Via al tavolo ministeriale per la stazione Tav a Ferentino. Entro l’anno la valutazione economica del sito. Salvini in cabina di regia: “Non è un’utopia, è un’opportunità concreta.”
Da miraggio a ipotesi concreta. E da ipotesi concreta a progetto strutturato. La stazione ferroviaria sulla linea dell’Alta Velocità in provincia di Frosinone comincia ad essere qualcosa di più concreto delle chiacchiere fatte in questi anni. Nella sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti questa mattina si è svolta la prima riunione del Tavolo Tecnico Operativo annunciato lunedì dall’onorevole Nicola Ottaviani durante l’assemblea convocata dalla Cisl del Lazio. A presiedere il tavolo oggi è stato il ministro Matteo Salvini in persona: ha fatto capire – senza troppi giri di parole – che stavolta si fa sul serio. (Leggi qui: Alta velocità: Ferentino unisce il Basso Lazio e sveglia Roma).
Tutti intorno ad un tavolo

Niente sfilate, niente passerelle. Attorno al tavolo hanno preso posto Nicola Ottaviani (segretario della V Commissione alla Camera), il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, il presidente di Unindustria Frosinone Corrado Savoriti di Unindustria Frosinone, il past president di Confindustria Maurizio Stirpe, il presidente della sezione Salute di Federlazio Alessandro Casinelli accompagnato dal suo direttore provinciale Massimiliano Iannucci. La Cisl era rappresentata da una delegazione di prim’ordine: la Segretaria provinciale di Frosinone Antonella Valeriani, il suo collega di Latina Roberto Cecere, la dirigente Alessandra Romano.
Il tema era uno: capire quanto sia realizzabile, in tempi e costi, una stazione Tav sul tracciato che attraversa la provincia di Frosinone. E soprattutto se, una volta realizzata, la domanda effettiva potrà sostenere l’offerta.
Oggi in provincia di Frosinone si effettuano due fermate Tav, a Cassino e Frosinone; una al mattino verso Roma ed una al pomeriggio verso Napoli, con convogli sempre pieni. Le fermate avvengono deviando i Frecciarossa sulla rete ferroviaria tradizionale e rallentando la velocità a quella massima consentita dalla vecchia linea. Con la stazione sulla linea invece, Roma Tiburtina sarebbe raggiungibile in 28 minuti.
Una fermata per il futuro

I tecnici di Ferrovie dello Stato, presenti alla riunione, hanno già avviato le valutazioni tecniche e logistiche. Ma il cuore della discussione è stato tutto politico e strategico. Lo ha detto a chiare lettere Nicola Ottaviani: “Entro la fine dell’anno avremo la valutazione economica del sito. Poi, in un anno, potremo elaborare il piano economico-finanziario e inserire la nuova fermata nel programma nazionale dell’Alta Velocità.” Non sogni o proiezioni: numeri, scadenze e cronoprogramma.
Ma non si è trattato solo di slide e report. Il dibattito ha toccato il nervo scoperto di chi questo territorio lo conosce a fondo: la voglia – o meglio la fame – di sviluppo. “Il Lazio meridionale – ha sottolineato il ministro Matteo Salvini – ha potenzialità enormi. Bisogna metterle a correre sul binario giusto”.
Un corridoio europeo per le imprese

Il progetto non è soltanto un’infrastruttura per i pendolari ma un pezzo fondamentale del cosiddetto corridoio Scandinavo-Mediterraneo, un asse strategico europeo che collega la Norvegia alla Sicilia. Tradotto: merci, investimenti, logistica, connessioni, competitività. È proprio quel corridoio a fare la differenza: perché se anche i Frecciarossa si riempissero come un uovo a Cassino e Frosinone non basterebbe ad ammortizzare i costi. Ma se si sfruttano le 12 ore serali e notturne per far viaggiare le merci sul quel corridoio allora lo scalo ha la sua logia. E la sua convenienza.
Le imprese lo sanno, e lo hanno detto chiaramente. “Una fermata Tav nel Frusinate – ha spiegato Savoriti – non è solo una comodità per i cittadini, ma un volano industriale per il territorio. Riduce i tempi, aumenta le opportunità, moltiplica i flussi. Soprattutto connette l’Italia centrale all’Europa. Lo scalo Tav a Ferentino significa dare respiro al Sud Lazio, al Nord Campania, al Molise ed all’Abruzzo: se la pensiamo come opera di sistema e come Stazione dell’Italia centrale cambia la prospettiva”.
Maurizio Stirpe è andato anche oltre: “Siamo pronti a fare la nostra parte, anche finanziaria. Il settore produttivo locale è maturo per questa sfida.”
I costi? Ma anche i risparmi

Non ci sono solo i costi da considerare. Ma anche i risparmi. Lo ha messo in evidenza la Cisl com i suoi tre dirigenti. Una posizione poi riassunta dal Segretario Generale del Lazio, Enrico Coppotelli. “Questa riunione registra un primo risultato importante: la grande convergenza di tutti sulla necessità di questo progetto, a iniziare dal Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. Proprio lui ha considerato la stazione Tav del Basso Lazio un’opera strategica per il territorio. Stesso dicasi, e non era affatto scontato, anche per i responsabili di Rfi che concordano sulla necessità di servire questo territorio con una linea di AV”.
Ora il Ministero metterà a punto un piano di fattibilità tecnico-economico. Ma ci sono altri due aspetti che vanno al di là delle cifre finanziarie. Il primo: i giovani stanno abbandonando la Ciociaria per trasferirsi da altre parti, più attraenti; la conseguenza di questo spopolamento è che stiamo diventando una provincia di anziani. La Tav serve a far rifiorire l’intero territorio. Il secondo. C‘è un enorme vantaggio che la linea di AV potrebbe rappresentare per spostare su rotaia parte dell’ingente trasporto merci che, ad oggi, è costretto a viaggiare su gomma. “Un evidente vantaggio non solo per l’export e tutto il sistema del settore farmaceutico-agroalimentare, ma anche per la salute con un risparmio di 18mila tonnellate di Co2 in meno ogni anno nell’ambiente” ha detto Enrico Coppotelli.
Non è più un sogno impossibile

Non manca la componente simbolica. Fino a qualche tempo fa, parlare di Tav a Ferentino sembrava come evocare l’aeroporto di Viterbo: un evergreen da convegno. Oggi invece c’è un tavolo ufficiale, un ministro in prima linea e un’interlocuzione attiva con Ferrovie dello Stato. E presto anche con la Regione Lazio, il cui presidente Francesco Rocca ha già fatto sapere che l’opera è considerata “non negoziabile”. Non è una frase ad effetto: la Regione Lazio sta continuando a metterci i soldi per garantire le due fermate Tav sulla linea ordinaria a Cassino e Frosinone. Significa che ci crede.
Il Vicepremier Matteo Salvini si sta spendendo personalmente per esaltare le peculiarità economiche e sociali del nostro territorio, il Lazio Meridionale – ha detto il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli – permettendo l’incremento dei numeri della domanda dell’Alta Velocità, sia da parte dell’utenza passeggeri che da parte delle imprese, interessate a fruire del corridoio scandinavo e mitteleuropeo, per lo scambio delle merci”.
Insomma, la macchina è partita. Non c’è ancora la posa della prima pietra, ma ci sono le mappe, le agende, le persone sollecitate al posto giusto. E soprattutto una visione condivisa. È una sfida che non si gioca solo su rotaie e stazioni, ma anche su reputazione, fiducia, attrattività.
Forse, questa volta la tratta Ferentino–Futuro potrebbe finalmente uscire dal binario morto.



