Alviani cambia lato del tavolo: la mossa che incendia il centrodestra a Frosinone

L’addio improvviso di Christian Alviani a Forza Italia e l’ingresso in Identità Frusinate aprono una faglia nella maggioranza Mastrangeli. FdI si sente marginalizzata, la Lega tiene il cerchio, e il 2027 diventa un campo minato.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Il tempo di un passo di danza. Non un giro appassionato di tango, piuttosto una rapida giravolta di valzer: il consigliere comunale Christian Alviani questa mattina ha lasciato Forza Italia, il Gruppo consiliare di Frosinone e le file della minoranza. Ci era approdato meno di nove mesi fa tra squilli di trombe e rulli di tamburi, ne è uscito con due telefonate fatte all’alba: la prima al coordinatore comunale Pasquale Cirillo, la seconda alla Coordinatrice provinciale Rossella Chiusaroli.

Hanno pensato entrambi ad uno scherzo. Il Consigliere Alviani gli ha comunicato di non poter stare più in Forza Italia: fino alla sera precedente non c’era stato un dubbio né un tentennamento, non c’è stata una discussione che abbia aperto un fossato tra la sua posizone e quella del Partito che lo scorso aprile lo ha accolto. Allora perché se ne va?

La versione ufficiosa è quella di una incompatibilità con il sentiment di alcuni suoi elettori, che sono anche clienti del suo studio legale. Insomma, la base ha cambiato idea ed il vertice ne prende atto.

Il cambio di fronte

Il municipio di Frosinone (Foto © Antonio Limonciello)

Il colpo di scena però è arrivato in serata: Christian Alviani viene dato come aderente alla nuova formazione Identità Frusinate che nasce a sostegno del sindaco Riccardo Mastrangeli al fine di garantirgli i numeri in Aula ed evitarne la possibile caduta anticipata. Il sindaco, in questi tre anni di governo ha perso ben 9 esponenti della sua maggioranza di centrodestra uscita vittoriosa dalle urne nel 2022, fino a questa mattina poteva contare su 16 voti sicuri ma la soglia minima è di 17 Consiglieri. In teoria il nuovo Gruppo lo porterebbe in condizioni di sicurezza.

Ma è solo sul piano teorico. Su quello pratico, Fratelli d’Italia è nelle condizioni di mandare a casa il sindaco come e quando vuole: senza i voti del suo Gruppo nemmeno si può fare l’appello e glielo hannio dimostrato nelle ultime sedute.

Ma c’è altro. Identità Frusinate annuncia che ha anche lo scopo di sostenere Riccardo Mastrangeli per la rielezione nella tornata delle Comunali 2027.

Perplessi e turbati dal mercato

Rossella Chiusaroli, Pasquale Cirillo, Claudio Fazzone, Valentina Sementilli, Christian Alviani

Resto profondamente perplesso e turbato” commenta il dirgente provinciale di Forza Italia Gianmarco Florenzani. “Alviani ha sempre posto una conditio sine qua non per la sua permaneneza in Forza Italia. Ha sempre detto che non dovevamo rientrare in maggioranza, non dovevamo più riallacciare i rapporti politici con il sindaco Riccardo Mastrangeli. E che non avremmo dovuto sostenerlo nelle prossime elezioni comuanli”.

In serata il prendono posizione il Capogruppo di Forza Italia Maurizio Scaccia ed il
Segretario cittadino Pasquale Cirillo: “Il mercato attuale è l’immagine di questa consiliatura oramai alle battute finali. Forza Italia resta convinta della scelta di coerenza con la cittadinanza. Non potremmo mai pensare ad un sostegno all’attuale sindaco senza l’accoglimento dei punti programmatici che abbiamo delineato, primo tra tutti la riapertura della piazzetta dello scalo”.

Il “mercato” al quale fanno riferimento Cirillo e Scaccia è naturalmente di tipo politico. per capirlo basta prendere in esame le indiscrezioni secondo le quali nelle prossime ore Christian Alviani verrà raggiunto in Identità Frusinate da un secondo consigliere comunale. Ed a quel punto chiederanno al sindaco di prendere atto della nuova condizione della maggioranza, riconoscendogli un assessorato.

Posizione di chiusura

Riccardo Mastrangeli e Fabio Tagliaferri

Dal punto di vista di Forza Italia, quella del sindaco è una posizione di netta chiusura. Gli contestano di avere fatto ogni cosa politicamente possibile per riallacciare un dialogo, chiedendogli cose non impossibili: un azzeramento e riassetto della Giunta al termine di un sereno confronto, la riapertura della piazzetta allo scalo. Ma di avere sempre trovato la porta chiusa.

Ma il vero fronte rischia di essere Fratelli d’Italia. Che si vede trascinata nel mezzo di un’operazione di tipo false flag, cioè una di quelle azioni condotte nel tentativo di incolpare un avversario per qualcosa che in realtà non ha fatto. Il caso più emblematico è quello condotto nel ’39 da soldati tedeschi: finsero che le truppe polacche avessero attraversato il confine tra Polonia e Germania e preso il controllo di una stazione radio tedesca. Il giorno dopo, la Germania invase la Polonia usando il falso attacco del giorno precedente per giustificare l’incursione.

Fabio Tagliaferri ed Alessandro Giuli

In queste ore è stato messo il megafono ad una frase che l’ex vicesindaco Fabio Tagliaferri dice da sempre: “Se il Partito me lo chiede sono pronto a candidarmi a sindaco di Frosinone”. Non è un mistero: ci provò nel 2022 ma poi dovette fare un passo di lato in quanto la caella di Frosinone era appannaggio del tavolo nazionale che la diede alla Lega. Oggi Tagliaferri sta divinamente sulla poltrona di Presidente e Ad della ALeS SpA e quella da sindaco di Frosinone non sarebbe una promozione. Ma se glielo chiedono ci deve stare.

Quelle parole strillate e per niente nuove servivano a giustificare l’uscita di Alviani da Forza Italia ed il suo passaggio dall’opposizione alla maggioranza “per il bene della città”.

Mastrangeli si ricandida

Riccardo Mastrangeli si ricandiderà a sindaco e non passerà per le Primare come invece gli chiede FdI: lo ha annunciato un anno fa durante la trasmissione A Porte Aperte su Teleuniverso. È l’uomo dei conti in ordine, del BRT, delle piste ciclabili, dell’aplomb inglese, del programma amministrativo eseguito alla lettera, come un notaio legge ogni clausola contrattuale senza saltare mai nemmeno una virgola. Colui che ha ereditato lo scettro della città dall’onorevole Nicola Ottaviani, Coordinatore provinciale della Lega che proprio in queste ore gli sta creando in consiglio comunale un vero e proprio cordone di sicurezza, per garantirgli la fine naturale della consiliatura. E pure della prossima, anche se con evidenti difficoltà nel centrodestra. 

Nicola Ottaviani

Ma perché si è arrivati a questo punto? Perché rompere un giocattolo che, numeri alla mano, vince?  E che comunque termina opere o inaugura cantieri come se non ci fosse un domani? La risposta è semplice e antica come la politica stessa: questione di rispetto e di peso specifico.

Fratelli d’Italia si è stancata di fare la Cenerentola al ballo della Lega. Il Partito della presidente Giorgia Meloni, che a livello nazionale e regionale detta legge, a Frosinone, pur esprimendo percentuali e numero di Consiglieri in Aula superiori a tutti, si sente trattato come un azionista di minoranza, di quelli che vengono convocati solo per ratificare decisioni già prese altrove. I Fratelli lamentano almeno tre grandi peccati capitali al Sindaco Mastrangeli. Senza considerare il finanziamento per il Campo Coni ottenuto dai Meloniani in Regione e poi dirottato su una scuola, a cose fatte. Inaudita altera parte. 

L’irrilevanza nelle scelte strategiche

La realtà è che FdI sa benissimo di non poter reclamare oggi una candidatura sindaco che verrà decisa solo al tavolo nazionale. La realtà è che non vuole più essere considerata “semplice azionista” ma socio paritario (inter pares) della coalizione. Invece, la sensazione diffusa all’interno del Partito è che la Lega e le sue “galassie civiche” abbiano continuato a suonare lo spartito quasi da soli.

Franco Carfagna con il Gruppo FdI al Comune di Frosinone

C’è poi il tema del rimpasto fantasma”. La parola rimpasto o azzeramento per Mastrangeli è come la criptonite per Superman. Il sindaco si è ostinato a non voler rimodulare la Giunta in base ai nuovi assetti del Consiglio Comunale, come più volte richiesto dai Fratelli. Una rigidità che, agli occhi di FdI, è suonata come uno schiaffo politico: i voti cambiano, gli equilibri mutano, ma le poltrone restano inchiodate. Non va bene. E – a guardare bene – è anche la richiesta che fa Forza Italia e che Mastrangeli non ha mai voluto prendere in considerazione.

C’è infine il problema della sottovalutazione politica. Essere il primo Partito d’Italia e dover chiedere “permesso” a Frosinone per toccare palla, è una dissonanza cognitiva che, né Fabio Tagliaferri, nè i suoi colleghi di Partito sono più disposti a tollerare. “Siamo il primo Partito? Allora dobbiamo essere trattati per tali. Altrimenti il sindaco lo indichiamo noi, non altri”.

La mossa inutile

Guardando la situazione con gli occhiali che guardano oltre, che decriptano i messaggi, che chiariscono le narrazioni, se anche Fabio Tagliaferri avesse voluto sollevare un polverone con quella frase, avrebbe compiuto una mossa che a nulla serve per “compattare” il centrodestra. Mastrangeli e la Lega (e la sua galassia) si candidano comunque. 

(Foto © Massimo Scaccia)

La candidatura di Tagliaferri nascerebbe in contrapposizione a Mastrangeli, né in appoggio, né per riunire il centrodestra. È (se effettivamente ci sarà) una candidatura importante e autorevole di Fratelli d’Italia che ha buone probabilità di tirare dentro il progetto anche Forza Italia. Ma l’unità, vera, di tutto il centrodestra non ci sarà. Lunare che Mastrangeli non si ricandidi per lasciare il posto a Tagliaferri. Non succede nemmeno nelle favole di Hansel e Gretel.

Ci saranno quindi (eventualmente) più canidature nel centrodestra. Il che regalerebbe agli avversari l’unica cosa che potrebbe rimetterli in gioco nel 2027: la divisione. Mastrangeli ha governato negli ultimi 2 anni  con il bilancino di precisione del farmacista, facendo in modo che i 16 consiglieri della sua coalizione, fossero sempre in salute, grazie all’aspirina Marzi. Ma la politica è fatta di chimica, non solo di aritmetica. E la chimica tra Lega e FdI, a Frosinone, ormai è diventata perniciosa.

Winston Churchill diceva : “Non c’è niente di più esilarante che essere sparati senza risultato”. Mastrangeli finora ha schivato ogni proiettile, ogni mal di pancia, ogni minaccia di crisi. Ma la candidatura di Tagliaferri  (se ci sarà) non è un colpo a salve: è un cannone puntato sulla facciata di Palazzo Munari.