[L'INTERVISTA] Il delegato al bilancio Giuseppe Pizzuti annuncia l'uscita dalla procedura grazie al risanamento effettuato in questi anni. Numeri in equilibrio, ottimi risultati e prospettive incoraggianti per il futuro. Dal punto di vista politica il consigliere della Lega lancia il Cianfrocca-bis e si ricandida
“Dopo dieci anni usciremo dal predissesto”. Numeri in equilibrio per un bilancio da 55 milioni di euro, tasse e tributi invariati con agevolazioni fiscali. Il delegato al Bilancio di Alatri Giuseppe Pizzuti (Lega) analizza lo stato delle finanze comunali tra orgoglio, soddisfazione e un bel sospiro di sollievo. E tocca il tema politico: dalle ultime Provinciali fino alle prossime comunali 2027 passando per una sua ricandidatura. Sul Cianfrocca bis è chiaro.“Difficilmente penso che qualcuno possa sottrarsi per perseguire altre strade”: il segnale a Fratelli d’Italia ed alle ambizioni di Antonello Iannarilli è chiaro.
Consigliere Pizzuti, com’è la situazione dopo l’approvazione del bilancio?
“In perfetto equilibrio. Inoltre in qualità di delegato al personale sto portando avanti con l’Amministrazione l’aumento delle capacità assunzionali all’interno dell’Ente, risultando uno dei primi comuni come consistenza della pianta organica”.
Di che cifre tra entrate e uscite parliamo?

“Per le entrate correnti (tributi, trasferimenti e entrate extratributarie) parliamo di circa 32 milioni, per le entrate in conto capitale (finanziamenti per opere pubbliche)ci aggiriamo sui 13 milioni. Mentre le spese correnti (ogni tipo di servizio che non includa opere pubbliche) sono 31 milioni e quelle in conto capitale (realizzazione di opere pubbliche) circa 13 milioni. Tenendo comunque presente che per i finanziamenti PNRR parliamo di ulteriori 10 milioni”.
Sul fronte tasse e tributi qual è il quadro?
“Nel tempo sono state confermate tutte le aliquote tributarie già in vigore, ma abbiamo innalzato la soglia di esenzione Irpef fino a 8.500,00 euro. Sono state inserite riduzioni del 50% della parte variabile della Tari per coloro che aprono nuove attività produttive sul territorio comunale per il primo anno e per due anni per coloro che decidono di avviare nuove attività nel centro storico”.

“Abbiamo ridotto del 50% il canone per l’occupazione temporanea di suolo pubblico (dehors), misura adottata di concerto con l’assessore Padovani per incentivare ed aiutare le attività del centro storico. Eliminato per quasi tutti i cittadini il pagamento dei assi carrabili (che rimane in capo solo a coloro che richiedono la specifica autorizzazione) e destinato numerosissime risorse ai servizi della refezione e del trasporto scolastico. Infine ci siamo fatti carico di una parte dell’adeguamento dei costi sul conferimento in discarica per evitare ulteriori aumenti nella bollette”.
Il Comune è in predissesto dal 2017: il 2026 sarà l’anno dell’uscita da questa procedura?
“Esatto, il 2026 è l’anno formale del decennio per la fine del piano di riequilibrio pluriennale nel quale il centrosinistra ci ha portato. Bisognerà comunque attendere la deliberazione della Corte dei Conti per poter definire il bilancio del Comune risanato e con autonomia gestionale”.
In caso arrivi l’esito positivo, quali saranno le priorità finanziarie per lo sviluppo della città?

“La notizia dell’uscita dal predissesto è certa, ma la Corte dei Conti si riserva dei tempi tecnici nei quali poter chiedere ulteriori informazioni. Nessun rilievo è stato sollevato in merito alla nostra procedura di riequilibrio. Ciò anche grazie ad un lavoro accurato sul servizio contenzioso portato avanti dall’assessore Papaevangeliu che ha provveduto a definire situazioni che andavano avanti da anni e che gravano sui fondi accantonati in bilancio”. La priorità dunque. “Manutenzione straordinaria delle strade, miglioramento dei servizi culturali, turistici e sportivi ma anche impegno nell’abbattimento delle barriere architettoniche”.
E poi visto il suo ruolo di gestore della cassaforte dell’ente teme l’assalto alla diligenza considerando che è l’anno preelettorale? Immagino che spesso sia costretto a dire dei no…
“Sicuramente se ci saranno maggiori risorse da poter destinare ai servizi per la cittadinanza si troverà il modo migliore per bilanciare tutte le richieste della maggioranza”.
Veniamo alla politica. Nel 2023 lei rassegnò le dimissioni da delegato al bilancio, oggi come sono i rapporti nella sua maggioranza?
“Fu un periodo particolare con forti tensioni ma alla fine quando si amministra deve prevalere sempre il bene per la città a discapito degli interessi personali. Nelle ultime elezioni provinciali Alatri ha sfiorato il seggio per pochissimi voti ponderati e questo è il frutto anche di un grande lavoro di squadra. Guardiamo avanti per il bene di Alatri“.
In vista delle elezioni del 2027 che idea si è fatto? Il suo segretario ha sottoscritto il Cianfrocca-bis, lei nota questa disponibilità generale della coalizione civica e di centrodestra?

“Siamo nel perimetro del centrodestra e li resteremo. Cinque anni fa ci siamo candidati con un progetto molto intraprendente che con coerenza stiamo portando avanti; molti punti sono stati realizzati e altri se ne realizzeranno. Abbiamo dimostrato maturità politica come coalizione anche nei momenti più bui e di difficoltà. Penso che difficilmente qualcuno possa sottrarsi per perseguire altre strade. Altrimenti non capisco come possano sostenere una coalizione rinnegando se stessi ed il loro lavoro”.
Il suo futuro sarà ancora in campo?
“Assolutamente, la politica è impegno e passione. Ci sono tantissime altre cose da fare ed a cui pensare: in primis la formazione di una nuova classe dirigente a cui noi giovani sentiamo di appartenere che guarda al futuro di Alatri e della nostra Provincia”.



