ll caro benzina riaccende lo scontro politico. Il "carroccio" con Mario Abbruzzese, rivendica il taglio delle accise e rilancia una battaglia storica del partito. Tra consenso e territorio, il tema diventa centrale nel Centro Italia. Intanto il sindaco di Frosinone Mastrangeli scrive al Prefetto chiedendo una verifica dell'applicazione del decreto legge che prevede una diminuzione dei prezzi. Secondo il Comune infatti molti distributori locali non applicherebbero le riduzioni
Ritorno delle accise: la Lega riapre il fronte

Giorgia Meloni ne aveva fatto il suo mantra in campagna elettorale. Le opposizioni hanno cavalcato le sue parole ricordandole che ora è il momento di metterle in pratica. La Lega ci mette il carico, come nelle partite a briscola: e ricorda che quello è stato un impegno preso da tutti e scritto nel Programma elettorale. Il caro carburanti torna al centro del confronto politico e la Lega prova a rimettere il tema al centro dell’agenda.
A suonare la sveglia nel Lazio è Mario Abbruzzese, responsabile Organizzazione del Partito e prima alternativa per Bruxelles e Strasburgo se uno dei parlamentari leghisti dovesse cambiare destinazione. Cosa sono le accise? Sono imposte indirette sulla fabbricazione e vendita di carburanti, applicate in quota fissa per quantità (cioè non sul prezzo). In Italia incidono per oltre il 50% sul costo finale alla pompa: destinate a finanziare la spesa pubblica generale, ammontano a circa 0,73 €/L per la benzina.

La guerra nel Golfo sta bloccando le petroliere e subito sono scattati i rincari alla pompa: talmente alti che il Governo è intervenuto, disponendo un iter immediato per il Decreto approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale con data 18 marzo 2026. Il taglio delle accise di 25 centesimi scatta dunque già oggi, 19 marzo.
Il caro carburanti diventa atto istituzionale

Il caro carburanti, da tema politico, diventa anche atto formale e iniziativa istituzionale. Il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, ha infatti scritto al prefetto Giuseppe Ranieri chiedendo una verifica sull’applicazione del decreto-legge che prevede la riduzione dei prezzi. L’oggetto della comunicazione è chiaro: “Richiesta di verifica applicazione decreto-legge in materia di riduzione dei prezzi dei carburanti”.
Nel testo si ricorda che il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo 2026, introduce una riduzione delle accise su benzina e gasolio, con effetti immediati dal giorno successivo. Una misura che, sulla carta, dovrebbe tradursi in un calo di circa 25 centesimi al litro, accompagnata da strumenti di controllo contro eventuali speculazioni. Ma è proprio qui che si apre il nodo politico-amministrativo. Secondo quanto segnalato al Comune e verificato sul territorio, la riduzione non risulterebbe diffusamente applicata presso i distributori locali, con conseguenze dirette su cittadini e imprese.

Da qui la richiesta al prefetto di attivare verifiche puntuali: accertare tempi e modalità di applicazione del decreto, ma anche il rispetto degli obblighi in materia di trasparenza nella formazione dei prezzi. Il passaggio chiave è tutto qui: l’efficacia di una misura nazionale si misura sulla sua applicazione reale nei territori. E quando questo non accade, la questione smette di essere solo economica e diventa politica e di controllo istituzionale.
In linea con Salvini
Mario Abbruzzese condivide e fa propria l’iniziativa di Riccardo Mastrangeli. Interviene in piena sintonia con il vicepremier Matteo Salvini, rilanciando una battaglia storica del Carroccio: quella sulle accise. «Sul tema del caro carburanti, le parole di Salvini rappresentano una risposta concreta ma soprattutto coerente con un impegno portato avanti da tempo».
Non è solo una presa di posizione. È un modo per ribadire una linea politica che la Lega rivendica da mesi, riportando al centro una questione che tocca direttamente famiglie e imprese. Il peso delle accise, il costo alla pompa, l’impatto sulla vita quotidiana diventano così il terreno su cui il partito prova a ricostruire una connessione con il proprio elettorato di riferimento.

Abbruzzese insiste su un punto: il tema non nasce oggi. È una battaglia che la Lega considera identitaria e che ora torna utile anche sul piano politico. Il recente intervento del Governo viene letto da Mario Abbruzzese come un passaggio preciso. «Il taglio delle accise e le misure contro la speculazione dimostrano che quando c’è volontà politica le soluzioni arrivano».
Il giudizio è netto e positivo. Ma non si limita alla difesa dell’operato dell’esecutivo. Serve soprattutto a rafforzare un messaggio politico: la Lega c’è, insiste e porta risultati. Non è un dettaglio. Perché dentro questa narrazione c’è un obiettivo più ampio: trasformare una battaglia storica in un risultato concreto da rivendicare sul territorio.
Il ragionamento però non si ferma al prezzo dei carburanti. Abbruzzese allarga il campo e introduce un altro elemento: la trasparenza del sistema. «Non si tratta solo di ridurre i costi, ma di ristabilire equità in un settore troppo spesso poco comprensibile per i cittadini». Qui il piano si sposta. Il caro carburanti diventa anche una questione di fiducia, di percezione, di rapporto tra cittadini e istituzioni. E quindi, inevitabilmente, una questione politica.
Il ruolo di Abbruzzese e la partita nel Centro Italia
Dentro questo schema, il ruolo di Mario Abbruzzese non è secondario. Il risultato alle europee – primo dei non eletti nel Centro Italia – e l’incarico organizzativo lo collocano tra quelli che non si limitano a seguire la linea, ma contribuiscono a costruirla. Soprattutto sul territorio.

Il suo intervento sul caro carburanti va letto anche in questa chiave: consolidare una presenza politica e rilanciare il profilo della Lega in un’area dove il consenso non è scontato. Il giudizio sull’azione del Governo resta coerente: «Ho espresso personalmente il mio apprezzamento per un intervento che nasce da un impegno concreto e che oggi produce risultati tangibili».
Ma la chiusura è quella che chiarisce il senso dell’operazione: «È questa la politica che serve: ascoltare, insistere e portare a casa soluzioni». Tradotto: meno annunci, più risultati. E soprattutto, per la Lega, la necessità di trasformare battaglie identitarie – come quella sulle accise – in consenso reale. Una partita che, nel Centro Italia, resta ancora aperta.



