Il Pd di Alatri accelera verso le comunali 2027: critica l’amministrazione Maurizio Cianfrocca, istituisce una delegazione per le alleanze e punta a un campo largo, rivendicando centralità politica e un progetto condiviso per il rilancio della città. L'alternativa alla dottrina Di Fabio. Che non la sconfessa
Il Partito democratico di Alatri accelera e punta dritto verso le elezioni amministrative in programma nel 2027. Il tempo stringe e “ora serve costruire un’alleanza vasta per battere il sindaco Maurizio Cianfrocca e la coalizione di centrodestra che lo sostiene”. I vertici cittadini del Pd che hanno iniziato ad affilare le armi e si sono ritrovati per disegnare strategie.
L’affondo al centrodestra

Il Partito Democratico non è andato per il sottile: nel corso della riunione che ha dato il via alla lunga marcia verso le prossime elezioni ha attaccato senza mezzi termini l’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Maurizio Cianfrocca. Per i Dem sono stati anni deludenti, sia sotto il punto di vista politico e soprattutto sotto quello amministrativo.
“La riunione è stata un passaggio importante – hanno osservato dal Partito Democratico a chiusura dell’incontro politico – Ci stiamo infatti avvicinando ad un appuntamento elettorale decisivo per il rilancio della città, dopo cinque anni segnati da divisioni, conflitti e risultati deludenti da parte dell’amministrazione comunale”.
L’organizzazione e le alleanze

Il Pd alatrese non si nasconde: l’obiettivo è costruire un Campo largo che possa rappresentare un’alternativa forte alla maggioranza di centrodestra. “Abbiamo deliberato l’istituzione di una delegazione politica – ha fatto sapere dal Partito democratico – Avrà il compito di avviare già nelle prossime settimane un confronto aperto con tutte le forze politiche e civiche alternative all’attuale amministrazione presenti sul territorio. E’ nostra intenzione costruire un progetto di crescita per la nostra città che parli di lavoro, attenzione ai più giovani, ambiente e qualità della vita, sanità e politiche sociali“.
Nessun nome sul Comunicato che ufficializza la nascita della delegazione incaricata di incontrare tutte le altre forze contrarie al centrodestra. Ma è certo che al suo interno ci sia due ex Segretari Provinciali del Pd: Mauro Buschini e Luca Fantini. Il secondo venne scoperto e lanciato in politica dal primo, giunto alla maturità politica com’è giusto che sia, ciascuno ha ragionato con la propria testa. Oggi sono due punte di lancia delle rispettive componenti di appartenenza: Area Dem per Buschini e Rete Democratica per Fantini. Sommate fanno oltre il 60% del Pd. È un aspetto strategico. Perché?
La posizione di Fabio Di Fabio

Lo è perché delinea ed assegna un ruolo centrale al Partito Democratico. Nel futuro Campo Largo di Alatri c’è una visione delle cose che ha una radice politica ed una linfa amministrativa che sono molto chiare. Con la riunione dell’altra sera ed il documento politico che la ufficializza, il Pd assume il ruolo di catalizzatore della coalizione Progressista: non la impone, la favorisce; non la delinea, la istituisce; non pretende di assumerne il comando, la genera e la mette sul terreno politico di Alatri per definirne i contorno ed i dettagli insieme agli alleati che vorranno farne parte. Elementare? Niente affatto.
Smonta del tutto la mossa che aveva compiuto qualche settimana fa Fabio Di Fabio, storico vicesindaco nelle amministrazioni di centrosinistra a guida Giuseppe Morini. Nella sua visione, è possibile creare anche ad Alatri la stessa formula che è risultata vincente a Ferentino, Veroli, Sora e tanti altri Comuni sotti i 15mila abitanti. Cioè? Una colizione civica che tenga dentro sia il centrosinistra che il centrodestra cointrario all’attuale amministrazione. (Leggi qui: Alatri, Di Fabio sfida il Pd: “Coalizione civica o si va avanti senza Partito”).

Una posizione alla quale, con il documento dell’altra sera, il Pd risponde che le coalizioni devono essere chiare. Un concetto che va nella precisa direzione che di lì a qualche ora verrà ufficializzata dal Segretario Regionale Daniele Leodori intervenendo alla trasmissione A Porte Aperte su Teleuniverso. (Leggi qui: Leodori lancia la sfida: «Coalizione larga per tornare a vincere in Regione»).
Una visione che taglia fuori Fabio Di Fabio? Niente affatto. Il documento del Pd, letto bene dice che si può arrivare anche alla destinazione politica che dice l’ex vicesindaco ma è il percorso al quale arrivarci che deve essere del tutto diverso. Non ha futuro una coalizione che nasce contro qualcuno (in questo caso contro il centrodestra di Cianfrocca), il Pd vuole una coalizione che nasca per la città. Se è possibile, aggregando tutte le forze Progressiste. Se il dibattito dovesse portare su un altro terreno si può anche arrivare ad un cartello civico. Ma prima deve esserci un fondamento nato da un dibattito chiaro.
Il progetto e il guanto di sfida
Si apre dunque così una nuova fase di dialogo e costruzione che dovrà concretizzarsi tra un anno con le elezioni. “L’obiettivo è dar vita a un progetto credibile e condiviso per il futuro della città”, ricordano gli esponenti del Pd all’indomani della riunione del partito.

“Alatri oggi vive una condizione difficile: una città che appare sempre più spenta, che perde abitanti, servizi e opportunità – hanno sottolineato i democrat – A fronte di ciò, l’attuale amministrazione si è dimostrata incapace di affrontare i problemi reali, ingabbiata in logiche interne, rimpasti e redistribuzione di deleghe, che hanno deluso tutti, a partire da tanti sostenitori dell’attuale sindaco“.
Il Pd dunque lancia la sua sfida. Una sfida difficile e ambiziosa in una città governata per 5 anni dal centrodestra che si presenterà alle elezioni come amministrazione uscente con tutto quello che ne comporta. “Il Partito democratico di Alatri si fa promotore di un’iniziativa politica ampia e inclusiva, con l’ambizione di restituire e unire la città, anche attraverso una guida autorevole, una visione concreta e una prospettiva di sviluppo”, hanno chiosato dal Pd.



