Agroalimentare, ecco la legge Mattia con nuove pene e controlli

Approvata la riforma sui reati agroalimentari: pene più dure, controlli rafforzati e tutela del Made in Italy. Protagonista Aldo Mattia, che rafforza il suo profilo politico tra territorio e scenari futuri.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Non è solo una questione di commi e sanzioni: è un segnale multiplo di presenza pesante sul territorio. Il primo dei segnali è che sia stato affidato all’onorevole Aldo Mattia il compito di annunciare l’approvazione della riforma organica contro i reati agroalimentari. È il responsabile del Dipartimento Agricoltura di FdI alla Camera dei Deputati: eletto nel collegio plurinominale Basilicata 1, ma nato, residente e politicamente radicato a Frosinone. L’altro segnale è la nuova norma: un provvedimento che porta in dote tutto il suo importante contributo tecnico, figlio di una competenza trentennale maturata «sul campo» al vertice della Coldiretti.

La nuova legge, voluta dal Governo guidato dalla presidente Giorgia Meloni e sostenuta dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, punta a rafforzare la tutela del Made in Italy ed a colpire con decisione frodi e contraffazioni sui prodotti agricoli ed alimentari. Introduce un sistema sanzionatorio che non ammette zone grigie. «Abbiamo reso la tutela dei nostri prodotti più incisiva, proteggendoli a 360 gradi dalle frodi», ha dichiarato Mattia, sottolineando come il testo riordini una materia complessa per dare certezze a produttori e consumatori.

Uno scudo per 300 imprese e 90.000 capi

(Foto © DepositPhotos.com)

Tra i passaggi più significativi della riforma: introduzione del reato di frode alimentare, con pene fino a un anno di carcere e multe fino a 4.000 euro; nuovo reato di “commercio con segni mendaci”, che mette nel mirino etichette e indicazioni ingannevoli; maggiore tutela per DOP e IGP, con sanzioni specifiche per le eccellenze certificate; rafforzamento dei controlli attraverso una cabina di regia per coordinare le verifiche; tracciabilità più stringente, con particolare attenzione alla filiera bufalina.

Un occhio di riguardo è rivolto alla provincia di Frosinone, in particolare alla filiera bufalina della Valle dell’Amaseno: un gigante da 300 imprese e circa 90.000 capi, che troverà in questa legge uno scudo fondamentale contro la concorrenza sleale. «La nuova disciplina evita danni economici e mantiene alta l’attenzione sulla sicurezza di ciò che arriva sulle tavole degli italiani», evidenzia Mattia.

Che aggiunge: «Siamo certi che il lavoro svolto darà ottimi frutti in termini di tutela del nostro patrimonio agroalimentare, proiettando il settore verso il futuro. Le imprese devono competere in un mercato leale e i consumatori devono essere tutelati e non tratti in inganno».

Il nodo del 2027: Mattia sul tavolo

Aldo Mattia e Francesco Lollobrigida (Foto Alessandro Amoruso © Imagoeconomica)

La scelta di far annunciare la riforma ad Aldo Mattia è un doppio riconoscimento. Il primo, per il suo lavoro sulla definizione del testo: Mattia è uomo di settore, con una lunga esperienza come direttore regionale di Coldiretti, è uno dei riferimenti più solidi di Fratelli d’Italia sull’argomento. Il secondo, per il suo lavoro politico sui territori, specialmente in quel mondo agricolo che lo ha visto per anni protagonista.

Proprio per questo, indirizzando lo sguardo al prossimo anno, se FdI dovesse decidere di puntare su un proprio candidato di bandiera per la carica di sindaco a Frosinone, il nome di Mattia sarebbe inevitabilmente sul tavolo. Al pari di altre due figure di spessore: Fabio Tagliaferri (attuale presidente di Ales) e Alessia Savo (presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio).

La Realpolitik

Aldo Mattia (Foto: Sara Minelli © Imagoeconomica)

Tuttavia, la Realpolitik del partito di Giorgia Meloni sembra al momento orientata verso la prudenza e la stabilità della coalizione. L’ipotesi di una corsa solitaria o di un ribaltone interno pare accantonata. Tutto lascia pensare che, al momento del voto, Fratelli d’Italia sceglierà di convergere nuovamente sulla figura del sindaco uscente Riccardo Mastrangeli, confermando l’asse di centrodestra. Forse senza il contributo di Forza Italia.

Anche perché l’attivismo di Mattia non è solo una questione di settore. È un messaggio politico: per lui potrebbe esserci un bis all’Agricoltura se il ministro sarà ancora Francesco Lollobrigida. Il contributo dato alla stesura di questa legge rappresenta una dimostrazione concreta della conoscenza sulla materia e del legame con i territori. Dentro e fuori il Partito.