Fabio Di Fabio lavora a un listone civico trasversale e sogna la candidatura di Adolfo Coletta. Nel Pd solo Luca Fantini potrebbe ricompattare le fila, mentre il centrodestra punta su Roberto Addesse ma resta il nodo Fratelli d’Italia e Iannarilli.
Ad Alatri la partita è appena cominciata. E promette di essere una delle più delicate del panorama politico ciociaro. Da un lato c’è Fabio Di Fabio, storico vicesindaco nei dieci anni del centrosinistra guidato dal ruvido Giuseppe Morini. E dall’altro lato c’è il suo Partito: quel Pd che dovrebbe costruire adesso un’alternativa al centrodestra guidato dal sindaco Maurizio Cianfrocca.

Un’operazione non troppo complessa. Merito proprio del sindaco e dello schieramento che lo dovrebbe sostenere. Maurizio Cianfrocca non è un politico e cinque anni di amministrazione per uno che non sta nel suo ruolo, sono estremamente logoranti. Soprattutto se proprio i tuoi alleati non ti agevolano il compito.
Come è capitato con Fratelli d’Italia che un anno fa si è contrapposta, si è spaccata si è emarginata e poi è garbatamente tornata, nel tentativo di avere un assessore in più e commissariare il sindaco. O la Lega: quando il Consigliere Giuseppe Pizzuti non si vide confermare in Consiglio Provinciale perché gli mancarono anche i voti della sua amministrazione. Si mise di traverso, cominciò a discutere con l’opposizione.
Listone trasversale
Il Partito Democratico non sta infilando il grimaldello nella fenditura. Il problema è che ad oggi un ‘palanchino‘ non lo possegga affatto. Al punto che il suo suo Fabio Di Fabio sta studiando un progetto che parte dai successi elettorali registrati a Veroli, Ferentino, Sora e dal nuovo equilibrio dell’amministrazione comunale di Frosinone. In quelle quattro città governa un’amministrazione trasversale: centrosinistra e centrodestra uniti. Sotto una bandiera civica e spinti da un progetto amministrativo che lascia la politica pura fuori dal municipio.

Il punto di approdo sarebbe un listone civico trasversale. Ma aprirebbe un vulnus difficilmente ricomponibile con la “linea di Partito”, che continua a diffidare delle scorciatoie civiche. I segnali di irritazione gli sono arrivati: il vicesindaco di scuola cattolico-popolare va avanti.
Coltiva un sogno che, a prima vista, sembra più un azzardo che un progetto: convincere Adolfo Coletta, magistrato di lungo corso ed ex sostituto procuratore di Frosinone oggi in pensione, a scendere in campo come candidato sindaco. Sarebbe la carta capace di sparigliare non solo il centrosinistra ma l’intero scacchiere politico cittadino.
La crisi di successione ad Alatri
Sul fronte opposto, il centrodestra vive una crisi di successione. Nessuno mette in discussione il sindaco in carica ma nessuno vuole ricandidare l’uscente Maurizio Cianfrocca. Non per incapacità. Il segnale è: brava persona, sindaco onesto, la politica però richiede stomaco e passo diversi.

In attesa che la politica arrivi a dover fare i propri passi, il vice Roberto Addesse si comporta come un sindaco facente funzioni e come candidato ideale. Non esce dal seminato per non innescare Fratelli d’Italia ed Antonello Iannarilli: sceglieranno di appoggiare il leghista Addesse o preferiranno giocare una partita autonoma? Un interrogativo che, in una città storicamente abituata alle fratture, potrebbe cambiare radicalmente i rapporti di forza.
Per il Pd, l’unico nome in grado di ricomporre la frattura sarebbe quello di Luca Fantini, Segretario provinciale uscente. Una candidatura che garantirebbe unità e identità di Partito, evitando la fuga verso il civismo che Di Fabio sta abilmente organizzando. Ma Fantini in questa fase ha in mente soltanto il Partito Democratico e non l’attività amministrativa: è uomo più di strategia che di manovra, più da Stato Maggiore che da anfibi sui cantieri. E se decidesse di non scendere in campo, il rischio di uno sgretolamento reale diventerebbe concreto.
Il bivio che si avvicina

Il centrosinistra ad Alatri rischia di dividersi tra “ortodossi” e “civici”, il centrodestra deve scegliere se puntare sull’unità o sul gioco solitario, mentre i cittadini di Alatri osservano l’ennesima battaglia di strategie e sogni personali. È la politica ciociara: mai banale, spesso contraddittoria, talvolta sorprendente.



