Alatri, Di Fabio sfida il Pd: “Coalizione civica o si va avanti senza Partito”

Fabio Di Fabio traccia la rotta per le Comunali: alternativa al centrodestra di Cianfrocca e apertura totale al civismo. Un messaggio al Pd e alla città, tra unità delle opposizioni e possibile rottura politica.

Massimiliano Pistilli

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Una rotta politica. Chiara e con una destinazione ambiziosa: riportare il Comune di Alatri sotto la bandiera del centrosinistra che ha perso cinque anni fa. A tracciarla è lo storico capogruppo del Pd Fabio Di Fabio: attacca senza giri di parole la giunta di centrodestra del sindaco Maurizio Cianfrocca e soprattutto, in vista delle prossime Comunali, rilancia l’apertura al mondo civico.

È anche un messaggio diretto al suo Partito, con cui non ha condiviso l’esito del Congresso: «È il momento di costruire una coalizione di solidarietà cittadina, capace di superare gli steccati delle appartenenze». Un invito che suona come un aut aut: se il Pd accetta il percorso, bene; altrimenti la rotta politica che Di Fabio ha tracciato verrà percorsa comunque. Intanto l’ex vicesindaco si dice pronto a fare un passo indietro.

Di Fabio, tra un anno si vota per le Comunali: che giudizio dà del governo di centrodestra?
Fabio Di Fabio

I quasi cinque anni della giunta Cianfrocca sono stati caratterizzati da feroci divisioni interne e scarsa competenza. Malgrado le ingenti risorse provenienti dal PNRR questa amministrazione poco ha inciso nella realizzazione di opere pubbliche strategiche, nel potenziamento dei servizi, nella gestione e tutela del territorio. Per rendersene conto è sufficiente osservare lo stato di abbandono della viabilità delle campagne, con la manutenzione ordinaria totalmente assente.

Le minoranze consiliari sembrano aver individuato un comune terreno di lavoro. Un esempio sono i temi legati alla Sanità. È il preludio di un’unità in vista delle elezioni Comunali?

La petizione popolare che abbiamo promosso per il nostro Ospedale ha avuto una risposta straordinaria, intercettando una domanda forte della gente che si aspetta e, giustamente, pretende una Sanità locale efficace ed efficiente. Per questo abbiamo chiesto un Consiglio comunale aperto sul tema.

Un primo passo quindi?
I Consiglieri di minoranza ad Alatri

Noi Consiglieri comunali di minoranza abbiamo individuato temi e battaglie comuni sin dai primi mesi di questa consiliatura superando le iniziali distanze per la provenienza da esperienze politiche diverse. L’unità delle minoranze alle prossime elezioni credo sia un obiettivo a portata di mano.

In città ci sono altre proposte di opposizione che si stanno avviando: pensate di trovare un percorso comune?

Assolutamente sì! Già nei mesi scorsi abbiamo lanciato un appello a tutte le forze politiche e civiche, ai movimenti e alle associazioni cittadine ma anche alle singole persone, interessate ad impegnarsi per una migliore amministrazione della città, a partecipare alla costruzione di una alternativa politica credibile.

L’idea di puntare su una coalizione civica senza sigle di partiti secondo lei è attuabile per battere il centrodestra?

Non solo è attuabile, è assolutamente auspicabile. Questo per assicurare alla città un’alternativa di amministrazione migliore, magari costruita anche con il contributo trasversale di persone competenti e appassionate: insomma, credo sia arrivato il momento di immaginare una coalizione civica di “solidarietà cittadina.

Lei è capogruppo del Pd, come la mette con il suo Partito che invece sembra avere altre strategie?

È il momento, come già detto, di costruire una coalizione di “solidarietà cittadina” che sappia superare gli steccati delle “appartenenze” e delle convinzioni politiche (cui, ovviamente, nessuno deve rinunciare). Alatri ne ha bisogno! Lo reclama. E noi non possiamo non ascoltare. Non sarebbe nemmeno la prima volta per il mio Partito… Poi, se dovessi essere costretto ad una scelta, non avrei dubbi: prima Alatri! 

Il che impone la domanda successiva: quali sono i suoi rapporti attuali con il Partito Democratico? Domanda ulteriormente legittimata dalla sua posizione espressa in occasione del recente Congresso Provinciale, nel quale lei ha assunto una posizione quantomeno di perplessità

Nessun segnale particolare: ho partecipato al Congresso ma non ne ho condiviso la soluzione, poco democratica, imposta dai vertici regionali.

È in consiglio da più di venticinque anni si ricandiderà?

Credo di no. Spero di aver maturato….la pensione.