Cianfrocca fissa un calendario record di inaugurazioni prima di lasciare Palazzo Comunale, tra nuove scuole e opere pubbliche. Ma mentre il sindaco costruisce il suo lascito, la campagna elettorale resta ferma: nessun candidato a sinistra, e a destra solo Addesse si muove.
Il countdown per misurare quanto tempo manca alle prossime elezioni Comunali di Alatri non è fatto di numeri che scorrono all’indietro e contano fino allo zero. È fatto invece di cantieri: conta quanti ne sono stati aperti nel corso del mandato che sta per scadere e quanti ne verranno chiusi ed inaugurati da oggi e fino al giorno del voto. Da fine settembre a novembre il sindaco uscente Maurizio Cianfrocca taglierà tredici nastri: scuole, palestre, parcheggi, un centro per l’impiego.
Un un crescendo che ha tutta l’aria di un testamento amministrativo scritto in anticipo. Ha scelto di non candidarsi per un secondo mandato, lo ha annunciato nei mesi scorsi al termine di un Consiglio comunale e non ha dato segno di ripensamento. Il paradosso è che a occupare la scena, in queste settimane, non è la corsa per succedergli. È l’assenza di chiunque voglia davvero correre.
Tredici inaugurazioni in sette settimane

Il calendario parte il 30 settembre e corre fino al 14 ottobre, con due scuole dell’infanzia, un campo di basket e il centro cottura tra le prime aperture, oltre a due intitolazioni — una a Flavio Fiorletta ed una a Gianni Astrei — su piazzette riqualificate.
Il grosso arriva però tra fine ottobre e novembre: una palestra scolastica, due asili nido, l’area mercatale, il centro per l’impiego, il parcheggio multipiano e appartamenti destinati agli indigenti. «Dalla realizzazione di nuovi parcheggi esterni alla riqualificazione urbana, dagli interventi più piccoli a quelli di maggiore portata», ha sottolineato Cianfrocca, «è il segno di una città che finalmente si muove, cresce e si rinnova».
Le scuole, il capitolo che Addesse rivendica di più
Sul fronte dell’edilizia scolastica, a scegliere parole quasi da bilancio di fine mandato non è stato il sindaco, ma il vicesindaco Roberto Addesse, che all’apertura dell’anno scolastico ha annunciato «l’apertura immediata di due nuove scuole dell’infanzia, una in località Basciano e l’altra in via Madonna della Sanità», cui si aggiungeranno, da dicembre, due nuovi asili nido — opere per le quali si è complimentato con la propria struttura dei Lavori Pubblici.

A completare il quadro, lo spostamento della scuola primaria di Basciano «in un nuovo plesso comunale e non privato, dotato di spazi e comfort decisamente migliori della precedente struttura», e la riqualificazione della rotatoria di Bitta con nuovi percorsi pedonali e sosta bus dedicata.
Restano aperti due cantieri che lo stesso Addesse non nasconde: la nuova Luigi Ceci e l’area esterna del plesso di Monte San Marino, oltre a un nuovo parcheggio in via Madonna della Sanità. «Si tratta di un piano strutturato di edilizia scolastica e potenziamento dei servizi educativi», ha rivendicato il vicesindaco, «che testimonia lo sforzo concreto di questa Amministrazione nel sostenere la genitorialità e la prima infanzia».
Il messaggio e la stilettata

Cianfrocca non si ricandiderà: lo ha già annunciato, e la sua stessa maggioranza non gli ha chiesto un bis. Ma il messaggio che accompagna le inaugurazioni è tutt’altro che un addio silenzioso: «È un percorso che dovrebbe continuare a prescindere dagli interpreti», ha puntualizzato il sindaco. «Chi amministra una città ha il dovere di mettersi al servizio della comunità e di portare avanti, con responsabilità e continuità, ciò che è stato avviato».
E poi la stoccata, rivolta a chiunque si candiderà a succedergli: «Alatri viene prima di chi la amministra. Il compito di chi ha la responsabilità di governo della città è lavorare per il suo bene, a prescindere da tutto e da tutti».
La campagna che ancora non c’è
È qui che il calendario dei tagli del nastro incontra il vuoto della politica vera. A sinistra, a oggi, non è cambiato quasi nulla: qualche incontro sporadico e informale, nessun tavolo strutturato. Se le lancette si fermassero a questa settimana, non sarebbe nemmeno scontata la nascita di un blocco elettorale capace di riunire sotto un’unica insegna tutti gli avversari dell’amministrazione uscente. Una schiarita — in un senso o nell’altro — è attesa già nei prossimi giorni, ma per ora il campo largo alatrense resta più un’ipotesi di lavoro che un cantiere aperto.

A destra il quadro non è molto più definito, con un’eccezione che inizia a farsi notare. Il vicesindaco Addesse è l’unico a muovere passi concreti, e lo fa nel modo più prosaico possibile: postando foto e aggiornamenti sui lavori pubblici, cantiere dopo cantiere, come se mancasse un mese al voto e non quasi un anno. È proprio questa continuità d’immagine con l’amministrazione Cianfrocca — insieme all’appartenenza al centrodestra — a farne, per un numero crescente di osservatori, il nome su cui ragionare per la successione: punto di sintesi politico da un lato, garanzia di continuità amministrativa dall’altro. Una combinazione che, ad ascoltare chi mastica la politica locale, a più di qualcuno non dispiacerebbe affatto.
Resta il paradosso di partenza: mentre il sindaco uscente costruisce metodicamente il proprio lascito, cantiere dopo cantiere, la partita per raccoglierlo non ha ancora trovato né sfidanti né schieramenti definiti. Tredici inaugurazioni, e ancora nessun nome sulla scheda.



