Continua il pericoloso stallo della società. Ha bisogno di un'iniezione di liquidità pari a 30 milioni di euro. La frattura tra FdI e Lega da una parte e Pd e FI dall'altra ha ingessato la situazione. L'assemblea è stata rinviata al 1 dicembre, ma una schiarita potrebbe arrivare dalla riunione dell'Egato4 in programma il 24 novembre. Lidano Lucidi, sindaco di Sezze, all'attacco
Tanto tuonò che… non piovve. Continua lo stallo nella situazione di Acqualatina. Ha un’urgente bisogno di liquidità, l’azienda pubblico-privata che gestisce la distribuzione dell’acqua e la depurazione nell’Ato4 (i Comuni della provincia di Latina più quelli ciociari che sono al confine sui Lepini e si servono di fonti pontine). Ma nonostante l’urgenza di trovare soldi per garantire il futuro, l’assemblea straordinaria dei soci oggi è andata deserta. Era stata convocata in prima convocazione nei locali dell’hotel Europa.
Cosa vuole dire quel rinvio. Sul piano politico si è ulteriormente allargata la frattura tra Fratelli d’Italia e Lega (da una parte) e l’asse formato dal Partito Democratico e Forza Italia (dall’altra). Questi ultimi, venerdì hanno dovuto issare bandiera bianca di fronte alla “strana alleanza” tra il socio privato Italgas (ha il 49% delle azioni, il 51% è nelle mani dei Comuni) ed i sindaci di Latina, Terracina, Sperlonga e Spigno Saturnia. Non si sono presentati, condizionando il risultato: non sono mancati solo loro che avevano già fatto sapere la propria intenzione. Hanno disertato anche, a sorpresa, i Comuni di Priverno, Roccagorga e Norma.
Seduta aggiornata al 1 dicembre
Le assenze hanno sfiorato il 70 % dei soci aventi diritto a partecipare. Questo ha provocato la mancanza del numero legale (cioè il numero minimo per poter ritenere valida la seduta). E così l’assemblea è stata aggiornata in seconda convocazione a lunedì 1 dicembre quando – visto il carattere straordinario della convocazione – serviranno sempre i due terzi dei presenti per rendere valida l’assemblea dei soci.
All’atto pratico: nessuna capitalizzazione da 30 milioni è stata deliberata per rimpinguare le casse della società.

Il socio pubblico più importante, il Comune di Latina, nell’assemblea del 31 ottobre, attraverso l’avvocato Giacomo Mignano (delegato del sindaco Matilde Celentano) aveva proposto ed ottenuto il rinvio della seduta. Perché? Per affinare la proposta di Armando Cusani, sindaco di Sperlonga ed ex presidente della Provincia di Latina: aveva proposto di evitare rischiose esposizioni finanziare ai Comuni per ricapitalizzare Acqualatina. Soluzioni alternative? Cusani aveva proposto di rifinanziare la società rinunciando ad incassare gli oneri concessori, cioè le somme che il socio privato deve ai Comuni per gli impianti che avevano già costruito prima che nascesse la loro società pubblico-privato.
La debolezza dell’asse Pd-FI, la denuncia di Lucidi
L’asse dei sindaci a guida Pd-Forza Italia, compresi quelli di Anzio e Nettuno, sperava che la partecipazione commissariale del comune di Aprilia (il secondo socio più importante dopo Latina) alzasse l’asticella dei presenti e garantisse il numero legale. Ma niente da fare.

L’assenza dei rappresentanti di Italgas (la sua rappresentante nel CdA, l’ingegnere Patrizia Vasta era però regolarmente presente), dei sindaci e dei delegati dei Comuni a guida Fdi-Lega ha reso inutile la presenza di quelli espressione dei comuni di Anzio, Nettuno, Cisterna, Sezze, Fondi, Monte San Biagio, Itri, Cori, Formia e Gaeta.
A farsi portavoce di quest’ultimi è stato il sindaco di Sezze, Lidano Lucidi: “Abbiamo preso atto che non c’è stata sinora – e non certamente per nostre responsabilità – una minima forma di interlocuzione sulla richiesta dell’ente gestore di ricapitalizzare di 30 milioni una società che ha davanti solo sei anni di vita quando già nel 2030 dovrà essere esperita una gara a livello comunitario per scegliere il nuovo gestore del ciclo delle acque”.

“È un anno e mezzo, esattamente da luglio 2024, che chiediamo un confronto per superare le problematiche, ma ancora oggi non abbiamo avuto risposte. Un pessimo segnale – ha aggiunto Lucidi – A luglio 2024 c’è stato detto e scritto che la società era a rischio default, noi come amministrazione ci siamo sempre messi a disposizione per ragionare e trovare soluzioni condivise tenendo presente che le perdite al 75 % sono percentuali da paese sottosviluppato. Continuare a rimandare, tergiversare, non aprire una vera discussione farà morire di inedia la società”.
L’assemblea di Egato4
Potrebbe cambiare qualcosa entro il 1 dicembre? Le due parti potrebbero riavvicinarsi? Lucidi si sforza ad essere ottimista: “Noi saremo nuovamente presenti sperando che quello che finora non è accaduto possa quantomeno iniziare nei prossimi giorni”.
Lucidi è il primo ad essere consapevole delle difficoltà di relazione nel centrodestra che predica unità per la scelta del nuovo presidente della Provincia ma continua a litigare per la gestione di Acqualatina. Un dissidio culminato con l’estromissione, dopo trent’anni, di Forza Italia e del Pd (naturalmente per mano di FdI e dalla Lega) dal Consiglio d’Amministrazione della società

Qualche segnale positivo (o la conferma di quelli negativi esistenti) potrebbe arrivare già da lunedì 24 novembre quando il presidente della Provincia di Latina Gerardo Stefanelli (nell’assemblea era sostituito in rappresentanza del comune di Minturno da Massimo Signore) coordinerà presso la sala Cambellotti di via Costa la conferenza dei sindaci dell’Egato 4.
Quattro i punti all’ordine del giorno, il più importante dei quali è il voto sulla proposta del comune di Latina che per ottenere “l’equilibrio economico finanziario del gestore” sollecita la rinuncia dei Comuni ad incassare da Acqualatina i canoni concessori. L’unità del centrodestra pontino sarà verificabile anche in occasione dell’approvazione del rendiconto della gestione per l’esercizio finanziario 2024, del documento unico di programmazione 2025-2027 e soprattutto del bilancio previsionale 2025-2027
Pressing delle associazioni dei consumatori

Nel frattempo è stato affrontato l’atro tema spinoso sul tavolo: le procedure seguite da Acqualatina per sollecitare i pagamenti dagli utenti morosi. L’iter è lineare: costituzione in mora e riduzione al minimo del flusso d’acqua alle utenze morose. Procedure affrontate nel corso di un incontro tra l’amministratrice delegata di Acqualatina Patrizia Vasta ed i rappresentanti delle associazioni dei consumatori Assoconfam, Codacons, Codici e Fedicons.
Alla manager è stato fatto rilevare come Acqualatina negli ultimi anni non abbia rispettato le procedure corrette per il recupero dei crediti. Le associazioni dei consumatori hanno ritenuto “corretto” che gli utenti debbano pagare sì gli insoluti per i servizi ricevuti ma nello stesso tempo anche Acqualatina debba attuare le corrette procedure previste dalle delibere dell’Arera numero 311/2019 e 221/2020. In pratica: i sindaci hanno sostenuto che non si può tagliare l’acqua alle utenze vulnerabili, ai soggetti che hanno un Isee basso o che hanno difficoltà economiche perché hanno perso il lavoro, agli utenti fragili certificati dai Servizi Sociali dei Comuni.
L’ad Vasta, ha recepito le istanze delle associazioni dei consumatori e si è dichiarata “disponibile ad elaborare soluzioni che possano facilitare gli utenti in difficoltà economiche”.
La proposta Bernola

Assoconfam, Codacons, Codici e Fedicons poi hanno puntato il dito sui sindaci schierati contro la proposta dell’ingegner Umberto Bernola. È il dirigente della Segreteria Tecnica Operativa dell’Ato4 di Latina (è quel pool di tecnici che affianca i sindaci sulle questioni tecniche legate alla gestione dell’acqua). Bernola nella riunione del 24 ottobre aveva fatto un proposta accolta dall’Amministratore Delegato di Acqualatina e dalle associazioni dei consumatori. Ma non da alcuni sindaci.
Con questa proposta si sarebbe consentito agli utenti di poter accedere agli sportelli di Acqualatina, due giorni a settimana senza preventivo appuntamento. Assoconfam, Codacons, Codici e Fedicons ritengono che con questa decisione i sindaci, “che dovrebbero tutelare i loro concittadini, al contrario li penalizzano perché li costringono a chiamare il numero verde di Acqualtina per prendere un appuntamento per disbrigo delle loro pratiche”.



