “come tutte le aziende, Abc ha tempi, regole e responsabilità, anche verso i propri dipendenti, che non possono essere piegate a logiche che nulla hanno a che vedere con il servizio ai cittadini. Quando si rinvia continuamente il risultato è evidente: tutto si ferma.

“Lo stallo sui bilanci impedisce ad Abc di programmare e di partire con il nuovo piano aziendale, già pronto, che consentirebbe di intervenire su problemi concreti e quotidiani: una raccolta differenziata che oggi non funziona come dovrebbe e una situazione di degrado che rende indispensabile una pulizia straordinaria della città. Ma senza bilanci approvati, l’azienda non può assumere decisioni, non può investire, non può migliorare il servizio”.
Non solo: l’assessore esprime pure “piena solidarietà e fiducia nei confronti dei revisori dei conti di Abc, del Cda e del direttore generale, sottolineando come abbiano sempre operato nel rispetto delle normative, dello statuto aziendale e delle prerogative loro attribuite. Ho il dovere di difendere il servizio e continuerò a battermi affinché Abc sia messa nelle condizioni di operare. Ogni giorno di stallo è una responsabilità precisa e, arrivati a questo punto, qualcuno dovrà farsene carico”.
Il ruolo del Cda

Ora, bisogna ricordare come il Cda dell’azienda sia scelto direttamente – come da statuto – dalla sindaca, Matilde Celentano. È sua espressione diretta. E forse per questo, per lungo tempo, il Cda ha ufficialmente taciuto. Ufficialmente, perché già nei primi mesi dello scorso anno aveva fatto “filtrare” la sua posizione in maniera non ufficiale. Poi, con la nota di fine dicembre, lo aveva fatto a livello ufficiale: i bilanci sono corretti e se non li approvate non possiamo fare nulla. Trovando ora la sponda nell’assessore all’Ambiente.
Una matassa intricata da sbrogliare
La situazione è complessa. L’accordo politico di coalizione su Latina, nonostante le tensioni su Abc di Forza Italia, Noi moderati, e, per un certo periodo, anche della Lega, è comunque “blindato” a livello nazionale. Il diktat romano è sempre un refrain del tipo: nessuno pensi di far cadere l’amministrazione pontina. E comunque i numeri del centrodestra sono bulgari, con 23 consiglieri di centrodestra su 32 (33 con la sindaca). E Forza Italia e Noi moderati ne hanno 3 ciascuno, quindi un totale di 6. Ma non è così semplice.

Da un lato c’è Addonizio, espressione di Noi moderati. Dall’altro c’è la Nasti. Ufficialmente, lei è un assessore tecnico: nasce come dirigente tecnico del Comune di Terracina, amministrazione blindata da Fratelli d’Italia fin dai tempi di Nicola Procaccini sindaco. Poi, nel periodo del commissariamento di Latina nel 2022-2023, la Nasti fu scelta come sub commissario, con delega proprio ai Bilancio, dall’allora commissario Carmine Valente. Quando poi ci furono le elezioni del 15 maggio 2023, la neo eletta sindaca Matilde Celentano la scelse come assessore al Bilancio, sostanzialmente in una linea di continuità tecnica.
La sindaca ad un bivio
In questo difficile e complesso quadro politico, in cui ci sono FdI e Lista Celentano, con appoggio della Lega (favorevole comunque a un ruolo di Abc monoservizio), Forza Italia (che vuole chiudere l’esperienza Abc per aprire a una esterna e a un gestore privato) ed ancora Noi moderati (in strenua difesa di Abc, favorevoli a una trasformazione in multiservizi e in società per azioni pubblica), la sindaca Matilde Celentano si trova dunque a dover effettuare plurime scelte che ormai non più rinviabili.

Il testo unico degli enti locali è chiaro: il sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione del Comune. È dunque il sindaco (insieme ai suoi delegati di giunta, certo), a dover assumere le scelte finali. Un ruolo che in queste ore però nessuno sta evidenziando, lasciando nei commenti il ruolo principale a partiti o settori tecnici. E in queste ore la prima cittadina non si è (ancora) espressa su quanto sta accadendo.
La Celentano è in mezzo a due scontri di difficile risoluzione: da un lato, quello tra i suoi assessori, uno indicato da un Partito (Noi Moderati) nel quadro di un accordo di coalizione blindato; l’altro scelto da lei stessa. Dall’altro, c’è lo scontro tra Cda e revisori dei conti del Comune. Un Cda che lei stessa ha scelto e che, in teoria, dovrebbe godere della sua fiducia.
E nei corridoi del Comune si inizia a sussurrare come la sindaca sia in difficoltà nel dover affrontare questa situazione. Intanto, però, il servizio di raccolta dei rifiuti sta languendo, con sacchi di immondizia che debordano dai cassonetti stradali nei quartieri non serviti dal porta a porta mentre, in questi ultimi, spesso i mastellini restano a lungo sui marciapiedi.



