Acqualatina, crisi senza fine: sotto la lente l’operato dei vertici societari

I sindaci civici, Pd e FI hanno proposto un'altra assemblea per chiedere conto al Cda, ai revisori dei conti e all’organismo di vigilanza “circa i propri doveri di diligenza e di vigilanza". Nodo del contendere il rinvio della riunione del 18 ottobre. Montano le polemiche con l'area FdI e Lega che replica duramente. Intanto la società continua ad avere difficoltà economiche; una boccata d'ossigeno potrebbe arrivare dal rimborso dei 13 milioni del Pnrr anticipati dall'azienda

Si è ulteriormente ingarbugliata la crisi che sta investendo Acqualatina SpA, la società che mette insieme i Comuni della provincia di Latina (più alcuni ciociari che si trovano al confine) con un socio privato che ha il 49% delle azioni ed oggi è Italgas.

Soltanto qualche giorno fa il sindaco di Sezze Lidano Lucidi aveva chiesto alla politica di sotterrare l’ascia di guerra e promuovere un confronto finalizzato a garantire alla società la serenità per proseguire la sua attività industriale e realizzare gli investimenti finanziati dal Pnrr. (Leggi qui: Liti e strategie dei partiti ma Acqualatina resta a secco di… denaro).

Nelle ultime ore però la situazione è cambiata. E la firma dello stesso Lucidi campeggia in testa ad una lettera che alimenta il fuoco della polemica tra i sindaci civici, quelli di Forza Italia e Partito Democratico da una parte e quelli di Fratelli d’Italia e della Lega dall’altra.

La richiesta di assemblea

Lidano Lucidi

I rappresentanti dei comuni di Sezze, Nettuno, Anzio, Cisterna, Lenola, Castelforte, Minturno, Monte San Biagio, Priverno, Fondi, Itri, San Felice Circeo, Gaeta, Santi Cosma e Damiano, Formia e Sabaudia hanno scritto una lettera al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale ed all’organismo di vigilanza per chiedere lo svolgimento dell’Assemblea Ordinaria dei soci. Da riunire in prima convocazione il 18 dicembre alle ore 10 ed in seconda il giorno dopo alle ore 11 con un unico ed inatteso Ordine del Giorno.

I sindaci di area civica, Forza Italia e Pd, dopo aver capito che al momento l’alleanza formata da Fdi-Lega e dal socio di minoranza di Acqualatina (Italgas) non ha i numeri, hanno deciso di passare al contrattacco e di chiedere conto al Cda, ai revisori dei conti e all’organismo di vigilanza “circa i propri doveri di diligenza e di vigilanza

Su cosa? Sull’epilogo della prima convocazione dell’ultima Assemblea dei Soci tenutasi il 31 ottobre scorso. La seduta aveva un solo punto all’ordine del giorno: la capitalizzazione di 30 milioni di euro di Acqualatina chiesta dal Cda per proseguire la propria attività ed evitare nel rischio del default. (Leggi qui: Acqualatina, quella ricapitalizzazione non s’ha da fare. Almeno per ora).

La querelle sulla percentuale dei votanti

Il sindaco di Nettuno Nicola Burrini (Foto © Luciano Sciurbino)

Per i 16 Comuni civici, di Forza Italia e del Pd, gli stessi che hanno partecipato lunedì alla seduta in seconda convocazione in cui è mancato di nuovo il numero legale per la proposta di ricapitalizzazione di Acqualatina, il management della società il 31 ottobre scorso avrebbe peccato di “presunzione”. Come? Votando il rinvio dell’assemblea come se la convocazione avesse avuto un carattere ordinario. L’aveva votato favorevolmente il 62% dei soci ma la seduta era straordinaria e dunque necessitava di una soglia più alta, il 66% dei votanti.

Da qui la richiesta di verificare la legittimità dell’operato del management sul rinvio della prima convocazione. A dare consistenza a questa iniziativa ci ha pensato giovedì la giunta del comune di Nettuno che, insieme a quella di Anzio, sono le uniche due amministrazioni guidate da un primo cittadino Dem.

Su proposta del sindaco Nicola Burrini è stato conferito mandato all’avvocato Antonio Pititto del foro di Roma di impugnare davanti il Tar il verbale di rinvio dell’assemblea dei soci del 31 ottobre a cui è stato dato un carattere ordinario (ai sensi dell’articolo 2367 del Codice Civile) ed invece era stata convocata in via straordinaria.

La replica: “Doppiopesismo”

Gli uffici di Acqualatina

I sindaci di area FdI-Lega si dichiarano “sereni”: le iniziative dei colleghi di Forza Italia e del Pd “lasceranno il tempo che trovano”. “Ci chiedono di promuovere un dialogo per rilanciare la società – hanno fatto sapere alcuni sindaci – ma poi chiedono la convocazione per celebrare un “processo” al Cda, al collegio dei revisori dei conti e all’organismo di vigilanza della società. Un doppiopesismo che non può passare inosservato”.

La decisione di impugnare al Tar il rinvio dell’assemblea del 31 ottobre sarà un’altra ragione perché l’assemblea dei soci del 18 o del 19 dicembre vada di nuovo deserta ed a consolidare l’asse esistente tra l’Italgas, Fratelli e Lega.

Il Comune di Latina, socio di maggioranza della parte pubblica, si dice certo che il ricorso al Tar del comune di Nettuno sarà respinto. Per il capoluogo, la seconda convocazione annullata lunedì 1 dicembre per la mancanza del numero legale avrebbe di fatto contribuito a sanare eventuali vizi procedurali caratterizzanti l’assemblea del 31 ottobre 2025

“Sono mancate diligenza e vigilanza”

Cristian Leccese, sindaco di Gaeta

E una nota di accompagnamento alla richiesta di convocazione dell’assemblea per il 18 dicembre ha contribuito ad allargare la frattura all’interno del centrodestra: “Lunedì scorso si è consumato il completo distacco del CdA in carica che dovrebbe rappresentare i Comuni con i sindaci ed i rispettivi concittadini. E’ sempre più chiaro che questi vertici non rappresentano più l’interesse pubblico. Anzi, continuano a gestire un servizio di primaria importanza per i Comuni dell’Egato 4 con infiniti disagi per i consumatori”.

I sindaci di Sezze, Nettuno, Anzio, Cisterna, Lenola, Castelforte, Minturno, Monte San Biagio, Priverno, Fondi, Itri, San Feliceo Circeo, Gaeta, Santi Cosma e Damiano, Formia e Sabaudia avevano un dubbio che ora, a loro dire, si è trasformato in una considerazione: gli attuali vertici di Acqualatina “non stanno gestendo la società con vigilanza e diligenza”. La stessa del buon padre di famiglia che i sindaci di FdI e della Lega dicono, replicando, di utilizzare per evitare “che “qualcuno (il Cda) porti in Tribunale i libri contabili di Acqualatina”.

I 120 giorni tempo chiesti dal Comune di Latina “per trovare una soluzione” alla precaria situazione economico finanziaria di Acqualatina scadranno e coincideranno con l’elezione del nuovo presidente dell’amministrazione provinciale, la cui gestione negli ultimi 30 anni si è sempre intrecciata con le vicende imprenditoriali dell’ente gestore.

La scialuppa dei 13 milioni del Pnrr

Cinzia Marzoli, presidente di Acqualatina

Fratelli d’Italia si dichiara certa che il bandolo della matassa “alla fine” sarà trovato. Non a Latina ma a Roma sui tavoli che contano del centrodestra. A salvare Acqualatina, fallito il tentativo di farla ricapitalizzare dai Comuni (quelli a guida civica, Forza Italia e Pd sono possessori di 6 milioni e 225 mila azioni pari al 26,30 % dell’intero capitale sociale di 23 milioni e 661 mila euro), potrebbe essere Italgas alla luce del fatto che il governo ha liquidato nelle ultime settimane 13 milioni di euro previsti dai fondi del Pnrr. Erano stati anticipati dalla Società per aprire e chiudere alcuni cantieri sul territorio di competenza.

Questi ristori rappresentano un pannicello caldo perché c’è da portare a termine altri investimenti, la gran parte sono finalizzati all’eliminazione delle perdite idriche che, unitamente alla mostruosa elusione tributaria, rappresenta da sempre uno dei talloni d’Achille di Acqualatina.

Lo spauracchio è un altro, il più temuto. Se il Cda dovesse accorgersi di essere considerata merce di scambio all’interno del centrodestra pontino, non avrebbe a quel punto problemi a portare i libri contabili della società idrica in Tribunale.

E l’eventuale liquidatore non avrebbe esitazione ad aumentare le bollette degli utenti a prescindere dal pensiero e dalle decisioni deliberative dei 38 consigli dei comuni soci e dalle indicazioni dell’Arera. L’Authority sulle risorse idriche già alla politica aveva suggerito di ritoccare le tariffe anche con il massimo consentito. Mica poco…