Affaire-Savone, la Pro Loco rinvia il… pallone ma il caso politico resta aperto

Ad Anagni tiene banco la vicenda dello storico consigliere che rischia l'espulsione dall'associazione. Il direttivo prende tempo e demanda la decisione all'assemblea. Le tensioni in maggioranza non si placano con Idea Anagni pronta reagire se Savone sarà sanzionato. Il sindaco Natalia aspetta l'evolversi della situazione e studia la strategia

Paolo Carnevale

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Sarà l’assemblea dei soci a pronunciarsi definitivamente sulla sorte di Fabrizio Savone, membro del direttivo della Pro Loco di Anagni, attualmente sospeso. Occorrerà dunque attendere ancora qualche settimana per definire i contorni di una vicenda che, oramai, ha travalicato l’ambito puramente associativo per diventare interamente politica. Una vicenda tutta interna alle dinamiche interne al centrodestra. E che è destinata a produrre strascichi sulla tenuta della maggioranza guidata dal sindaco Daniele Natalia, anche in prospettiva delle prossime elezioni comunali. (Leggi qui: Savone fuori dalla Pro Loco? La scintilla per incendiare il centrodestra).

La riunione del direttivo

Tutto nasce poche ore fa, con la riunione del direttivo convocata nei locali della Pro Loco, nei pressi della Cattedrale di Santa Maria. All’ordine del giorno, la proposta di decadenza nei confronti di Savone. Tra le contestazioni ufficiali  c’erano una serie di inadempienze di natura regolamentare: le ripetute assenze nelle ultime sedute dell’organo esecutivo e il mancato versamento della quota associativa annuale. Violazioni che avrebbero potuto costituire il presupposto formale per l’avvio del procedimento di espulsione dal direttivo.

Tuttavia, come detto, l’iter per ora è rimasto in sospeso. In base alle valutazioni legali emerse durante il confronto, il Direttivo ha preferito non procedere direttamente con il provvedimento sanzionatorio, scegliendo di rimettere la decisione finale alla prossima assemblea dei soci, che sarà chiamata a esprimersi a scrutinio segreto.

I risvolti politici

Fabrizio Savone

Ed è qui che dalla dimensione tecnico-associativa si passa inevitabilmente a quella politica. L’ente di promozione territoriale infatti rappresenta da tempo il terreno di scontro tra le diverse anime che compongono la coalizione di governo. Nello specifico la figura di Fabrizio Savone è storicamente vicina a quella di Guglielmo Vecchi, consigliere comunale ed esponente in maggioranza della lista Idea Anagni. Una lista che da tempo, in modo nemmeno troppo velato, manifesta qualche perplessità nei confronti di alcune scelte strategiche della giunta.

E non è un mistero, inoltre, la tensione tra lo stesso Vecchi e Carlo Marino, assessore alla Cultura, figura di riferimento del movimento Cuori Anagnini e principale garante politico di Augusto Terilli, attuale presidente della Pro Loco. Con questi presupposti, le vicende interne all’associazione si sono trasformate nell’ambito in cui regolare i conti interni di una maggioranza che, evidentemente, non è così unita come raccontano i corifei del centrodestra locale. E dunque, gli sviluppi del caso Pro loco potrebbero riservare colpi di scena interessanti.

Sul piano tecnico, nel caso in cui l’assemblea dei soci, tra qualche settimana, dovesse confermare la defenestrazione di Savone (un esito altamente probabile visti i rapporti di forza in assemblea), ci sarebbe infatti un probabile ricorso da parte di Savone contro il provvedimento di espulsione. Ma soprattutto, l’eventuale espulsione potrebbe provocare la riapertura da parte di Guglielmo Vecchi di una questione mai sopita; quella relativa alla famosa staffetta in giunta tra Forza Italia e la lista Idea Anagni.

Una partita a scacchi tra staffette e equilibri

L’assessora Chiara Stavole

La staffetta non è altro che l’accordo sull’alternanza (un anno a testa) degli assessorati tra Idea Anagni e Forza Italia siglato all’indomani del voto del 2023 per garantire un equilibrio di rappresentanza politica. Nel 2023 era entrata nell’esecutivo Anna De Lellis per Idea Anagni e nel 2024 la delega era passata a Chiara Stavole in quota Forza Italia.

Da quel momento la rotazione si è però bloccata. Una scelta che né la lista civica né tantomeno Vecchi hanno mai digerito, interpretandola come una prevaricazione. Non si esclude, dunque, che ora il gruppo civico possa esercitare una forte pressione sul primo cittadino per esigere l’avvicendamento, quasi come forma di rappresaglia politica di fronte al ridimensionamento di Savone.

Il sindaco Daniele Natalia

Le conseguenze di questo eventuale strappo sarebbero tuttavia incerte. Non è detto che il sindaco Daniele Natalia sia disposto (anzi) ad accettare ultimatum. Forte dei numeri solidi di cui gode in consiglio comunale, il primo cittadino potrebbe al contrario assumere una linea intransigente, ponendo Vecchi di fronte a una scelta drastica: allinearsi alle decisioni della maggioranza o uscire definitivamente dal perimetro della coalizione. Vecchi ed Idea Anagni potrebbero dal canto loro lavorare dall’interno per far emergere in maggioranza dubbi e perplessità su alcune questioni. Una partita tutta da giocare.