Lo ha saputo da Facebook. Nè una telefonata né un messaggio. Valentina Adiutori doveva essere la candidata che raccoglieva l'eredità di dieci anni del sindaco Domenico Alfieri. Che invece ha deciso di approfittare della recentissima legge sulla terza candidatura. Ed a lei non aveva detto nulla
Si è sentita tradita. Sia sul piano umano che su quello politico. Due volte e non una sola. Valentina Adiutori è il vicesindaco uscente di Paliano e fino a pochi mesi fa era la candidata designata a raccogliere l’eredità del “suo” sindaco Domenico Alfieri. Proprio da lui s’è sentita tradita e dalla collega di giunta Eleonora Campoli. Il primo, perché non ha mantenuto fede all’impegno di cederle la fascia ma ha deciso di candidarsi per un ulteriore mandato appena la legge elettorale è stata riformata. La seconda, per non avere fatto squadra con lei scegliendo di giocare in proprio la sua partita per diventare sindaco.
Una sorta di “C’eravamo tanti amati”. Dove è la delusione ad avere il sopravvento. Poi dopo alcune settimane di riflessione la rabbia si è trasformata in voglia di non mollare. Nasce così la decisione di Valentina Adiutori: quella di candidarsi e portare la sua sfida al sindaco ed alla collega di giunta. Una sfida a tre tutta in casa Pd: una vera anomalia.
E non manca una bordata ai vertici del suo Partito per non aver tentato di evitare questa triplice candidatura di Democrat.

Candidata al fotofinish, possiamo dire che ha fatto saltare il banco inserendosi tra Alfieri e la Campoli?
Io non mi sento di aver fatto saltare nessun banco, ho semplicemente risposto alle sollecitazioni dei cittadini che mi invitavano ad andare avanti.
In questi mesi sono circolate molte voci. Ma è vero che era stata designata come candidata sindaco per succedere ad Alfieri?
Certo e tutti ne erano convinti.
E poi cosa è successo?
E poi con l’opportunità del terzo mandato qualcuno ha pensato di essere indispensabile.
E quando l’ha saputo come c’è rimasta?
Contravvenendo a tanti discorsi fatti rifatti, l‘ho saputo dall’annuncio di Facebook. Chiaramente ci sono rimasta male sia da un punto di vista politico ma soprattutto personale.
Veniamo alla sua lista che ha presentato poche ore fa al Teatro Esperia. Qual è il filo conduttore?
Il filo conduttore è la novità e l’entusiasmo di mettersi in gioco a prestare servizio alla città. È la coerenza politica di stare sempre dalla stessa parte ed è sicuramente l’esperienza e la capacità riconosciuta dalla cittadinanza in dieci anni di vicesindaco.
Lei è ancora vicesindaco dell’attuale giunta non le sembra un paradosso visto che sfiderà il suo sindaco con il quale siete politicamente cresciuti insieme?

Vista la situazione non lo considero un paradosso, al contrario considero giusto e necessario dare una alternativa e rinnovare la guida della città. Dieci anni sono sufficienti per portare a compimento un progetto poi basta. C’è una prateria fuori di persone che hanno buone idee e vogliono impegnarsi e spesso non riescono a trovare spazio proprio per il riproporsi costante di alcuni personaggi.
Dei suoi sfidanti, della stessa area politica e cioè il Pd, che pensa visto che con loro ha condiviso dieci anni di amministrazione?
Al momento non ho molto da pensare. È un discorso, quello delle tre candidature Pd, che si sarebbe dovuto affrontare nelle sedi politiche opportune e non è stato fatto. Anche rispetto alle stravaganti alleanze politiche nessuno ha detto nulla. Tutto tace e non è bello.
Qual è la sua proposta per Paliano?

La proposta che noi vogliamo fare oltre a quella di portare a compimento le opere già avviate in questi anni è sicuramente una riqualificazione degli spazi, accettare la sfida della transizione ecologica, creare luoghi di coworking offrire servizi di orientamento al lavoro. Centralità alle nuove generazioni e un grande investimento sulla cultura umana e sociale di tutti e per tutti.
Il suo slogan è per una “Paliano Vera”. Allora quella degli altri è falsa?
Lo slogan rappresenta la mia candidatura voluta dal basso e anche quella dei candidati che sono uno spaccato reale della Società palianese.
Cosa pensa della novità di consentire tre mandati ai sindaci? E’ d’accordo?
Non sono d’accordo perché la politica è servizio e non mestiere bisogna dare spazio alle nuove generazioni curarle accoglierle e renderle protagonisti.



