Ambiente sotto attacco: Macciomei punge, Del Brocco rilancia. E Massa tace

A Ceccano, la gestione dell'Ambiente diventa polemica. Con critiche dirette al delegato Colombo Massa per il suo silenzio sulle questioni di disinfestazione e manutenzione. L'opposizione chiede azioni concrete e avverte che la luna di miele con la città sta per finire.

A Ceccano, le zanzare non dormono mai. E nemmeno l’opposizione. Perché in una città dove la politica si fa col fioretto ma si finisce sempre per usare la sciabola, anche la disinfestazione può diventare il nuovo fronte di scontro. Questa volta però il pungiglione arriva dritto alla schiena dell’amministrazione Querqui. Con nomi e cognomi. E un bersaglio chiarissimo: il delegato all’ambiente Colombo Massa.

Il silenzio di Massa sull’Ambiente

Colombo Massa è uno dei volti nuovi della maggioranza. Ma da giorni, di fronte agli attacchi, resta in silenzio. Nessuna replica, nessuna smentita, nessun chiarimento. Eppure, la delega che ha ricevuto non è una comparsa nel film amministrativo: è uno dei ruoli più delicati e strategici della giunta Querqui.

L’ambiente non è solo erba da tagliare o zanzare da scacciare. È decoro urbano, è gestione dei rifiuti, è riqualificazione energetica, è partecipazione a bandi milionari. E soprattutto, è la delega che – se ben gestita – porta risorse vere. Basta saperle intercettare, progettare, conquistare. Ma per farlo, servono nervi saldi, comunicazione efficace e capacità amministrativa. E invece? Massa tace.

E quando il silenzio dura troppo, in politica non è più cautela. È vuoto.

“Dopo i proclami, occorrono i fatti”

Alessia Macciomei

A dirlo, senza giri di parole, è Alessia Macciomei, capogruppo della civica Grande Ceccano. Nel suo comunicato diffuso in queste ore, lancia una stoccata all’amministrazione Querqui: “Si godono la luna di miele, ma la città è ferma”.

Poi entra nel merito: nessun intervento di disinfestazione, nessuna manutenzione dei fossi, nessun taglio dell’erba. E – soprattutto – nessuna misura preventiva per contrastare l’allarme virus West Nile, segnalato in diverse aree della Regione. “La trasparenza sbandierata è diventata uno specchio su cui arrampicarsi”, scrive Macciomei. “Ma dietro potrebbe nascondersi incompetenza. O mancanza di visione”.

Nel mirino non c’è solo la gestione tecnica. Ma l’intero assetto della nuova giunta. E in particolare il modo con cui è stata assegnata una delle deleghe più delicate: l’Ambiente.

Non è solo una questione di competenze, ma di pesi politici. Nel primo Consiglio comunale, a farlo notare senza troppi giri di parole, era stato Fabio Giovannone: «Una delega così pesante non può finire a un semplice consigliere», disse. Il bersaglio era chiaro: Colombo Massa. Che incassò con compostezza, promettendo che avrebbe dimostrato di saperla gestire.

La stoccata di Del Brocco

Riccardo Del Brocco

A infiammare la polemica ci pensa anche Riccardo Del Brocco. Non uno qualunque: è stato lui, in passato, a tenere la stessa delega. E sa bene quanto pesi e quanto può valere. Sulle sue storie social – con tanto di grafica della Regione Lazio – elenca tutto ciò che “il Comune di Ceccano e l’amministrazione di centrosinistra non stanno facendo”. Evita i toni accesi, ma affonda il colpo con precisione chirurgica. Un modo elegante per dire: “quando c’ero io, certe cose si facevano. Ora, invece, no”.

Del Brocco parla poco, ma quando lo fa lascia sempre l’impronta. E se mette il carico su una critica, è perché sente odore di vuoto operativo. Sa come funzionano i bandi ambientali, le gare pubbliche, i rapporti con la Regione. Un colpo basso ma chirurgico. Perché quella all’Ambiente, va detto, era la sua delega. E non una qualsiasi. 

L’ambiente – soprattutto in una città nel cuore della Valle del Sacco – non è una passerella da affidare alla retorica verde, ma una sfida complessa, tecnica, piena di scadenze e opportunità da cogliere. È la delega dei bandi, dei fondi europei, della manutenzione e della prevenzione. È la delega dove se sei bravo, i soldi arrivano. Ma se sbagli, li perdi. O peggio, li devi restituire.

Il bivio per Querqui

Andrea Querqui

La luna di miele – quella citata con ironia da Macciomei – sta finendo. E come nei film americani, quando il viaggio si trasforma in quotidianità, le prime crepe iniziano a farsi vedere.

Andrea Querqui, finora, ha scelto la linea della prudenza: profilo basso, niente proclami, carte prima dei comunicati. Ma ora la città inizia a bussare alla porta: vuole vedere luci nei parchi, erba tagliata, cestini svuotati. E se non vede nulla, la pazienza svanisce. Anche quella dei più entusiasti. Perché il vento del cambiamento, se non è accompagnato da fatti, resta solo aria.

Querqui lo sa: il buongiorno si vede dai primi mesi. E l’ambiente – anche quello fatto di disinfestazioni, di fossi e di zanzare – non perdona ritardi. Né silenzi.