Una serie di lavori e la candidatura a "Capitale della Cultura 2028" hanno segnato la vita amministrativa della città negli ultimi 12 mesi. Dal punto di vista politico la maggioranza di centrodestra tiene botta grazie ad una tregua necessaria in vista delle elezioni del 2027. Le minoranze non sono rimaste guardare: lavorano per il "campo largo" ed intanto lanciano la "battaglia" per salvare l'ospedale. Ma le divisioni nel PD pesano come un macigno
Un anno in stand by quello che si chiude ad Alatri per la politica e l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Maurizio Cianfrocca. La maggioranza di centrodestra (FdI, Lega, FI e civiche) dopo le turbolenze negli anni passati, nel 2025 sembra aver trovato una quadra. Per qualcuno una tregua, in primis tra Lega e FdI.
Nel corso dell’anno c’è stato il rumoroso passaggio proprio alla Lega di Umberto Santoro da FdI. In altri tempi avrebbe scatenato una guerra santa tra i due Partiti: stavolta la migrazione non ha fatto piacere aii Fratelli ma è avvenuta comunque in un clima diverso. Durerà questa nuova aria di concordia? Questo lo dirà il 2026 che aprirà le porte dal punto di vista dialettico al rinnovo amministrativo nella Primavera 2027. Obiettivo a cui guardano anche le minoranze che iniziano a muovere i primi passi
L’anno dei cantieri…

Scuole, asili nido, palestre, parcheggi, area mercatale a Tecchiena, decoro del centro storico, riqualificazione di luoghi storici: innegabile che il 2025 sia stato l’anno dei cantieri aperti e di opere che dopo lungaggini burocratiche hanno finalmente visto al lavoro gli operai messo in moto le ruspe.
Non senza lamentele per la contemporaneità. Ma tra fondi del PNRR da spendere entro il 2026 e progetti vecchi si tratta di una coincidenza che porterà sicuramente benefici alla città. E su questo punto hanno fortemente lavorato il sindaco Maurizio Cianfrocca con il vicesindaco Roberto Addesse che in queste ore plaudono all’arrivo di importanti fondi per le strade e la piscina comunale.
…e della Capitale

Il 2025 è anche l’anno del grande sogno culturale. Infatti Alatri è alleata con Anagni, Veroli e Ferentino per la candidatura a Capitale della Cultura 2028. Il prossimo 20 gennaio la giuria ministeriale si riunirà e in quella data si avrà la prima scrematura delle 23 candidature a livello nazionale. Un ritorno d’immagine già considerevole a cui però si dovranno poi accompagnare anche scelte importanti.

Un modo diverso di interpretare le solite cose, nel 2025 si è visto. L’esempio è quello messo in campo dal consigliere Mattia Santucci con l’iniziativa Gustalatri: nulla a che vedere con i soliti cliché. Ha messo in campo un modo diverso di proporre l’agricoltura del territorio: street food, cultura e orgoglio territoriale. Un approccio differente che ha avuto la capacità di coinvolgere tutti dalla Regione al Gal alla Comunità Montana. Ma soprattutto ha riempito strade e piazze, dimostrando che le cose si possono fre anche in maniera diversa. E con successo.
La maggioranza tiene botta

Come detto il 2025 è stato un anno tutto sommato nel segno della compattezza anche se sul finire dell’anno il passaggio, tutto interno alla maggioranza, di Umberto Santoro da Fratelli d’Italia alla Lega, avrebbe potuto rialzare la tensione. Così non è stato perché la scelta è stata quella di evitare fratture a partire dalla composizione della Giunta comunale. Non sarebbe convenuto a nessuno a un anno e mezzo dalle elezioni. Il merito del sindaco, ascoltate le parti, è stato di non intromettersi e andare avanti senza modifiche. Anche se nei prossimi mesi si dovrà decidere. Su cosa?
Il nodo della ricandidatura di Cianfrocca

Cianfrocca in una conferenza stampa di ottobre è stato chiaro. “Se sarò ricandidato lo deciderò io anche se al momento non ci sto pensando”. Posizione che a distanza di tre mesi non è mutata. Ma è chiaro che i primi mesi del 2026 dovranno sciogliere un nodo fondamentale per il centrodestra cittadino.
E di certo c’è che la decisione aprirà un sicuro dibattito tra i Partiti. Con Lega e FdI che ad oggi non dichiarano nulla ma agiscono sotto traccia: durante il 2025 più volte è circolato il nome del vicesindaco Roberto Addesse come naturale successore; un punto sul quale il numero 2 dell’amministrazione ha sempre glissato, spiegando di essere concentrato sui cantieri da portare a termine e quelli da aprire.
A differenza di Lega a FdI, nel centrodestra Forza Italia vive un momento di oggettiva difficoltà mediatica e di azione politica sul territorio. Tutto comunque in divenire.
Le minoranze battono un colpo

In questo 2025 hanno dato dei segnali di vitalità. Prima lanciando pubblicamente un progetto di alternativa puntando sui programmi e non sulle appartenenze politiche. E poi di recente la “battaglia” sulle problematiche della sanità locale con il lancio di una petizione per tutelare e rilanciare l’ospedale “San Benedetto”, punto di riferimento non solo di Alatri ma dell’intera area nord della provincia. A questo si deve aggiungere la serie di incontri informali per lavorare su un’alternativa di governo credibile.
Ma il cammino è lungo. Tanto che se da una parte c’è il gruppo coeso che fa capo ai partiti di minoranza in Consiglio, dall’altra parte si stanno avendo contatti da parte di altri gruppi civici. E in tutto ciò un ruolo lo avrà il Pd che anche ad Alatri vive delle diverse visioni per il 2027 tra l’ala che fa riferimento al Segretario provinciale uscente Luca Fantini e quella che invece si riconosce nelle posizioni dell’ex presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini. Due correnti contrapposte anche per il Congresso provinciale.
E Il tema dell’unità è prioritario per cercare di provare a vincere ma senza un progetto condiviso non ci sarà un candidato forte perché lui stesso pretenderà un programma unitario.
Al momento l’unico candidato a sindaco delle minoranze è Luciano Maggi di Lazio Unica pronto ad una nuova sfida. Ma per ora in solitaria come in passato. Il timore per alcuni esponenti del centrosinistra e mondo delle opposizioni è che “se non si crea un progetto ampio e condiviso la partita nel 2027 rischia di essere tutta in casa centrodestra sia se andranno uniti o se andranno separati”.



