Alatri, dopo Cianfrocca è tana libera tutti e rischio chiusura anticipata

L'annuncio del sindaco di non ricandidarsi ha aperto la corsa alla successione. Nel centrodestra tutti i partiti rivendicano il loro candidato. Subito in campo il vicesindaco Roberto Addesse della Lega non gradito da Forza Italia. FdI punta su Antonello Ianarilli. Il fattore liste civiche. Ma senza un accordo la legislatura potrebbe finire prima della scadenza naturale. Anche l'opposizione divisa sul nome di Adolfo Coletta

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

L’annuncio del sindaco Maurizio Cianfrocca di non ricandidarsi alle prossime elezioni comunali nel 2027 ha dato una forte accelerazione alla campagna elettorale. Il primo cittadino confida di arrivare a fine mandato nel 2027: il mistero è se ci riuscirà o la legislatura rischia di finire anticipatamente. (Leggi qui: Il sindaco Cianfrocca annuncia in Aula: «Obiettivi raggiunti, non mi ricandido». E qui: Cinque anni di tormenti. E alla fine Cianfrocca ha detto basta).

Chiaro come il sole un elemento: il centrodestra non aspettava altro. Aveva deciso di non riproporre Cianfrocca per il bis e glielo aveva fatto capire senza trovare il coraggio per dirglielo. La sua decisione annunciata al termine dello scorso Consiglio ha tolto a tutti le castagne dal fuoco. E nessuno gli ha chiesto di ripensarci o si è messo di traverso per impedirgli di salutare.

Ora, il sindaco ha solo una possibilità di arrivare fino in fondo al mandato. E cioè che la sua coalizione trovi un candidato unitario altrimenti sarà tutti contro tutti. Gli elementi non mancano. Intanto nelle opposizioni c’è altrettanta confusione.

Roberto Addesse rompe gli indugi

Roberto Addesse

Inutile girarci intorno: il vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici Roberto Addesse (Lega), come confermano i suoi, è partito nella sua campagna elettorale per un’eventuale candidatura a sindaco. E la serie di incontri e contatti ne sono conferma. L’assist, non voluto, del rientro in maggioranza di Gianluca Borrelli voluto da Cianfrocca gli ha dato l’occasione di rompere con il sindaco. Da allora non si parlano.

Ed ora Addesse ha colto l’opportunità al volo. Intanto è partito per la campagna elettorale, anche se in questi anni non si è mai fermato lavorando su più fronti. Sonda il terreno e cerca alleanze. Ma serve l’annuncio.

Fratelli d’Italia, e Addesse lo sa, di appoggiare lui che è un esponente della Lega non ne vuol sentire parlare. Punta ad avere un suo candidato visti i numeri elettorali. C’è l’ipotesi Antonello Iannarilli: e se l’ultimo presidente della Provincia eletto dai cittadini, ex assessore regionale nella Giunta Storace, ex deputato, dovesse essere impegnato in una presidenza di un ente regionale, FdI comunque vorrà indicare il nome per la fascia tricolore.

Occhio agli alleati

Antonello Iannarilli

Forza Italia, almeno i vertici, non sono proprio favorevoli ad Addesse. Anzi ipotizzano per ora una scelta al femminile. Soluzione complessa e irta di ostacoli.

Ci sono poi i civici che con alcuni post non hanno mancato di attaccare frontalmente i Partiti del centrodestra con i quali sono alleati. Tra questi il presidente del consiglio Sandro Vinci di “Alatri Bene Comuneche annuncia lotta serrata e desiderio di non mollare.

Insomma senza intesa come farà Cianfrocca a durare? Chi consentirà a chi di fare la campagna elettorale sfruttando il potere amministrativo? Nessuno. L’ipotesi rottura c’è e va tenuta in conto.

Le opposizioni in ordine sparso

Adolfo Coletta

Una parte del Pd con Mauro Buschini e Programma Alatri (non tutta) insistono sul nome dell’ex sostituto procuratore di Frosinone Adolfo Coletta. Mentre l’ex Segretario Provinciale Pd Luca Fantini inverte l’ordine della discussione: prima l’alleanza e poi l’uomo capace di mettere tutti d’accordo e di guidarla. Fabio Di Fabio, attuale capogruppo e storico vicesindaco nelle amministrazioni di centrosinistra (anche lui ha annunciato che non ricandiderà), lavora ad un contenitore civico senza simboli a partire dal Pd.  Anche qui c’è il dubia di Fantini: non esclude di arrivare ad una formula come quella indicata da Di Fabio ma partendo da un punto diverso e cioè il Pd che riunisce i Partiti, il dialogo che crea un Campo largo, il cartello civico come ipotetico punto di approdo.

E poi ci sono i dubia di Di Fabio. Teme che una candidatura presa dai ranghi della magistratura, senza avere mai affrontato la realtà dell’amministrazione vera, possa concludersi esattamente come avvenne qualche anno fa ad Anagni con il sindaco Fausto Bassetta: un autorevolissimo colonnello dei Carabinieri, giurista, ma digiuno della quotidianità della politica. Non arrivò alla fine del mandato: i suoi si dimisero in massa.

Questione di nomi

Annarita Pelorossi

Ma sul candidato cosiddetto civico è buio totale. Il consigliere di minoranza Nazzareno Costantini, legato all’avvocato Enrico Pavia, non ha il gradimento di molti, mentre Anna Rita Pelorossi di “Alatri in Comune” un pensiero ce lo sta facendo sostenendo che serve una donna.

Poi c’è la novità Patto Civico con Dario Ceci e il neo movimento di Domenico Stragapede che lancia il contenitore “Officina Alatri”. Da aggiungere Lazio Unica che con Luciano Maggi annuncia che sarà della partita. Non escludendo questa volta alleanze.

Insomma si preannuncia una estate bollente e non solo climatica. Con gli outsider al momento al lavoro ma dietro le quinte.