Alatri, chi fa da sé fa per… due: Cianfrocca si tiene le deleghe e chiude la partita

Con un'autentica prova di forza il sindaco risolve l'impasse dell'amministrazione dopo il ritiro degli incarichi agli esponenti di Patto Civico. Servizi sociali e arredo urbano resteranno nelle mani del primo cittadino che così blinda la consiliatura fino alla scadenza naturale del 2027

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

La maggioranza del Comune di Alatri si divide sulle deleghe lasciate libere dai Consiglieri di Patto Civico messi alla porta nei giorni scorsi, dopo la loro pretesa di un riequilibrio della Giunta. Il sindaco Maurizio Cianfrocca evita discussioni e con la mossa compiuta in queste ore chiude la partita (leggi qui: Alatri, la resa dei conti: Patto Civico abbandona l’Aula, Cianfrocca ritira le deleghe e Alatri, la maggioranza alza il muro e dà il benservito a Patto Civico).

Le deleghe ai Servizi Sociali e Arredo Urbano, precedentemente assegnate a Umberto Santoro e Martina Gatta della civica ora mandata all’opposizione, resteranno nelle mani del primo cittadino fino al termine del suo mandato. Spenti così sul nascere gli appetiti dei Partiti di maggioranza che avevano rivendicato quelle due caselle rimaste libere.

Prova di forza del Sindaco

Martina Gatta, Dario Ceci e Umberto Santoro di Patto Civico

Cianfrocca si era preso una settimana di tempo per prendere una decisione dopo il precedente incontro in cui si erano manifestate le prime divisioni tra i Partiti di maggioranza: ognuno rivendicava le due deleghe. Ed ognuno metteva sul tavolo un criterio di ripartizione che gli dava ragione o quantomeno giustificava la richiesta.

Il sindaco aveva inizialmente proposto di assegnare la delega ai Servizi Sociali (la più pesante) a Forza Italia avendo gli azzurri un solo assessorato: lo Sport affidato a Gianni Padovani allo sport. Ma subito dopo Lega e FdI avevano fatto muro rivendicandole per loro.

Il municipio di Alatri

E così fiutando l’aria e stanco delle continue diatribe, Cianfrocca si era preso appunto una settimana di tempo per ponderare. Martedì nella riunione di maggioranza ha annunciato che le deleghe non sarebbero state ridistribuite e le avrebbe tenute per sé.

Nessuno ha battuto ciglio e replicato. Qualcuno avrà anche masticato amaro ma l’intenzione dei partiti è ora tirare dritto fino alla Primavera 2027. Alla riunione erano quasi tutti presenti. 

Obiettivo chiudere la consiliatura

Il sindaco Cianfrocca ha detto in Aula nei mesi scorsi che non si ricandiderà e appare quasi impossibile un suo ripensamento nonostante qualche consigliere civico della maggioranza ci speri ancora. La sua decisione però ha inchiodato i Partiti della coalizione: spiazzati non hanno per ora la forza per nessuna mossa. Manca la capacità di aggregare, costruire una coalizione intorno a ciascuno di quelli che ritengono di avere le doti giuste per fare il sindaco. Sbagliando completamente la prima, decisiva e fondamentale, presupposto per ogni candidatura: avere la capacità di aggregare.

Maurizio Cianfrocca, sindaco di Alatri

Il centrodestra nelle sue varie sfumature punta a rivincere e nessuno ha intenzione di rompere. Perché una spaccatura adesso significherebbe spalancare la porta ad un ritorno del centrosinistra. Meglio allora continuare a governare: o, come si diceva una volta in termini calcistici “palla lunga e pedalare”. Poi su quale sarà la candidata o il candidato si vedrà. Per ora vige il motto “calma e gesso è prematuro fare mosse azzardate”.

Con FdI, Lega e Forza Italia che si osservano a vicenda aspettando la prossima mossa: così passerà l’estate, tra incontri più o meno segreti, cene di gruppo, e interlocuzioni varie. Ma sarà l’autunno lo snodo temporale in cui i nodi verranno al pettine. E Cianfrocca da sindaco, ora con due deleghe in più da gestire, si godrà lo spettacolo.